Ricette di Fra' Puccino · Risposte

Modi di fare

Le risposte erano arrivate alla n. 50, e forse molti di voi pensavano (speravano?) che la famosa rubrica si fosse conclusa. Che vi piaccia o no, la redazione di E’ scientificamente dimostrato ha deciso con voto unanime che la rubrica proseguirà fino alla Risposta n. 100, solo che d’ora in poi le domande non saranno solo quelle googlate da anonimi internauti, ma prima di tutto domande autobiografiche che mi frullano per la pasta.

A principiare da:

“Come si cucina esattamente la pasta alla carbonara?”

Risposta n. 51

L’Italia è un paese fazioso, un paese che ama dividersi in gruppi di persone che la pensano in modo diverso, spesso fermamente convinti che chi la pensa diversamente sia un’idiota, un estremista o un pervertito.

Così è anche per la pasta alla carbonara.  La pasta alla carbonara conosce molte varianti, e spesso chi sceglie una di queste tratta chi ne adotta una diversa come un deviato o un eretico.

Qui però si fa scienza, lo dice anche il titolo del blog, e allora ecco l’elenco freddo e analitico delle opzioni per chi vuole cucinare una pasta alla carbonara.

Il dilemma dell’uovo

Il primo argomento di discussione riguarda l’uso delle parti dell’uovo da utilizzare, solo il tuorlo o tutto l’uovo?

Personalmente credevo che ci si mettesse solo il tuorlo, così gli occhi mi si sono sgranati quando, miracoli della convivenza, Bellaccina mi ha cucinato una (peraltro buonissima) carbonara con tutto l’uovo, ma se amate i compromessi vi svelo che esiste anche una versione di mezzo, che prevede l’uso del bianco dell’uovo, (che i dotti chiamano albume) ma solo di una parte.

Il problema del quando

Altro dissidio riguarda il momento in cui unire l’uovo alla pasta e alla pancetta, e qui le fazioni si dividono tra chi lo mette nella padella in cui si è cucinata la pancetta, altri insieme a pasta e pancetta appena dopo la cottura, altri ancora praticamente nel piatto, e il risultato cambia, perché si va da un risultato simile alla frittata tipo riso alla cantonese, a una crema semiliquida.

Cipolla sì cipolla no

Il punto di maggior dissidio è però relativo all’uso della cipolla, che chi segue la ricetta ortodossa ritiene praticamente un’eresia contraria alla tradizione carbonara, e un’abominevole innovazione.  Ciò nonostante molti continuano lo stesso a cucinare la carbonara con cipolla, che secondo alcuni dei migliori chef aiuta a soffriggere la pancetta e rende la carbonara più saporita.

La scelta della pasta

Si possono utilizzare solo gli spaghetti o vanno bene anche i rigatoni, i bucatini o un altro tipo di pasta?  Anche qui ci si divide soprattutto tra fondamentalisti e pragmatici ovvero quelli che, come me, cucinano la carbonara semplicemente con la pasta di cui hanno voglia.

Pancetta o guanciale

L’uso di pancetta o guanciale è in realtà uno scontro nato a proposito dell’amatriciana, perché i fondamentalisti della culinaria si scagliano contro chi, come il vostro onesto blogger, utilizza i semplici umili cubetti di pancetta invece del guanciale che non so neanche dove si compri. Personalmente pensavo che perlomeno per la carbonara non ci fossero obiezioni a usare la pancetta, e invece pure qui ci sono i fautori del guanciale.   Tutto nasce probabilmente dal complesso tema del rapporto tra amatriciana, gricia e carbonara, e delle origini di quest’ultima… Ma la verità è che la pancetta ci sta benissimo, e anzi devo dire che l’ho provata anche con i cubetti di speck, e pure con quelli viene bene.

E voi, come la cucinate la pasta alla carbonara?

Ricette di Fra' Puccino · Risposte

Curry e yogurt

 

Hug by Antontang on deviantart.com

Risposta n. 24

“Cosa vuol dire quando un ragazzo ti abbraccia?”

La domanda di oggi non arriva dagli oscuri meandri del cyberspazio, ma è un quesito di una delle mie più affezionate lettrici, che giustamente reclama il suo oracolo.

Sui possibili perché degli abbracci maschili però c’è poco da dire, perché la Risposta, vista con occhi maschili, è tutto sommato semplice:

un ragazzo, nel novantanove per cento dei casi, ti abbraccia perché gli piaci.

No way.

Perché ti abbracci e basta, senza andare oltre, può avere molte spiegazioni: timidezza, insicurezza, impacciataggine, la fedeltà ad un’altra, ma di sicuro l’esito di quell’abbraccio lo decide la donna.

Se ricambi i suoi sentimenti, se anche lui ti piace, faglielo capire, incrocia il suo sguardo, sorridigli languida, abbraccialo più forte, offri le tue labbra al suo bacio, insomma penso di non dover spiegare tutto io… se vuoi conquistarlo fai quello che è necessario perché l’animale che lui ha dentro superi le sue esitazioni.

Se invece non ti piace, distanziati con cortesia da lui e ripetigli quando vi è cara la sua amicizia. Non c’è nulla come le parole amico o amicizia per fare raffreddare un uomo.

Ma nel dubbio meglio dire di sì.

Perché uomini e donne sono come il curry e lo yogurt; apparentemente non c’entrano nulla tra di loro, ma insieme si combinano nel migliore dei modi per rendere saporito quell’inspido e insapore petto di pollo che proprio non avevate voglia di mangiare.

Tagli il pollo a pezzetti, lo condisci con il curry e un po’ di farina, lo immergi nell’inossidabile soffritto di cipolle, poi ci aggiungi un po’ di yogurt (non troppo che il gusto viene troppo acido) e il risultato è squisito.

Un po’ come la vita, che di per sé sarebbe insipida, ma può diventare estremamente gustosa e divertente con la giusta combinazione di curry e yogurt.

Servire con del riso a parte.