cultura

Come la sagoma cartonata di una persona morta

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E’ l’aspro profumo della morte quello che traspare nelle pagine di “Jocelyn uccide ancora”, libro uscito per i tipi della Minimum Fax e pubblicato con lo pseudonimo de Lo Sgargabonzi da Alessandro Gori, scrittore, comico e pure fumettista, almeno come recita  la quarta di copertina, chiamata così perché il nostro autore è arrivato ormai alla quarta opera pubblicata.

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Se nei precedenti libri si poteva parlare, senza remore di narrativa comica, anche un po’ pulp, Jocelyn uccide ancora rappresenta l’approdo a un registro diverso, in cui il critico attento può riconoscere una nota dolente, un fil rouge amaro, non quindi come l’omonima prova speciale di Giochi senza frontiere.

Tra funerali, sedute spiritiche e malati terminali ció che emerge nelle pagine di Jocelyn uccide ancora è un thanatos senza eros; un thanatos che, lo preciso per l’italiano medio, non è il villain di Avengers: infinity war ovvero quel Thanos magistralmente interpretato da uno Josh Brolin che meriterebbe l’Oscar se non gli venisse rubato dai soliti attori cari all’Academy, bensì è la parola greca che indica la morte.

Se la lettura  dei brevi ed efficaci capitoli, intervallati da surreali sedute spiritiche con David Bowie come ospite extracorporeo, scivola via leggera e piacevole, il riso sguaiato delle prime opere di Gori/Sgargabonzi lascia il posto all’amarezza, alla compassione, alla riflessione sul significato dell’esistenza e di quello che verrà dopo, una vera e propria Antologia di Spoon River al sugo di cinghiale e i cantuccini a fine pasto e Marco Messeri che passa giusto cinque minuti per fare un saluto.

Qualcuno, più illustre di noi, aveva già definito Gori “il migliore scrittore comico italiano”, noi modestamente riteniamo che invece, con quest’opera gli si possa togliere l’aggettivo comico, ma tutto sommato pure il sostantivo scrittore e affermare che, a vent’anni esatti dalla morte di quel Fabrizio De Andrè che aveva elaborato in musica l’Antologia di  Spoon River e a quasi duecento dalla morte dell’autore de I Sepolcri c’è di nuovo in cartolibreria un libro da regalare in occasione del 2 novembre, per chi ha del senso dell’umorismo, e magari non è tornato da un funerale meno di 48 ore prima.

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