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Esmigrazioni

Mi dispiace ma non mi convincete.

Io sono bianco, alto, biondo e con gli occhi azzurri, in termini razzisti Europeo nordico,  classe AAA, ma allora perchè dovrei essere solidale con uno di Pisa o di Lecce più che con uno di Calcutta o Bujumbura?  Solo perché parliamo la stessa lingua?

Se ragionassi come “voi”, voi che schifate i ” buonisti” e che e per voltarvi dall’altra parte usate la scusa ipocrita del “business dell’accoglienza”, se ragionassi come voi per me sareste tutti inferiori…

Altro che prima gli Italiani… Dal mio punto di vista dovrei dire: prima i Nordici biondi e con gli occhi azzurri!

Ma non la penso così, tanto che ho sposato e mi sono riprodotto con una bella ragazza molto mediterranea di occhi e di forme.

Siccome non la penso così, e per me l’altro è mio cugino (fratello non esageriamo), anche se ha la pelle scura come il mogano, ieri sera sono stato nella piazza della mia città, una delle 100 d’Europa a mettere in scena il flashmob per una politica europea e solidale dell’accoglienza

e ci ho messo anche la mia barchetta, è quella piccolina in basso al centro, ci ho disegnato la bandiera con lo stemma della cittadina dove vivo, per fare vedere bene che anche qui, nel cuore freddo del leghismo, c’è qualcuno (e non eravamo nemmeno così pochi) che crede ancora alla cultura dell’ospitalità, vede nell’altro essere umano nient’altro che un altro essere umano e non si fa ingannare da usa le paure e le insicurezze per consolidare la propria carriera politica.

4 risposte a "Esmigrazioni"

  1. Tu dici “fratello non esageriamo”, e invece io voglio esagerare, e il migrante voglio chiamarlo fratello. Ora, premesso che i razzisti purtroppo esistono e i commenti che vediamo in giro sono spesso a dir poco ignobili, troppo spesso inconcepibile manifestazione della bestia umana, il problema immigrazione esiste. Io personalmente me la sono sempre presa con la mancata gestione dell’immigrazione e mai con l’immigrazione, che è un fatto connaturato nell’essere umano, e oserei dire, a certe condizioni, un suo diritto. Tutto ciò premesso, io coi cosiddetti buonisti ho il dente avvelenato, e questo dovresti saperlo. A parte che “buonista” sembra che voglia dire propriamente “ostentazione della bontà”, voglio specificare che non è questo il senso in cui lo intendo: per me il buonismo è una distorsione della bontà, che si presenta sotto diversi aspetti, non necessariamente contemporaneamente o esclusivamente: si va dal medico pietoso che fa la piaga purulenta, all’ipocrita “not in my yard” o come cavolo si dice, fino alle anime belle con nessunissimo senso della realtà, e se qualcuno di quello schieramento mi dice “Nessuno vuole l’immigrazione indiscriminata” io non posso far altro che rispondergli “Bene, allora siamo d’accordo!”. Il fatto è che oggi l’immigrazione E’ indiscriminata, e porta con sé una serie di problemi, per noi e per loro, per i quali la vita non deve essere facile.

    Quando, nelle mie ore di tirocinio, mi occupavo di donne immigrate, ho visto come venivano trattate da chi si doveva occupare di loro (ed erano quelli che di fatto si prendevano i soldi dallo stato italiano, non quelle poveracce). Il business dell’immigrazione c’è, e negarlo non aiuta nessuno, il fatto che questa gente disperata sia facile preda della criminalità credo pure sia un fatto acclarato, e qui i buonisti attaccano con la fiera delle ovvietà del “non sono tutti uguali” (ma va?), e “quando noi andavamo in america (non era la stessa cosa ma comunque che c’entra?) e tutta un’altra serie di tiritere che io neanche contesto, le do semplicemente per scontate (qui davanti a tante ovvietà si suole commentare “Ha fatto la scoperta dell’america” – o dell’acqua calda che dir si voglia). Aggiungo, ritengo un insulto alla mia intelligenza il fatto che si pensi che ci sia bisogno di spiegarmi che “non sono tutti uguali”, “non si può generalizzare” “i nostri politici in giacca e cravatta ci hanno rubato miliardi, altro che il migrante”, “e allora gli evasori” o “è stato scientificamente dimostrato che non esistono le razze” (e pure se esistessero?).

    Tu credi che una richiesta di regole, gestione e legalità non sia coniugabile con una politica dell’accoglienza, con il rispetto dell’essere umano indipendentemente dal suo colore (ancora il colore stiamo a guardare?) o della provenienza? (A proposito, nella descrizione di te stesso ti sei un po’ allargato, o per meglio dire allungato… 😛 ). Pensi non sia coniugabile con l’accettazione senza riserve dell’ “altro da me”? Io non sono d’accordo. Se parliamo di Salvini, io certo quello che ha in testa non lo so, se quando parla è sincero non lo so, non garantisco per le sue intenzioni, ma con quello che dice sono d’accordo, molto d’accordo, e ritengo che il contrario del buonismo non sia il cattivismo, ma un sano realismo: oppure non ci rendiamo conto che questa situazione non aiuta neanche i migranti stessi? Che vivere in una nazione che ti considera un intruso e te lo fa pesare ovunque può essere meno peggio giusto della guerra? La chiave di tutto è l’integrazione, ma per promuovere un’integrazione una gestione del fenomeno migratorio si deve fare, e con polso molto ma molto fermo.

    1. Ti risponderò perchè è proprio la posizione, peraltro cinica e demagogica, dei vari Salvini, Orban & c. che non è affatto realista, e che l’unico modo davvero realista di affrontare la questione è un approccio pragmatico e “antiproibizionista”, ma il tuo commento è tanto articolato che merita altrettanta attenzione e ci voglio dedicare il tempo che merita

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