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La dolente e tortuosa strada del successo

“Perché Nek e Biagio Antonacci riempiono i palasport e Renato Ciminelli no?”

Risposta n. 88

Il mondo dello spettacolo è strano; o comunque segue dinamiche non prevedibili e per nulla oggettive.  Personalmente, ad esempio, non ho mai capito le ragioni del successo di alcune star della musica italiana; Nek e Biagio Antonacci sono solo due esempi, che ho tirato in ballo il secondo perché è uno degli artisti di cui mi spiego meno il grande successo (non riesco a ricordare nemmeno una sua canzone) e il secondo per ragioni anagrafiche, visto che è coetaneo di Renato Ciminelli.

Ora probabilmente quasi tutti i lettori di questo post ignorano chi sia Renato Ciminelli; è un peccato, perché se vedete il video che ho linkato capirete che è un genio: ha una voce interessante, una certa originalità di compositore e paroliere, usa la metrica molto meglio di Max Pezzali e ha pure realizzato con pochissime risorse un video interessante, bello proprio nella sua spontaneità, un po’ un Blair Witch Project dei videoclip che ho scoperto perché l’ha mandato in onda la tv slovena di lingua italiana (??) mentre eravamo in vacanza in Istria.

Quando si dicono i casi della vita, e se fosse un segno del destino perché gli facessi pubblicità sulle pagine di questo blog (che comunque il suo bel numero di lettori incredibilmente continua ad averli)?

Renato Ciminelli non lo trovate su wikipedia, navigando sulla rete ho scoperto che è originario dell’ameno paesino di Viggianello, in Basilicata, e poco altro…  Chissà se con questo divertente singolo riuscirà a farsi conoscere dal grande pubblico; in fondo, come insegnano Rocky e Dario Hubner, non è mai groppo tardi.

A proposito, devo ancora rispondere alla Domanda del giorno:

Perché Nek e Biagio Antonacci riempiono i palasport e Renato Ciminelli no?

Non ancora!