Atto d’Amore

Il Ministro Boschi non c'entra nulla con il Loves Act e la sua foto serve solo ad attirare lettori

Il Ministro per le Riforme  Maria Elena Boschi non c’entra nulla con il Loves Act e la sua bella foto serve solo ad attirare lettori

È scientificamente dimostrato, grazie alla collaborazione con la redazione di Bellarix Psicognostica, è in grado di anticipare i contenuti del Loves Act che secondo accreditate indiscrezioni sarà nel 2015 la riforma dell’anno come lo è stato il Jobs Act del 2014.

Ancora una volta nell’epoca di Renzi si utilizza l’inglese per battezzare una legge destinata a modificare profondamente il diritto matrimoniale e di famiglia, con una riforma che (se approvata dal Parlamento) non è azzardato definire epocale, nel suo felice connubio tra modelli tratti dal diritto romano e esigenze della società contemporanea.

Dal diritto romano classico il Loves Act trae l’idea della stabilizzazione ex lege delle convivenze ma soprattutto le diverse tipologie di matrimonio a tutela crescente.

La tipologia base di matrimonio sarà sempre costituita dal matrimonio stabile a tempo indeterminato, l’evoluzione dell’attuale modello unico: un matrimonio che manterrà l’attuale disciplina sostanziale e che potrà essere sciolto, come adesso, con il divorzio.

La prima variante prevista dal progetto di legge è costituita dal matrimonio a tempo determinato, che si scioglierà automaticamente una volta decorso il periodo di tempo scelto dagli sposi, con la possibilità per questi ultimi di scegliere invece il suo rinnovo. Nel matrimonio a tempo determinato se le cose vanno bene c’è l’occasione per un gesto romantico come il rinnovo delle promesse, se non vanno si chiude tutto al decorso del termine senza spese nè complicazioni.

Le tante opzioni proposte dalla legge, che soddisfano ogni genere di esigenza, fanno venire meno il senso della convivenza more uxorio, e proprio per mettere ordine su questo fenomeno sociale il progetto di legge prevede, riprendendo l’istituto dell’usus del diritto romano, che dopo due anni di convivenza registrata questa si converta automaticamente in matrimonio a tempo indeterminato (definito “stabilizzato“).

La grande novità è però dall’apertura a forme alternative di matrimonio: è il matrimonio a regolamentazione flessibile, una forma alternativa di legame coniugale in cui i nubendi potranno stabilire liberamente di comune accordo le forme e i termini della loro unione, inclusa la durata e le modalità di scioglimento, all’interno delle regole generali previste per i singoli tipi previsti dalla legge.  Questa forma di matrimonio sarà libera anche nei soggetti che lo possono contrarre, che potranno anche essere due persone dello stesso stesso, il che finalmente colma una lacuna del nostro ordinamento, che con questa legge finalmente  riconoscerà il matrimonio omosessuale.

Ecco nel dettaglio le diverse forme di matrimonio a regolamentazione flessibile.

Ci sarà anzitutto il matrimonio di libera scelta, la modalità standard di matrimonio autoregolamentato, molto adatta sia alle coppie gay che alle coppie eterosessuali che potranno così scegliere un legame più leggero rispetto al matrimonio formale, liberamente risolvibile in ogni momento, e che quindi rappresenterà una valida altertativa alla convivenza more uxorio (modalità dello stare insieme che per l’appunto la legge vuole disincentivare).  Se poi una coppia omosessuale vorrà invece costruirsi delle regole matrimoniali più rigide e  più vicine a quelle del matrimonio formale, lo potrà fare, proprio in forza della libertà di regolare il rapporto come meglio vogliono i due sposi.

Una novità, ma anche un ritorno al passato, sarà costituito dal matrimonio collettivo, ovvero un matrimonio con un numero di coniugi variabile da 3 a 6; diventeranno quindi legali la poligamia e la poliandria, ovviamente consensuali e con un massimo di 3 mogli/mariti a testa, ma anche nuove forme di matrimonio come la doppia o tripla coppia.

Novità assoluta è invece il matrimonio simbolico con animali, piante, minerali o personaggi di fantasia (fermo per questi ultimi il consenso dell’avente diritto nel caso di personaggi protetti dal diritto d’autore), utile magari per chi preferisce la vita da single ma non vuole rinunciare a una bella cerimonia.

Un altro mix tra recupero dell’antico e novità sarà il matrimonio a dominazione, la soluzione perfetta per chi vuole essere sposarsi ed essere sottomessa, che sia per motivi religiosi o perchè pratica forme alternative di sessualità; con questa forma di matrimonio si torna in pratica alle regole ante 1976, con l’unica variante che il coniuge dominante potrà essere, a libera scelta dei nubendi, anche la donna e che verranno legalizzate, con alcuni precisi limiti, le punizioni corporali all’interno del matrimonio.

L’obiettivo, come potrebbe annunciare con il suo tipico stile il premier Renzi, è quello di eliminare la stortura di chi convive senza volere o potersi sposare, alleggerendo per tutti i lacci burocratici e le cancellerie dei tribunali, e trovando finalmente una soluzione che accontenti i due stilisti che vogliono fare coppia anche all’anagrafe come pure i due appassionati di 50 sfumature di grigio, quelli cui piace amarsi in compagnia, come pure chi magari vuole sposarsi con la mascotte della propria squadra del cuore.

3 pensieri su “Atto d’Amore

  1. Eccellentissima l’idea del matrimonio simbolico, così le donzelle interessate potranno sposare direttamente il conto in banca del vecchietto senza passare sul corpo del vecchietto stesso.

    A proposito, hai scritto “stesso stesso” anziché “stesso sesso”: era un rafforzativo? 😛

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