La vita dopo un bambino

Diventare genitori inibisce la vita sociale?

Risposta n. 84

Assolutamente no.

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Mi è capitato di leggere questo articolo, sul fatto che maternità e paternità divengano quasi una condanna agli arresti domiciliari, e da neo papà non posso che dissentire completamente.

Avere un bambino comporta impegni e responsabilità, è vero, come avere degli animali domestici, è normale ed è giusto così. Ma con un minimo di sforzo e organizzazione è ancora possibile andare a trovare gli amici, andare fuori a pranzo o cena e andare in vacanza, anche senza rinunciare alla compagnia del proprio cucciolo o portarsi i genitori- baby sitter appresso (c’è chi lo fa davvero!).

Noi, che abbiamo una bimba di 14 mesi, in questo periodo non abbiamo dovuto rinunciare a niente, sebbene viviamo in una città diversa da quelle in cui vivono i nostri genitori, e non potendo quindi contare su alcun aiuto tranne il nostro. I nostri cinque gatti, infatti, finora non si sono dimostrati idonei come baby sitter.

L’unica vera privazione è stato il non poter andare al cinema, almeno finchè non troveremo una baby sitter di cui fidarci e, soprattutto, finchè non riusciremo a stare tre ore senza la nostra adorata piccina.

Perchè la verità è che diventare genitori non ti toglie nulla, se non sei tu a volertene privare, ma ti aggiunge molto, una piccola personcina che non ti farà mai annoiare e che altro che comprimere la vita sociale, ti farà fare mille conoscenze nuove, perchè quando incontri altre coppie con bimbi scatta subito un feeling di colleganza.

Certo, avere un bimbo piccolo è anche impegnativo. Ma mi ha fatto sorridere leggere, tra le tante difficoltà elencate nell’articolo che ho citato, il dovere cambiare il pannolino sui sedili dell’auto o sulle sedie del ristorante. Da come ne parla l’autrice sembra un problema tremendo, ma noi l’abbiamo fatto tante volte, tantissime, e non è mai stato così complicato… Merito della mia donna, certo, ma soprattutto di un approccio più rilassato agli oneri della genitorialità.

Perchè di questo penso abbia bisogno un Paese in crisi di nascite, diviso tra fanatiche del mammismo e paurose/i della maternità ( parlo al femminile, perchè comunque in questi casi noi maschietti andiamo un po’ al traino).

Fare e allevare figli non è né una missione sacra né una prigionia, è semplicemente la cosa per cui siamo naturalmente programmati.

articolo scritto interamente mentre stavo con la mia bimba, che tranquillamente giocava per conto suo

10 pensieri su “La vita dopo un bambino

  1. Concordo al 100%… Un figlio è un maggior impegno, certo, ma assolutamente non un inibitore alla vita sociale. Anzi, noi abbiamo fatto parecchie amicizie con altri genitori ai tempi dell’asilo e delle elementari. E poi siamo andati comunque in viaggio, comunque in gita in montagna ed al mare: basta sapersi un po’ organizzare ed un po’ adattare.

  2. “Avere un bambino comporta impegni e responsabilità, è vero, come avere degli animali domestici” … con tutto il rispetto, mi pare che ci sia una bella differenza!
    Anch’io ho provato l’esperienza di vivere in una città diversa da quella di genitori e suoceri (mio marito ed io, triestini, viviamo a Udine da quasi trent’anni) ed è stata dura, durissima. Tra l’altro i miei due figli hanno 22 mesi di differenza, il che ha complicato le cose. Ma non mi sono mai sentita privata della libertà, abbiamo fatto sempre ciò che ci andava di fare, abbiamo frequentato gli amici di sempre, andando a Trieste nei week-end, e ne abbiamo trovati altri qui. L’unica cosa che posso dire, con rammarico, è che alcuni amici li abbiamo persi perché noi abbiamo voluto i figli presto (a 30 li avevo già entrambi, mio marito ha due anni più di me) e quindi uscire con coppie sole, noi con due bambini, non sempre conciliava le esigenze di tutti. Al cinema assieme non andavamo nemmeno prima (abbiamo gusti troppo diversi, impossibile arrivare ad un compromesso, mio marito mi rinfaccia ancora la visione del film “Chocolat”, nel lontano 2001, quando avrebbe voluto andare a sentire un concerto di non so chi, penso un cantante di musica country, sua grande passione), io a teatro ci sono sempre andata da sola, lui ha la passione per il biliardo che ha continuato a coltivare… tutto come prima, quasi nulla di condiviso. Indipendentemente dai figli.
    Il vero problema è stato, semmai, trovare qualcuno che ce li tenesse quando si ammalavano e lo scoprivamo alle 7 di mattina. Una volta abbiamo fatto anche a gara per chi si vestiva prima per andare al lavoro, dato che nessuno dei due voleva prendere permesso …
    Concordo con gmdb che mi ha preceduto: ci vuole organizzazione ma soprattutto adattamento.

    Un bacione alla vostra bellissima bimbetta.🙂

    • ho paragonato animali e bambini piccoli perché con entrambi ci vuole responsabilità e anche (piccole o grandi) rinunce, e purtroppo tanti non lo capiscono, né quando sono genitori né quando hanno un animale…
      Ps: anche io sono triestino, ma sono andato più in là (in Veneto), e per di più ho quasi-sposato una milanese, con il risultato che il parente più vicino è a 2 ore di distanza!

      • Piacere di aver trovato un altro triestino su WP.🙂
        Certo in Veneto avrai avuto meno difficoltà di adattamento (non oso dire integrazione ….) rispetto a me, dato che i veneti hanno molto in comune con noi triestini. Lo stesso non posso dire per me e mio marito, però almeno i km che ci dividono dai parenti sono solo 60.

      • ho appena cominciato il mio 16° anno da queste parti, direi che ormai mi sono abbastanza integrato, anche perché ho una figlia nata qui, è vero che i Veneti hanno alcune cose in comune con i triestini (a partire dal dialetto), ma anche tante con i Friulani (una certa “padanità” invece estranea a TS)

  3. Sai che c’è?
    Una volta sapevamo di essere programmati a far figli, li facevamo quando per il nostro corpo era giusto farlo e lasciavamo che il cuore spesso avesse la meglio sulle ansie paranoiche che invece oggi pervadono i nostri giorni e, per traino, quelli dei nostri figli.
    Una volta i pannolini si cambiavano sempre sui sedili della macchine perchè i bagni dei bar non erano stramoderni come quelli dell’IKEA di oggi… se questi son problemi, si, c’è da riderci sopra.

    Spesso le coppie non se ne ricordano… o forse non sono consapevoli che per avere un figlio si dev’essere davvero una famiglia, che in questo campo 1+1=3 e che la televisione non è granchè come babysitter…
    Io non faccio testo, sono mamma single da sempre e benedico i nonni perchè con i miei orari lavorativi se non ci fossero loro sarei sotto un ponte… però hai ragione su tutto, in condizioni normali un figlio è un problema solo in base a quante sono le paranoie che noi ci facciamo.

    • Se tu o Diemme che l’avete fatta ad allevare un figlio da sole (e questo sì che dev’essere difficile), e per di più conciliandolo con il lavoro, questo è la dimostrazione del fatto che molte persone, che magari si trovano in situazioni molto più favorevoli, trasformano in enormi problemi le normali difficoltà della vita

  4. E’ bello leggere questo tuo post, perchè – nonostante io non sia genitore – è quello che ho sempre pensato di chi desidera figli e una volta avuti passa il tempo a lamentarsene. O quando faccio il confronto fra le tante famiglie – italiane ma anche e soprattutto straniere – che vivono con gioia il tempo libero all’aria aperta, nei parchi, nella natura, e chi – come mio fratello e mia cognata – sembra non riuscire mai a uscire di casa. Fortunata tua figlia, e complimenti a voi (e per fortuna che ci siete!)

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