Il Sole sotterraneo – I parte

sole sotterraneoEsiste un luogo in un angolo nascosto del Tibet, o forse è l’Himalaya, dove un torrente impetuoso che somiglia quasi a un fiume entra in una cavità del suolo e lì scompare nel sottosuolo.

Se un esploratore riuscisse a navigare nel torrente seguendo le acque a bordo di un gommone o di una barca in grado di affrontare i tumulti della corrente, vedrebbe che la luce esterna, nel corso della discesa nel sottosuolo, diminuisce meno di quel che dovrebbe, e avendo la vista acuta riuscirebbe a vedere alcuni specchi sulle pareti di roccia, talmente usurati dal tempo da sembrare antichi di millenni.

Potrebbe anche vedere su una parete una scritta in un alfabeto che nessuno parla più a tanto tempo che nessuno più ricorda più da quanto.

È proprio dopo quella strana scritta che la luce comincia a cambiare e mutare verso uno strano chiarore rossastro, è proprio allora che le acque del torrente diventano un lago sotterraneo, e davanti al lago appare quella che, appena adattati gli occhi a quella strana luce, si rivela come una città.

Non si può descrivere lo stupore di trovare una città intera dentro una gigantesca grotta, il cui altissimo soffitto appare quasi luminoso, e a guardare meglio si può vedere che è tutto ricoperto di lucenti cristalli di quarzo, su cui si riflette una luce rossastra che pervade tutto l’ambiente, e che si mescola a brandelli di luce solare portati dagli specchi disseminati ovunque.

Chissà se è questa la Città sotto le montagne dell’Himalaya di cui parlavano tante storie e leggende, la città a cui nei secoli dei secoli sono stati attribuiti tanti nomi: Shangri-La, Agartha, Kalapa.

Un viaggiatore ignaro di tutte queste storie che vi capitasse per caso la potrebbe chiamare Città di Specchi, Città di Quarzo o magari Città di Sale perché le pareti delle case sembrano, e forse sono, ricoperte di gemme di sale.

Lo stupore di scoprire un luogo abitato dentro l’enorme antro è però poca cosa paragonato allo stupore di quello che c’è oltre la Città, dalla parte opposta al lago, lì da dove sembra provenire quello strano chiarore.  Perché avanzando lungo il sentiero che costeggia i margini della città, osservati in silenzio dagli sguardi degli abitanti della città, ci si trova davanti al ciglio di un burrone e se, avanzando piano piano, un po’ intimiditi dal calore che aumenta, si volge lo sguardo in basso ciò che si vede quasi ferma il cuore.

Sotto i nostri occhi, distante ma fin troppo vicina, una distesa immensa di lava incandescente riposa girando in circolo, e illuminando di rosso l’intera grotta.

Sotto di noi c’è il Sole sotterraneo.

(continua)

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