Un grande futuro

(da Wikipedia, 7 novembre 2055)

La Repubblica Italiana o semplicemente Italia, è lo Stato che ha amministrato la penisola italiana dal 1948 al 2048.

(…)

La Terza Repubblica

Per approfondire, vedi la voce Grillismo, Savonarolismo.

Viene definito periodo della Terza Repubblica (anche se gli storici delle Istituzioni preferiscono parlare di Seconda Repubblica) il periodo iniziato con la vittoria nelle elezioni parlamentari del 2013  del movimento 5 stelle di Beppe Grillo, che cambiò completamente l’assetto istituzionale in senso assembleare e iperdemocratico portando avanti una politica di stampo conservecologista (conservecologismo). Delle vecchie istituzioni repubblicane rimase in piedi solo la Camera dei Deputati, divenuta Assemblea dei Portavoce, e il potere esecutivo venne assegnato al Presidio permanente del Consiglio direttivo dell’Assemblea dei Portavoce, ma di fatto il potere era esercitato dal Consulente generale Beppe Grillo.  I principali partiti d’opposizione erano rappresentati dai due partiti nati dalla scissione litigiosa del Partito Democratico, il Partito Democratico democratico (PDd, centrosinistra) e il movimento per un Partito Democratico (mPD, centro-centrosinistra).

La Quarta Repubblica

Dopo la sconfitta nel referendum sul divieto degli abiti con colori sgargianti e della diffusione pubblica della musica commerciale (la c.d. legge “antipop”), in una campagna referendaria in cui venne coniato il termine Savonarolismo, che poi identificò i movimenti che ereditarono la bandiera conservecologista, le elezioni biennali per il rinnovo dell’Assemblea dei Portavoce vennero vinte dal movimento Orgoglio Italiano di Nicole Minetti Corona e Gigi Buffon, la cui rivalità contrassegnò i successivi otto anni, il c.d. periodo della Quarta Repubblica, contrassegnata dal ritorno a istituzioni democratiche tradizionali con però l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, carica cui venne eletto Buffon che però iniziò quasi da subito un rapporto conflittuale con quella che i media definirono la “Tymoshenko italiana”, la Prima Ministra Minetti Corona, che poi costituì un suo proprio movimento con il nome di Belvedere Italia nel cui simbolo capeggiava una sua immagine a mezzo busto.  All’opposizione il PDd si era frattanto diviso tra il PDsd) (Partito Democratico socialdemocratico, centrosinistra-sinistra) e il PDcs (Partito Democratico di Centro e Sinistra, centrosinistra).

L’era filibertiana.

L’elezione a sorpresa del centenario Adriano Celentano, che raccolse anche i voti savonarolisti, portò a un periodo di quiete e immobilismo, caratterizzato dai famosi 50 Primi Ministri cambiati nel corso del suo mandato dal molleggiato nazionale (con il record di Andreina Pastore, che rimase in carica 2 ore e 21 minuti), finché le elezioni presidenziali successive vennero vinte da Emanuele Filiberto di Savoia, con il suo Movimento Azzurro, e Max Biaggi di Orgoglio Italiano, che aveva appoggiato la candidatura di Emanuele Filiberto in opposizione a quella di Minetti Corona, venne eletto Primo Ministro, ma dopo avere ottenuto trionfalmente il secondo mandato Emanuele Filiberto di Savoia fu costretto alle dimissioni dopo la sconfitta (per 145mila voti) nel referendum per il ritorno alla monarchia. “Sei fuori” è la famosa battuta del Senatore a vita Flavio Briatore che contrassegnò la fine dell’esperienza filibertiana.

Decadenza e fine della Repubblica.

Mentre all’opposizione i partiti di centro sinistra, scissione dopo scissione, erano divenuti ormai 23 (alcuni dei quali coalizzati nell’Alleanza di Partiti Democratici, APD), Noi stiamo con Willwoosh – WMoviment.net di Guglielmo Scilla detto Willwoosh vinse le elezioni parlamentari portando poi il suo leader alla Presidenza della Repubblica, che dopo le riforme filibertiane riuniva in sé ogni potere esecutivo.

Dopo l’incolore esperienza presidenziale di Willwoosh per la prima volta dopo decenni una coalizione unitaria dei 31 partiti del centrosinistra vinsero le elezioni parlamentari e presidenziali e la coordinatrice a latere dell’APD Francesca Birigna assunse la guida del Paese.

I litigi tra i partiti di governo e all’interno degli stessi portò al caos più completo, tanto che non si riuscì a decidere la data delle successive elezioni, finché la Regione Sudtirolo proclamò la propria indipendenza, seguita dalla Sardegna e dal Veneto, mentre la Regione autonoma Roma Capitale, guidata dal movimento fondamentalista Aurora Nazionale, dichiarò l’illegittimità dell’annessione al Regno d’Italia nel 1871 e rientrò sotto la sovranità del Sommo Pontefice  della Chiesa Cattolica.  La perdita della capitale, insieme alla sottoscrizione del Patto di Napoli da parte delle regioni meridionali segnò la fine dell’unità nazionale.

La Repubblica Italiana cessò formalmente di esistere con le dimissioni della Presidente Birigina.  Era il 3 giugno 2048.

9 pensieri su “Un grande futuro

  1. lagiraffa ha detto:

    Non ci riusciranno.. Comunque, nel caso, per cogliere il suggerimento di gmdb, io opterei per l’indipendenza totale della mia Isola, non ho voglia di ricominciare a litigare con gli spagnoli, con gli austriaci, con i Savoia, abbiamo già dato!

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