Aeroporti

Ho sempre amato gli aeroporti. Ricordo che quand’ero bambino, erano gli anni settanta, mi feci accompagnare all’aeroporto di Ronchi dei Legionari, l’aeroporto di Trieste, per assistere al decollo degli aeroplani, che ammiravo a bocca spalancata.

Mia mamma mi disse che i piloti erano molto ben pagati, e la loro divisa era molto bella, fu così che per qualche tempo decisi che da grande avrei fatto il pilota; poi vidi il quadro comandi di un aereo con tutte quelle luci e quei pulsanti da ricordare a memoria, e cambiai idea.

Il mio primo aereo fu un Trieste-Roma, avrò avuto dodici anni, ricordo bene le immensità dell’aeroporto un Fiumicino dove sostammo a lungo aspettando che nella lista d’attesa del volo successivo si liberassero due posti, e dove c’era un bellissimo e buonissimo ristorante self service che oggi non c’è più.

Adesso sono passati molti anni, la vita ha premiato la curiosità di quel bambino, e ormai carte d’imbarco e varchi di sicurezza sono parte della mia vita, che solo nelle ultime due settimane mi ha portato una volta a Parigi e l’altra ad Alicante, via Madrid, con tanto di lunghe attese seduto sulle sedie di plastica degli aeroporti in attesa dell’imbarco girando per il terminal a cercare di fare passare il tempo portandosi a spasso il bagaglio a mano, e magari cercando un dono da portare alla mia Bellaccina.

Capisci che viaggi davvero molto quando conosci a memoria i codici degli aeroporti, quando sai che MXP vuol dire Milano Malpensa e che VCE quasi sempre è il volo che ti porta a casa.

E poi tutti gli altri: il malpensato  FCO, il simpatico BGY, l’elegante e carissimo CDG, il futuristico MAD, VRN con i suoi tour operator, VLC dove un giorno volevo portare un mazzo di fiori all’impiegata al check che era stata tanto gentile… e infine SFO dove ho lasciato un pezzo di cuore (ma prima o poi torno a riprenderlo).

Quasi quasi prima o poi ci scrivo una canzone, ma verrà meglio a rappare o nello stile di Venditti (o nello stile di Guzzanti che imita Venditti)?

11 pensieri su “Aeroporti

  1. Mi è sempre piaciuto viaggiare in aereo anche se odio tutto quanto ci sta intorno. Odio dovermi recare all’aeroporto, stare attento a cosa porto per via dei controlli, fare file ovunque, aver sempre paura di scioperi, ritardi e cancellazioni.
    Insomma vorrei essere uno di quei riccastri che si possono permettere il jet privato.🙂

  2. Io giro con una borsa sola, a prova di controlli, che mi segue leggera e fedele come un cagnolino fino al sedile. Però mi sono sempre chiesta perchè si debba arrivare ore prima, perchè ovunque le sedie siano scomodissime, perchè nei bagni ti guardi allo specchio e ti vedi sempre devastata, anche prima di un intercontinentale…sarà la luce?

  3. @ Giulio: con un po’ di esperienza e di fortuna alcuni di questi disagi li eviti quasi tutti, quello cui non si può proprio fuggire è l’ottusità dei controlli, peraltro diversi da Stato a Stato (e per ora la mia palma del peggio-del-peggio va al Regno Unito)

    @ Unrosaverde: il mio “segreto” invece è quello di caricare praticamente sempre i bagagli in stiva, e chissenefrega dei pochi euro in più, il vantaggio è che puoi gironzolare per il terminal senza troppi pesi addosso

    Cmq… ben atterrata da queste parti!!

  4. Tu conosci tutti i codici e io nell’aeroporto invece sono una zombie.. proprio nel senso che tutta l’energia l’ho data prima di arrivarci e una volta lì sono in trance.
    Perché 2 cose ancora devo imparare ad affrontare bene, dell’aeroporto: dovermi trovare lì con un anticipo per me spropositato, e l’ansia del preparare i bagagli, specie stare attenta persino alla quantità di liquido x flacone portando il bagaglio a mano etc etc. (e sulla stiva infatti hai ragione)..

    Complimenti, però, per la frequenza e l’esperienza: di sicuro sei anche un poliglotta!

    • con il tempo impari ad arrivare in aeroporto con il giusto anticipo, diciamo circa un’ora prima dell’orario di imbarco, in pratica un’ora e mezza, un’ora e tre quarti prima dell’orario di partenza, cui si solito aggiungo mezzora per eventuali imprevisti (ma tieni conto che io ci metto minimo un’ora di macchina per arrivare in aeroporto)

      quanto ai liquidi del bagaglio a mano… siete voi donne che volete portarvi sempre dietro tutta la valigetta da make up artists ^^

  5. Io collezionavo tutto ciò che riguardava gli aerei… gli aeroporti non mi sono simpaticissimi (meglio delle stazioni ferroviarie, però…).
    Un tempo conoscevo anche la maggior parte dei codici (pur avendo viaggiato molto meno di te) ma la tua esperienza “inglese” dal punto di vista dei controlli ci incuriosisce…
    P.S.: a parziale loro scusante, c’è da dire che loro hanno avuto Lockerbie😦

    • gli inglesi non solo non ti permettono di portare a bordo liquidi in boccette superiori ai 100 ml, ma si mettono ad esaminarli uno per uno con delle strane apparecchiature… il che nel mio ultimo viaggio a Londra ha rischiato di farci perdere l’aereo, visto che la mia Bellaccina è una di quelle che si porta dietro il set da make up artist (d’altronde, mi piace anche perché è cos’ tanto femmina🙂 )

      • sì, sì, è sulla nozione dei “necessario” che uomini e donne non si capiscono quando si fanno i bagagli ^^

        così come le donne non capiscono la nozione di tempo necessario ad evacuare (e leggere il giornale) che hanno gli uomini😀

      • qui è diverso da FB, dove siamo noi stessi, con il nostro nome e cognome e faccia, qui si può essere anche più sinceri, anche se personalmente preferisco essere più… ironico ^^

        (sai che blog palloso, altrimenti🙂 )

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