Vita di S. Eufrosto

Visto il grande interesse suscitato dalla teoria della compallazione, E’ scientificamente dimostrato ha deciso di pubblicare la biografia del santo cui se ne deve la paternità, e che si colloca nella nostra piccola galleria degli Affreschi.

S. Eufrosto (nell’icona, in versione Maestro del Loto Bianco) nasce a Antiochia nei primi anni del III secolo, e fin dalla più tenera età dimostrò uno straordinario intelletto tanto che i genitori pensarono avesse ricevuto un dono speciale da Atena, ma egli li redarguì perché credevano in tali favole.

Terminati gli studi in retorica e tectonica, Eufrosto intraprese una carriera da funzionario imperiale (anche se alcuni suoi detrattori gli attribuirono il mestiere di lenone) ma attorno ai trent’anni si convertì al Cristianesimo e fu ordinato sacerdote, e poco dopo si trasferì nella parte occidentale dell’Impero, in Sicilia, forse per sfuggire alla persecuzioni contro i cristiani, particolarmentente severe contro cittadini in vista come lui (i soliti detrattori parlano invece di un grosso ammontare di debiti).

In Sicilia Eufrosto trovò finalmente protezione nel mecenate siculo Scaramanzio, ricchissimo patrizio romano che a motivo di un forte timore dell’aldilà e delle sue pene, per tutelare la propria anima aveva deciso di farsi proselite di tutte le religioni più comuni in quell’epoca, inclusa quella cristiana, per cui accolse Eufrosto nella propria villa, offrendogli anche un regolare compenso per svolgere le sue funzioni religiose.

Fu così che Eufrosto, oltre a divenire in breve tempo il Vescovo della piccola comunità cristiana di Agira, potè approfondire lo studio dei vangeli e della dottrina cristiana, iniziando a scrivere quello che rimarrà per sempre il suo capolavoro, che noi conosciamo nella versione latina con il titolo di Speculationes.

Uno dei campi di indagine prediletti da Eufrosto fu la vita nel Regno dei Cieli, forse anche per venire incontro alle paure del proprio benefattore. Oltre alla teoria della compallazione, forse la più famosa, nel Libro III delle sue Speculationes Eufrosto si interrogò sulle conseguenze del peccato commesso da uno dei risorti nel Regno dei Cieli, evenienza che a suo avviso non poteva essere esclusa a priori. Eufrosto riteneva il peccato nel Regno dei Cieli improbabile ma non impossibile, e riteneva che nel caso uno dei risorti fosse caduto nella tentazione del male il paradosso costituito dal peccare al cospetto di Dio avrebbe creato un altro universo dominato dal peccato, e destinato a una futura nuova redenzione da parte del Signore.

Molti aspetti rendevano questa teoria, detta della amartemogenesi, troppo distante dalle tesi degli altri padri della chiesa per potere essere accettata ma un aspetto in particolare farà sì che successivamente la Chiesa, istituzionalizzata e dogmatizzata, eliminerà dai propri canoni il III Libro delle Speculationes: si tratta la tesi per cui forse anche il nostro universo  non sarebbe stato creato  dal Signore ma sarebbe sorto da un peccato commesso nel Regno dei Cieli nell’alba dei tempi, il vero peccato originale.

Fu per questo che le Chiesa secoli dopo distrusse tutte le copie del III Libro delle Speculationes, di cui oggi conosciamo solo alcuni frammenti,  grazie alle citazioni di chi polemizzò con Eufrosto.  E secondo la dottrina ufficiale la paternità di quel volume non va attribuita al Santo, ma alla grave dementia temporanea che lo colse proprio in quel periodo.

Eufrosto subì il martirio all’età di quasi settantanni, poco dopo la morte di Scaramanzio, (colpito da un dardo scagliato da lui medesimo dopo una battuta di caccia).  I perfidi nipoti di Scaramanzio, che ne avevano ereditato la fortuna, avevano sempre avuto in odio il Santo, anche per ragioni religiose, e lo assassinarono, secondo la leggenda, gettandolo in una vasca piena di murene elettriche; la leggenda racconta che caduto nella vasca i pesci gli si mantennero rispettosamente distanti, ma Eufrosto le apostrofò così:

“fate quel che dovete, orridi mostri, che vostro non è il peccato ma di chi mi scagliò costì, e magari forse ci rivedremo nel Regno dei Cieli, perché io vi perdono, ma non coloro che di lassù mi guardano, e che possano soffrire cento volte tanto”.

E così in effetti veramente avvenne, e i nipoti di Scaramanzio furono tutti vittime di orrende malattie, e questo è il motivo per cui Eufrosto fu da subito venerato come martire.

S. Eufrosto, riconosciuto come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, viene venerato il 13 giugno, ed è il protettore dei finanzieri, degli agenti di borsa e dei gestori di hedge fund.

9 pensieri su “Vita di S. Eufrosto

  1. Io credo solo a quelli che vengono chiamati ‘suoi detrattori’: sono loro che dicono la verità su Eufrosto!
    Inoltre era un grandissimo iettatore a quanto pare!

    Ma.. caro Fra, ti prego, perché l’hai fatto venerare il 13 giugno ?😥 E’ il giorno di un onomastico a me molto caro, e non è Eufrosto…

  2. kalojannis ha detto:

    Mah, la figura di Scaramanzio è affascinante… mi ricorda un po’ la Società Teosofica contemporanea, fondata da M.me Blavatsky e di cui hai certamente conoscenza…
    io l’ho scoperta per caso comrando un libro di fine ‘800 su una bancarella di Lugano… sai dov’è la sede nazionale della Società Teosofica?

  3. @ Dea Silenziosa: secondo alcuni calendari, è anche l’onomastico dell’identità segreta di Fra’ Puccino, che però è un nome troppo originale perché sia quello cui pensi tu (ma la vedo difficile)🙂

    @ Kalojannis: inquietante la notizia che mi dici, è quasi degna di Notizija, magari adesso prima di passare per casa gli suono al campanello e gli chiedo se posso fare una breve seduta spiritica 😀

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