Un posto perfetto

Capita che il posto perfetto (ma forse è meglio un posto perfetto) lo scopri per caso, perché mancano tre ore al volo del ritorno e hai una scoppiettante Skoda Fabia a noleggio che può portarti in giro.

Un posto si avvicina già alla perfezione per il fatto che ti dà il benvenuto con il Museo del Chocolate, e non a caso perchè è proprio in quella ridente cittadina della Costa Blanca che ha sede la Valor, la ditta produttrice del cioccolato più buono al mondo (imperdibile con i churros).

La perfezione raggiunge poi il suo apice se le case del centro storico sono tutte colorate come i mattoncini della Lego, e se di fronte alla cittadina si apre una spiaggia dorata con tanto di palme. Uno apre la finestra di casa e davanti ha un’immagine come questa della foto che ho scelto per illustrare il post (l’ho scattata l’altro giorno lì, non in qualche isola caraibica).

Il tutto a due passi sia da una città universitaria vivace come Alicante, che dalla famigerata Benidorm, con i suoi grattacieli che neanche Miami ma pure con le discoteche che neanche Miami.  E infine, a coronare il tutto, in dieci minuti arrivi a Terra Mitica, uno dei più rinomati parchi di divertimenti ispanici.

La fortunata cittadina che coniuga tutto questo risponde al ridente nome introvabile per il navigatore di

Villajoyosa

e già il nome (La Vila Joiosa in valenziano) è tutto un programma.

Mentre con la fidata Skoda Fabia tornavo verso l’autopista, con lo sguardo inebriato da tanta bellezza (altro che sacchetti volanti, amico di American Beauty) dal finestrino aperto l’ultimo affronto: un sottile effluvio che mi ricordava quello che sentivo quando andavo all’università passando davanti alla fabbrica della Illy, solo che in questo caso il profumo non era quello del caffè ma quello del cioccolato.

Ci sono posti dove l’aria sa di smog, altri dove sa di letame, altri dove sa di cavolo. Grazie alla fabbrica della Valor l’aria di Villajoyosa odora di cioccolato, e vi assicuro che è un’esperienza quasi mistica.

Pensate che stia esagerando? Un po’ troppo sopra le righe con il mio entusiasmo?

Può essere.

Ma prima o poi a Villajoyosa ci voglio tornare. E spero che prima o poi (in fondo la vita è lunga) sia per rimanerci.

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14 pensieri su “Un posto perfetto

  1. D&R ha detto:

    Ma se quella sullo sfondo è la Palmaria! Dì la verità, che sei in Liguria ed hai giocato con Photoshop solo per farci invidia! 🙂
    In Piemonte il profumo che dici tu l’ho sentito qualche volta, inebriante. Ma ricordo, da bambino, quello che proveniva dalla vecchia fabbrica delle pastiglie Leone, dove l’aria profumava di zucchero, anice, mandarino, violetta…
    Inspiravi e trattenevi il fiato più che potevi, da quanto era buono.

  2. kalojannis ha detto:

    Non so se invidiarti o meno… conoscere questi posti incantevoli può solo aumentare la nostalgia di ciò che poteva essere e non è…

  3. @ Giulio: da non perdere quantomeno per il profumo di cioccolato nell’aria… a meno che non fosse un’allucinazione olfattiva!

    @ D&R: wow, messa così è meglio il profumo che le pastiglie di per sé 🙂

    @ Dea Silenziosa: ma il museo del cioccolato lo troverai anche a San Francisco, la famosa Ghirardelli (si pronuncia Ghereirdill’)

    @ Kalojannis: tutto può essere, se lo desideriamo fortemente; basta avere pazienza e perserveranza!

    @ Bottepiccola: non dirlo a me, che ogni settimana mi viene in mente una meta diversa per la vacanza al mare di questa estate, ma avendo al max dieci giorni non potrò certo andare in 10 posti diversi !! ^^

    a proposito… benvenutissima su questi pixel!!

  4. bottepiccola ha detto:

    grazie mille del benvenuto Frà!
    Per certe cose servirebbe il dono dell’ubiquità..non mi farebbe mica schifo sà! 😉

  5. gaiolina ha detto:

    Sembra davvero bello… Il mio posto perfetto si chiama Port Isaac, è un paesino della Cornovaglia, affacciato sul mare celtico… lì il vento ti scompiglia i pensieri 🙂

  6. @ Bottepiccola: il problema è che se hai tanti soldi per poterti permettere di stare in vacanza sei mesi, di solito non hai neanche sei giorni liberi per poterlo fare, e viceversa 😀

    @ Gaiolina: benvenuta Gaiolina… Conosco una ragazza di nome Gaia che pure mi aveva parlato della Cornovaglia, curiosa coincidenza! In ogni caso sono sicuro che sia un luogo affascinante e magico, come la Normandia, immagino, ma non ci sono mai stato purtroppo!

    Non ancora, perlomeno 😀

    Ma non è che fa troppo freddo?

  7. Gaia ha detto:

    L’hai detto, è un posto magico. E ti ritrovi su un mare che non è mare ma è oceano, e ti lascia senza fiato, perché tu sei abituato al tuo di mare, mediterraneo, familiare e affidabile e invece hai di fronte uno spazio infinito di onde e correnti che vengono da chissà dove, tu non lo sai, e il cielo è grigio e pesante di pioggia…

    L’impatto è forte. Almeno per me lo è stato.

    E poi sarà che amo la lingua inglese, il suo modo più semplice e diretto di esprimere i concetti. E stranamente in questi posti sembra tutto più semplice…come se la lingua avesse una diretta influenza sul mondo circostante.

    Anche la Normandia è splendida. Ci sono stata parecchi anni fa, attraversando la Francia in macchina, fino a Mont Saint Michel, che è un isolotto attaccato alla terraferma da una strada lunga meno di un chilometro… quando la marea sale, in pochi attimi copre tutta la strada, e l’isola è irraggiungibile se non via mare; quando poi l’acqua si ritira lascia sulla strada svariati resti, alghe e conchiglie…è davvero bello.

    Ti consiglio di andarci, in Normandia e nel Sud dell’Inghilterra, soprattutto perché in entrambi i posti potrai assaggiare le migliori mussle soups della tua vita.

    Per quanto riguarda il freddo, credo sia un bene. Più le condizioni atmosferiche sono aspre, meno la gente è incline a scegliere una certa meta. Quindi penso sempre che dove fa più freddo ci sia presumibilmente meno gente e dato che io non amo i posti turistici e le folle invasate di visitatori, non posso che essere contenta.

    Un saluto

    G.

    • L’Oceano Atlantico l’ho conosciuto in Irlanda, ho approfondito la conoscenza a Bournemouth e poi a Cadice, in Spagna, e lì ho potuto apprezzare la sua potenza… in particolare quando ho potuto appurare quanto era vero quello che mi diceva la mia amica del luogo, che gli ombrelli in quei posti non servono, perché o c’è bel tempo o il tempo è così brutto che devi solo cercare un riparo o accettare di slavazzarti del tutto, come diciamo a Trieste (città di mare ma non di oceano)

      La lingua inglese è splendida, comunque, anche io la amo, ma l’americano forse è persino meglio 😀

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