Affreschi · Scelte

Stato da mar

Che cosa stavo facendo ieri alla guida di una Skoda Fabia a noleggio nel bel mezzo della Comunitat Valenciana, diretto verso un posto dal meritato nome di Villa Joyosa (in valenziano  La Vila Joiosa)?

Ci sono domande a cui è davvero difficile dare una risposta, ma mentre quel quesito risuonava nella mia mente come se fossi finito all’improvviso in quella situazione senza ricordare come c’ero arrivato, una cosa l’avevo molto chiara. Mentre guardavo le case colorate, il mare, la spiaggia con le palme, l’atmosfera molto mediterranea e rilassata, pensavo che quello che cerco davvero è un posto così, anni luce dalla Grande Capitale che invece incombe in questo momento sul sentiero del mio destino.

Ed ecco che viene in considerazione lo Stato da Mar. Lo Stato da Mar nella millenaria repubblica di Venezia era il nome sotto cui si raggruppavano i possedimenti veneziani sulla costa orientale dell’Adriatico e della Grecia, compresa la mia cittadina natale che ne costituiva l’estrema propaggine settentrionale.

Un mio amico, da cui ero l’altro giorno a cena, viene da una cittadina che storicamente non era ricompresa nello Stato da Mar, ma che condivide con la mia la stessa cultura, la stessa mentalità di antichi borghi di pescatori.

La cultura dei pescatori è molto diversa dalla cultura dei contadini; basta pensare a quella che era la vita quotidiana dei pescatori di un tempo, quante attese inoperose passate probabilmente a chiacchierare riparando le reti o sistemando le barche, mentre il mare in burrasca rendeva impossibile uscire a pesca. E l’importanza, per i pescatori, dei legami umani, dell’altro che ti può aiutare nei momenti di difficoltà, così come un mezzo di produzione che solo in parte è tuo, perché il tuo reddito viene dal mare, e il mare è di tutti.  Quanta differenza dalla vita contadina, con il suo legame con la terra, e la singola famiglia come unità produttiva.

Sarà per questo che spesso nei borghi di pescatori sono prevalse le idee  politiche di solidarietà e fratellanza, sarà per questo che in città come le nostre si sa apprezzare anche il bene del non lavoro, il piacere  delle passeggiate in riva al mare, lo stare seduti al tavolino all’aperto, la chiacchierata tra gli amici, l’ultima nuotata prima della sera.

Me lo diceva a cena il mio amico l’altra sera: di fronte ai miei dubbi sulle mie scelte di vita, mi ricordava che noi che veniamo dai borghi di mare siamo molto esitanti di fronte all’idea di sacrificare la qualità di una vita rilassata (magari in riva a un mare amico) per le ambizioni che pure possiamo coltivare, ma che comunque mettiamo un gradino al di sotto di quelli che consideriamo i piccoli piaceri della vita.

Forse per questo, ho sempre più dubbi prima di accettare definitivamente di cambiare la mia vita verso una direzione che non mi convince, e non ha nulla in comune con la vita che vorrei.

Anche perché nel frattempo, girando con una Skoda Fabia a noleggio nel mezzo della Comunitat Valenciana, ho trovato il mio Posto Perfetto.

Ma questa è un’altra storia (e un altro Post).

Annunci