E mo’ basta però (ep. 29)

Su La Nave de Los Monstruos ci sono troppi passeggeri di destra, bisogna riequilibrare.

Quando ero ragazzino, figlio di genitori molto politicizzati, un giorno mi portarono a un comizio, nella piazza centrale della mia cittadina, piena di gente e di bandiere rosse; di fatto al comunismo non ci credeva (per fortuna) già nessuno, ma si sa, in Italia siamo affezionati alla maglietta della squadra del cuore; a un certo punto, comunque, dopo il rituale saluto del compagno sloveno, del dirigente dei giovani comunisti, dell’immancabile comandante partigiano, ecco arrivare il turno dell’oratore principale.

Si era ai tempi del governo Craxi, o giù di lì, anni ottanta comunque, e ricordo bene il discorso, tutto incentrato sul grave pericolo che stava  vivendo il nostro Paese, il grande pericolo per la democrazia, naturalmente. Sul momento mi preoccupai, già immaginavo di dover andare in montagna a fare la giovane staffetta partigiana.

Non ce ne fu bisogno. Le elezioni furono vinte dagli altri, come al solito, ma ciò nulla successe alla democrazia.

La storia si ripetè quasi ad ogni votazione, ogni volta la nostra controparte costituiva un grave pericolo per la democrazia, e ogni volta non succedeva niente.

E poi arrivò Berlusconi, altri sedici anni di allarmati allarmi per la democrazia italiana, che naturalmente con tutti i suoi difetti è sempre là, senza che né Craxi né Berlusconi né tutti gli altri ipotetici nemici della democrazia l’abbiano mai messa in pericolo, come d’altro canto non mi risulta che nel periodo 2001-2006 Prodi o D’Alema abbiano instaurato il comunismo nel nostro Paese.

Per questo non sopporto chi ad ogni piè sospinto vede l’Italia come un regime tirannico, per questo mi è venuto il latte alla ginocchia leggendo che a un riunione di una corrente del PD tra l’altro a me molto vicina qualcuno l’altro giorno si è alzato in piedi per leggere il Discorso sulla democrazia di Pericle agli Ateniesi, aulica e sproporzionatissima risposta ai presunti misfatti del Presidente del Consiglio.

Per questo ho pensato di offrire un biglietto su La Nave de Los Monstruos proprio all’Intellettuale Antiberlusconiano, quello che ogni sera a cena con gli amici deve perdersi in una filippica contro il nuovo tiranno, e poi magari lui non è nemmeno andato a votare, me lo immagino con la giacca in tweed magari con le toppe, il Fatto quotidiano bene in vista, gli occhiali con la catenella e l’eloquio forbito, un attimo vi parla della nuova marina in Croazia dove vuole andare questa estate con il Gigio e la Bibi, una donna davvero beeeellissima,  ma all’improvviso si infervora quando parla di Berlusconi Bondi o la Gelmini come un qualsiasi lettore di Libero quando parla di Fini.

Anche io non vedo l’ora che l’epoca berlusconiana finisca (ci siamo quasi, mi sa) ma soprattutto perché sono davvero stufo delle solite tiritere dell’antiberlusconismo, di cui la sinistra è prigioniera da davvero troppo tempo.

La Nave de Los Monstruos, Diario del capitano, Anno stellare 2011, ripeto anche per il nuovo passeggero: l’anno è il 2011, non il 1926.

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7 thoughts on “E mo’ basta però (ep. 29)

  1. Uffa, stavo per dire che sono d’accordo su tutto, quando noto che non hai messo il titolo al post, e su questo no, non sono d’accordo, mi diventa più difficile raggiungerti! 😉

    Sono contraria agli inutili allarmismi, sistemi poi a cui difficilmente segue un’azione, ma finiscono solo per essere strumentali e finalizzati a manipolare la gente al solo fine di sostituire sulla poltrona il tiranno di turno, e quindi plaudo alla tua scela per il nuovo passeggero su La Nave de Los Monstruos.

    • Il titolo c’era, ma era nella foto, ora l’ho esplicitato meglio 🙂

      Io comunque non penso che gli allarmismi siano artifizi voluti, penso che siano , nella gran maggioranza dei casi, atteggiamenti mentali forzati… aspiranti tiranni onestamente in questo Paese non ne vedo, vedo solo politici di seconda o terza fila che si credono statisti e il presidente donnaiolo di una squadra di calcio che credeva che governare un Paese di 60 milioni di persone fosse come vincere la Champions League…

  2. lagiraffa ha detto:

    La nostra democrazia vacilla ma non crolla. Vacilla perchè non può essere equilibrato un sistema di poteri nel quale un solo uomo è al tempo stesso capo del governo, proprietario dei mezzi di informazione, imprenditore, ma non crolla perchè gli italiani sono meno idioti di quanto possa sembrare e conoscono i propri diritti. Però, sono d’accordo con te quando scrivi di essere stufo dell’antiberlusconismo, è inutile e non fa progredire nessuno, se non lo stesso Berlusconi, perciò se nella nave hai molto spazio, ti propongo di metterci dentro tutta la sinistra italiana.

  3. Secondo me la democrazia in Italia non è mai stata in pericolo. Certo ci sono ogni tanto proposte di legge che fanno venire qualche brivido, ma se guardiamo un po’ la democraticissima America, stiamo molto meglio noi.
    Il problema un po’ generale ma in Italia è più accentuato, è il distacco sempre maggiore che riscontro tra i bisogni/desideri della gente comune e l’agire di politici/manager.
    Ormai politici per vocazione come potevano essere Berlinguer o Almirante non se ne vedono più. Nessuno fa proposte serie (e soprattutto nessuno poi attua quelle che ha fatto in campagna elettorale), tutti puntano solo a sputtanare l’avversario ma senza dire cosa farebbero loro al posto suo.
    A me Berlusconi non piace ma piace ancora di meno chi lo critica a tutto spiano senza offrire un’alternativa valida. Alle prossime elezioni vorrei sentire “votatemi perchè questo è il mio programma politico” e non “votatemi perchè altrimenti vince Berlusconi”…

  4. cavaliereerrante ha detto:

    Giusto !!!
    Ehm … Ser @FraPuccino, vedo con piacere che hai ripreso il tuo ‘antico’ avatar !
    Saggia cosa, a mio parere “errante” !

  5. Kalojannis ha detto:

    Ritieni di vivere in una democrazia in quanto hai la libertà di poterti confrontare con una pluralità di mezzi di comunicazione (internet, giornali, radio, Tv ecc.).
    La maggior parte della popolazione italiana vede il telegiornale quando pranza/cena (indipendentemente dalla tv che lo trasmette) e una moltitudine di programmi su Raiset a base di tette, culi e grandi fratelli.
    Programmi che costituiscono (spesso) l’unica fonte di informazione.
    In tale contesto il berlusconismo (intendo per tale la personalizzazione e l’amoralizzazione della politica, piegata a fini personali, stile “Cetto Laqualunque”) è non solo tollerato ma addirittura elevato a “obiettivo” dai più…
    Berlusconismo che non si può che combattere, con ogni mezzo. A tal fine Di Pietro, Travaglio e C. sono benvenuti.
    Poi, è chiaro che nel seggio voterò chi mi propone un’Italia migliore… che non necessariamente sarà Di Pietro.

  6. @ Giraffa: mi dispiace, ma sulla nave non c’è proprio posto per tutti i dirigenti della sinistra che andrebbero essere mandati in pensione, ce ne vorrebbe uno apposta, sarebbe una grave ingiustizia non imbarcarli tutti! 🙂

    @ Giulio: sottoscrivo in pieno, specie l’ultima frase; io penso comunque che il problema derivi, specie per la sinistra, dall’aver perso ogni contatto con parti importanti del Paese, e questo purtroppo non riguarda solo i dirigenti, ma anche i semplici militanti e gli elettori, ci sono parti della nostra povera Italia che proprio non comunicano tra loro e non riescono a capirsi

    @ Cavaliere: per ora sono tornato al vecchio, ma altri cambiamenti (di avatar) potrebbero esserci in vista

    @ Kalojannis: già il fatto che Travaglio non sia in prigione ma dica quello che vuole in tv, e per di più sulla tv pubblica, direi che dimostra nel modo più evidente che siamo una democrazia matura… nelle dittature, o nei regimi autoritari, come nella Russia di Putin, la magistratura mette in galera i nemici del potere, da noi accade il contrario, e quindi direi che possiamo tutti dormire sonni migliori

    Ma quando alla fine Berlusconi cadrà (e penso che manchi poco) la cosa che mi farà più felice sarà la fine dell’antiberlusconismo e la disoccupazione di tutti coloro che in questi 16 anni ne hanno fatto una vera (e spesso lucrosa) professione

    E si potrà tornare a parlare di Politica

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