Il Cacciatore di Suicidi

Per alcuni la vita è troppo dura, per altri la vita è troppo breve.

Il Cacciatore di suicidi era uno di questi; di quelli per cui la vita è troppo breve.

In quest’epoca il Cacciatore di suicidi è una persona distinta, veste sembre in abito scuro,  ma non mette mai la cravatta. Si fa chiamare il Dottore, e non si sa perché. Forse un tempo curava le persone, a quel tempo quando tutto è cominciato.

Il Cacciatore è una persona attaccata a questa vita, eppure la morte è una parte importante della sua esistenza, anche se lui dice che non è vero, che il suo scopo è andare in cerca dei brandelli di vita che i suicidi non vogliono, che gettano nella spazzatura, e che lui raccoglie, come se si occupasse della raccolta differenziata delle vite non volute, dice proprio così.

Quando tutto è cominciato la medicina non era come oggi, le persone morivano facilmente, bastava un malanno che oggi si curerebbe con qualche pillola, all’epoca scienza e magia erano quasi un tutt’uno e di continuo di scambiavano i ruoli.  Tra il fisico e l’alchimista, tra il medico e lo stregone quasi non c’era differenza. Scienza e magia. Il Cacciatore passò dall’una all’altra quasi senza accorgersi, e quasi senza accorgersi trovò il Modo di prendere e fare propri i pezzi di vita che altri gettavano via.

Non è sempre uguale, mi spiega il Cacciatore. Puoi trovare un suicida che aveva molta vita da  vivere, che ha deciso di interrompere molto presto la strada tracciata dal destino, e allora ciò vuol dire un guadagno di molto tempo, di anni, una volta furono decenni e il Cacciatore si rivide nello specchio quasi adolescente.

Altre volte la vita è due volte beffarda con quegli infelici; il Cacciatore si ricorda di un giovane nel pieno degli anni, che si gettò dentro un fiume per una pena d’amore. Lui raccolse la sua vita rimasta, ma si accorse che erano poche ore. Un accidente fulminante l’avrebbe comunque ucciso il giorno dopo.

Sa che lo chiamano il Cacciatore, e non gli fa piacere, ma lo accetta, sono molti anni che percorre le strade del mondo e conosce bene le persone. Ma ci tiene a precisare che ogni cosa è consensuale, e che a ogni suicida lui chiede il permesso di prendere quello che l’altro non vuole più. E’ uno scambio alla pari, uno raccoglie quello che l’altro getta via.

Gli chiedo se abbia mai provato a dissuadere le sue vittime. Mi confessa che è tale il suo amore per la vita che deve reprimere la rabbia verso chi vi rinuncia spontaneamente, e un tempo per questo motivo si spingeva fino a provare a convincere l’aspirante suicida a rinunciare, a ricominciare a vivere, specie quando si trattava di giovani, di adolescenti pronti a uccidersi senza aspettare la svolta che era giusta lì, appena dietro l’angolo.

Ma questo accadeva una volta, quando era ancora umano.

Adesso seleziona prima i suoi donatori, come li chiama lui, tra le persone che hanno già irrevocabilmente deciso, tra le persone che avrà meno la tentazione di fermare, di dissuadere, di salvare.

Adesso si preoccupa solo di essere lì, di apparire all’improvviso, di recitare la sua presentazione.

Lui può aiutare a fare quel passo, basta dire di sì e tutto sarà più lieve, basta dire di sì e il trapasso sarà dolce e indolore, resteranno solo le apparenze, le apparenze sono importanti, specie per chi si suicida in faccia e in odio a chi rimane, e a chi importa se quel corpo che penzola dal soffitto o che emerge dai flutti era già morto prima di morire?

Gli chiedo se l’inspiegabile che solo può spiegare la sua stessa esistenza non sia per lui una prova sufficiente che la morte non è l’ingresso nel nulla, che c’è altro dopo la vita terrena e che quindi forse non dovrebbe più cercare di rimandare la morte inseguendo quest’unica e lunghissima vita. Mi dice che cosa sia l’aldilà rimane un mistero anche per lui, e che forse l’ìnsopprimibile angoscia che lo attanaglia per anni nonostante una vita passata sulla soglia della morte è forse la punizione di Dio per la sua esistenza contronatura.

Il Cacciatore sa che dovrebbe arrendersi, sa che non sta facendo la cosa giusta, che è condannato a errare per sempre finché non accetterà il destino di tutti gli esseri umani. Ma come una persona da troppo ferma sulla soglia, continua a dire agli altri di passare prima loro.

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5 pensieri su “Il Cacciatore di Suicidi

  1. cavaliereerrante ha detto:

    Ehm …. Ser @Frappy …. sempre “impegnato”, eh ???
    Vedo, vedo e ….
    beccati questi AUGURI !!!
    Te li mando con stima ed affetto “antico” quantunque nuovo !

  2. @ Ifigenia: come mi è venuto in mente? Così, come ti viene l’ispirazione, e devi solo scrivere senza sforzarti particolarmente 🙂

    Buon Natale anche a te

    @ Delicaterose: grazie di auguri e dedica, anche se i mie gusti musicali sono decisamente più rock

    @ Cavaliere: sempre impegnato, in tutti i sensi, ma non dimentico che ti sono debitore di un post su Roma, ma siccome ci sarà un po’ di polemica lo rimando a dopo le feste ^^

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