Ailurantropìa (ep. 24)

Se fino ad oggi La Nave de Los Monstruos aveva raccolto più campioni del trash che veri e propri mostri, con il post di oggi vogliamo invece dare spazio a una di quelle creature che preferiamo definire diversamente teriomorfi.

Si tratta dell’ailurantropo, impropriamente chiamato uomo o donna gatto, e per farlo E’ scientificamente dimostrato ha intervistato la prof. Jambadoo Olsen della prestigiosa Miskatonic University, nel Massachussets, probabilmente una dei massimi esperti al mondo sull’argomento.

“Prof. Olsen, il fenomeno della licantropìa, la trasformazione dell’uomo in lupo, è stato abbondantemente trattato e raccontato, mentre ben poco si sa dell’ailurantropìa; come mai?”

“In parte è dovuto al comportamento degli ailurantropi, in parte, almeno in Occidente, è stata una rimozione voluta, legata anche al genocidio degli ailurantropi che poi è passato alla storia con il nome di caccia alle streghe…”

“Cosa c’entra la caccia alle streghe con l’ailurantropìa?”

“Vede, leggende sull’esistenza di uomini o donne gatto sono diffuse in diverse culture, anche molto lontane tra loro; dalla dea gatto egizia Bastet, al mito giapponese delle nekomusume, ma in realtà lo stesso mito è presente anche nella cultura occidentale: il potere delle streghe di trasformarsi in gatto, spesso confessato spontaneamente dalle streghe sotto processo, non è altro che una manifestazione dell’airulantropìa, ed è molto probabile che gli inquisitori lo sapessero perfettamente”

“In che senso, mi scusi?”

“Nel senso che ci sono ragioni attendibili per ritenere che la c.d. caccia alle streghe sia stato in realtà un genocidio degli ailurantropi scientemente programmato”

“Lei ne parla come se gli uomini gatto esistessero veramente”

“A parte il fatto che si tratta di un fenomeno prevalentemente, non esclusivamente ma prevalentemente femminile, e quindi preferirei che utilizzasse il termine ailurantropi, ormai possiamo affermare che ci sono diverse evidenze scientifiche che dimostrano l’esistenza e l’origine genetica del teriomorfismo in generale e dell’ailurantropia in particolare”

“Se non sentissi queste parola da un’autorevole docente universitaria farei difficoltà a crederci”

“Eppure è così, ma è meno fantascientifico di quello che può apparire, se si pensa che il DNA dei felini è il più simile a quello umano al di fuori dei primati, e che le differenze sono davvero minime”

“Allora dovrebbero esistere anche uomini-scimmia…”

“Infatti esistono, e alcuni hanno anche ottenuto ottimi risultati in campo sportivo e perfino politico; devo fare qualche nome?”

“No, è meglio di no… Piuttosto, perché diceva che l’ailurantropìa costituisce un fenomeno tipicamente femminile?”

“Sono i dati che lo dimostrano, come pure la gran parte delle leggende di cui ho parlato che quasi sempre hanno come protagoniste donne gatto; ma lo dimostrano anche gli archetipi mentali che si ritrovano nella cultura popolare contemporanea: pensi al personaggio di Catwoman, alle neko girl giapponesi, a film come  Il bacio della pantera o Cat Girl, ma gli esempi sono innumerevoli e il teriomorfo felino è sempre una donna”

“Ma esistono anche uomini gatto?”

“Ailurantropi di sesso maschile?  Sì, certo, così come esistono licantrope di sesso femminile, solo che il rapporto è di almeno 1 a 4”

“Ma queste statistiche su cosa si basano?”

“Fondamentalmente, come per quasi tutta la nostra conoscenza del fenomeno, sull’analisi e il confronto tra le mitologie di diversi popoli, che guarda caso convergono su molti aspetti; particolarmente interessante, sotto questo aspetto, è il mito tramandato dal misterioso popolo degli Yazidi, che incredibilmente coincide nei dettagli con la leggenda centroamericana degli uomini coguari”

“Può fornirci qualcuno di questi dettagli?”

“Ad esempio quasi tutte le leggende sugli ailurantropi raccontano che la trasformazione, esattamente al contrario che per i licantropi, avviene nelle notti senza luna (il che spiega il perché dei minori avvistamenti); le leggende concordano anche sul fatto che il miglior sistema per tenere lontani gli ailurantropi è l’acqua, ma anche l’odore dei limoni, tremendamente sgradevole per queste creature”

“C’è ancora una cosa che non mi è chiara; come fa un essere umano, con le sue dimensioni, a trasformarsi in un animaletto piccolo come un gatto?”

“Grazie per la domanda, che mi consente di chiarire un equivoco: anche se si parla di donne o uomini gatto, la creatura in cui avviene la trasformazione ha più le dimensioni di un grande felino, e quindi dovremmo pensare a una pantera o a un coguaro”

“Un’ultima domanda: lei continua a parlare di miti e leggende, ma mi pare di capire che invece ormai dovremmo parlare di verità scientifica, è così?”

“Assolutamente, ritengo che ormai disponiamo di abbastanza elementi per poter affermare che l’esistenza degli ailurantropi è scientificamente dimostrata“.

Adesso l’unico problema è trovare una donna pantera disponibile a salire a bordo de La Nave de Los Monstruos. Ma intanto faccio scorta di sushi surgelato e tonno al naturale.

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29 thoughts on “Ailurantropìa (ep. 24)

    • beh, nel caso sarebbe meglio di avere dell’acqua da gettarle addosso nel caso di necessità; con i gatti funziona, con le pantere non so, con gli ailurantropi bisognerebbe provare ^^

    • ailurantropìa, Godot, a i l u r a n t r o p ì a

      se non ti entra in testa, ti insegno un esercizio per imparare a pronunciare le parole nuove: vai davanti allo specchio e ripetila a voce alta, scandendo bene le parole e aprendo bene la bocca; capito? ripetiamo insieme?

      a i l u r a n t r o p ì a

      (hai fatto la bocca a trombetta pronunziando la lettera “U”?)

    • ma i wafer soddisfano solo fino a un certo punto… che in fondo è un bene, perché non conosco nessuno che ne abusa (e se c’è qualcuno che abusa dei wafer non lo voglio conoscere… )

      8)

  1. vabbé, ma immagina la scena, te la metto al femminile, tu vai a casa di quel collega così affascinante che nonostante i capelli grigi ti ha sempre così intrigato, e mentre aspetti che lui ti faccia vedere la sorpresa che sta preparando di là (che poi sarà lui vestito da camerierina sexy, ma quello è un altro discorso) tu che lo aspetti in cucina apri la dispensa e trovi una quantità gigantesca di wafer napolitaner, alcune confezioni aperte, altre ancora cellophanate, e farfalle del cibo che svolazzano dappertutto… non c’è altro, niente biscotti del Mulino, niente biscotti tarocchi del supermercato, niente fieste, niente kinder buenos, solo ed esclusivamente wafer napolitaner

    a prescindere dal suo costume da camerierina, non rimarresti un pochino sconcertata?

  2. a scanso di equivoci, la redazione di E’ scientificamente dimostrato precisa che i biscotti del Mulino sono quelli commercializzati dall’omonima casa editrice, e caratterizzati per la sobrietà degli ingredienti e l’impercettibilità del sapore

  3. Una volta, per scoraggiare un corteggiatore insistente, gli dissi con aria minacciosa: “Attento! Potrei trasformarmi in pantera”.
    Del resto adoro il film Il bacio della pantera del 1942. E sì, mi sento un po’ pantera anch’io. 😛

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