La voce di Cernunnos

Risposta n. 16

“Cosa vuol dire sognare Cernunnos?”

C’era una volta una Principessa raffreddata che ha sognato un Dio cornuto che si nutriva di rose giganti, e chiese alle sue dame di compagnia quale fosse il significato di quel sogno che l’aveva tanto colpita.

Nessuna delle dame riuscì a trovare la risposta giusta, e allora le consigliarono di chiedere a una zingara, che nelle sue carte non trovò  a risposta per quell’illustre ospite, e le suggerì allora di chiedere a un indovino, ma nemmeno lui seppe aiutarla, la sfera di cristallo non aveva connessione, e  le disse perciò di andare da un letterato, che non trovò risposte nei suoi tomi ben rilegati, e solo potè dirle di andare a chiedere all’Eremo dei Frati Puccini.

Il significato del tuo sogno è chiaro

le spiegò Fra Puccino, passeggiando per il porticato dell’Eremo

tu sei una Principessa raffreddata, e Cernunnos è venuto a portarti calore

lei lo guardò interrogativa e lui continuò

il calore della natura, il calore della sensualità, l’odore del bosco e della mattina presto, perché Cernunnos è un Dio del passato, è un Dio che gli uomini e le donne hanno dimenticato, i cacciatori non tessono più le sue lodi ma se vedono le sue corna di cervo gli dedicano uno o due pallottole e nessuna prece, ma quando l’uomo bianco avrà mangiato tutti i biscotti e bevuto tutte le aranciate amare, che cosa mangerà e che cosa berrà?  Cavallette e distillato di fango?

Se hai sognato Cernunnos è perché i tuoi istinti più naturali e selvaggi scalpitano dentro di te

ma può anche darsi che hai visto in tivvì Deer Woman di John Landis, e ti chiedi come ha fatto a cadere così in basso l’acclamato regista de The Blues Brothers e Il principe cerca moglie

ma può anche darsi che hai visto su Mtv il video di Sugar, we’re going down dei Fall Out Boys e ti sei presa a cuore le vicende di quel ragazzo così speciale…

Oppure magari era una sogno premonitore, e allora stai attenta quando esci dall’eremo e percorri quel percorso a piedi nel buio del bosco… ah, non ti avevano detto di portare una pila?

Fu così che la Principessa prese un taxi per tornare alla stazione dei treni, e mentre guardava fuori dal finestrino i fiocchi di neve che imbiancavano la strada si chiese se quel bel frate dagli occhi di ghiaccio fosse l’ultimo testimone di un’antica saggezza o forse soltanto un grandissimo pirla…

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7 thoughts on “La voce di Cernunnos

  1. @ Giulio: ti assicuro che anche la visione di quel film dell’orrore (e non perché fa paura) di John Landis può aiutare

    @ Rubinettodellamore: se mi dici l’indirizzo, te la recapito, ma c’è abbastanza spazio per far atterrare la mia navicella spaziale?

    @ Principessaraffreddata: grazie mille, troppo buona 😀 E ora corro a leggere cosa hai scritto 🙂

      • Guarda che la navicella non entra mica nel balcone, è un razzo intergalattico…

        a meno naturalmente che tu non abbia un balcone di dimensioni abbastanza ragguardevoli (per un’astronave graande, ci vuole un punto d’atterraggio graande)

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