Intraducibile

Tornato in questa piccola città di provincia, molto più stretta ora che sono tornato da una metropoli dal respiro internazionale, tante sono le cose che mi mancano.

Ogni I miss you sulla bacheca di facebook fa piacere ma è anche un tuffo al cuore, come gli occhi sgranati delle tante amiche giapponesi e coreane incontrate in quella città anche per loro straniera, quando dicevo loro che il giorno dopo sarei partito.

Quanto mi mancheranno quei sorrisi, quegli sguardi e i mille modi diversi di pronunciare il mio nome.

Eppure, quante incomprensioni con le ragazze orientali, in queste tre settimane, anche se alla fine qualcosa credo di averlo capito.

Ho avuto conferma (un po’ già lo sapevo) che le società giapponesi e coreane sono tradizionaliste e familiste come l’Italia di cinquant’anni, e se di norma le persone che incontri nei corsi di lingue sono più aperte di quelle che restano a casa… siamo (sono) proprio ben messi!

Ho anche capito se una ragazza giapponese ti dice it’s difficult vuol dire no, se dice maybe vuol dire non sono per nulla convinta, che se dice sometimes vuol dire maybe, che se dice sara-ghe in realtà è coreana ed è innamorata di te.

Ho imparato che i dim sum sono buoni ma il soju è meglio, ho capito anche che le ragazze orientali sembrano timide e impacciate, ma non quando ballano in discoteca, e che se una ragazza ti considera un amico prima di salutarti ti abbraccerà forte mentre se invece è innamorata di te ti saluterà a distanza con una stretta di mano.

O forse sono solo io che ho non capito nulla come al solito.

 

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4 thoughts on “Intraducibile

  1. Quand’è che abbiamo capito? Chi potrà mai dirlo!

    Comunque sono d’accordo che la società giapponese è simile a quella italiana di cinquant’anni fa, questo è almeno quello che mi ha trasmesso una ragazza italo-giapponese con la quale ho avuto modo di parlare a lungo.

    Bentornato Fra, anche a me sei mancato.

  2. lagiraffa ha detto:

    Per capire bisogna conoscere, e per conoscere serve un po’ di tempo. Maybe 🙂 mi sono resa conto di aver scritto come il maestro di karate kid..

  3. @ Ifigenia: beh, quando ci si capisce, lo si capisce, dai gesti se non dalle parole

    @ Giraffa: maestro che tra l’altro ho visto per strada a San Francisco, con tanto di barba lunga mezzo metro… ^^

    @ Giulio: ma prima ancora bisognerebbe avere la forza di “slegarsi” dalla propria cultura d’origine

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