Tristezze

Giorni fa, passeggiando per il campus dell’università di Berkeley mi sono imbatutto nel teschio di mucca che da sempre è il simbolo dell’università di Padova e in particolare della sua sede storica, quel palazzo del Bo’ che prende nome e simbolo dall’insegna dell’osteria dove erano iniziati i primi insegnamenti universitari.

In quel momento mi ha preso da un momento di tristezza, pensando che l’Italia attuale ha perso praticamente tutto di quella grandezza che pure aveva ispirato tanto al resto dell’umanità.

Quella visione e quei pensieri mi hanno ispirato tante  altre considerazioni, sui valori di  merito ed eccellenza così poco valorizzati, ma anche sull’eguaglianza, intesa come il rispetto delle pari opportunità e della giusta remunerazione per il lavoro e l’impegno (e non per le amicizie o la famiglia) di ciascuno. Tutti principi che gli Stati Uniti, con i loro difetti, invece rispettano e tutelano.

Quanta distanza dalla nostra povera Italia, che dopo avere insegnato tanto al mondo sembra avere dimenticato i suoi stessi insegnamenti.

Come siamo caduti così in basso l’ho intuito qualche giorno dopo, in gita in uno dei posti turistici più banali del circondario, dove mi sono malvolentieri imbattutto in un gruppo di ragazzetti con la puzza sotto il naso presto raggiunti da un branco di genitori arroganti e maleducati, firmati dalla testa ai piedi, e con i classici atteggiamenti  di quella classe dirigente ignorante e sbruffona che purtroppo ci ritroviamo.

Mentre tenevo ben nascosta la guida per non svelare la mia identità italica, ho intuito istintivamente che finché il nostro Paese si troverà questi personaggi al vertice della piramide, non c’è verso di risalire il pendio della nostra decadenza, ma soltanto continuare a scendere sempre più in basso.

Annunci

10 thoughts on “Tristezze

  1. Sul mio blog, in un recente post, si parla proprio della situazione della scuola, e l’insegnante che ha scritto il post punta il dito anche contro l’arroganza dei genitori, che genera mostri di superficialità, incapacità, disimpegno.

    Chissà se qualcosa si può fare… 🙄

  2. rosigna ha detto:

    Come non essere d’accordo con te? Il fatto e’ che, mentre qualche anno fa’ mi sentivo molto piu’ ottimista a riguardo, ora un velato pessimismo si fa’ strada dentro di me e mi chiedo come faro’ a trasmettere a mio figlio cio’ in cui credo fermamente.

    Io sono riuscita ad andare avanti nonostante tante delusioni, grazie a piccole grandi soddisfazioni che ho imparato e saputo apprezzare strada facendo. Ma lui? Sara’ in grado di accontentarsi di cosi’ poco? Sara’ in grado di credere sempre e comunque al seme che spero di riuscire a coltivare in lui?

    Purtroppo la realta’ mi viene sempre quotidianamente sbattuta in faccia … e mi chiedo, come te, come sia stato possibile arrivare a questo, accettare tutto questo, creare questa classe dirigente … e continuare a creare quella futura con canoni non dissimili da quella attuale (almeno cosi’ sembra …)

    Questo mio commento non e’ molto costruttivo, forse e’ solo uno sfogo, ma l’argomento (e le riflessioni ad esso correlate) mi sta molto molto a cuore …

    Ciao Frappy! Ben riletto!!!!

  3. Cara Rosigna, il tuo sfogo è benvenuto 🙂

    a livello collettivo in questo momento tendo al pessimismo, ma a livello individuale c’è sempre speranza

    a tuo figlio (a proposito, quanti anni ha?) dai il buon esempio e buoni principi, soprattutto quando è piccolo, superati i 10 anni (l’ho visto con i miei fratelli minori) non c’è nulla da fare, e i genitori non hanno più alcun potere di influenza

    nel bene come nel male

    🙂

  4. rosigna ha detto:

    Si’, credo anch’io che le basi vadano poste nei bambini fin dai primi anni (mio figlio ha 4 anni).

    Infatti mi sforzo di fargli capire l’importanza del rispetto delle regole, sempre e comunque, soprattutto quando risultano scomode.

    … e mi auguro che, come dici anche tu in base alla tua esperienza con i tuoi fratelli minori, che questo basti …

  5. Veramente dall’esperienza dei miei con mio fratello e mia sorella ho imparato solo che da un certo punto in poi puoi fare di tutto e non serve a niente… non so in che modo influisca quanto fai prima ^^

    Forse (forse) la cosa importante è comportarsi nel migliore modi, e sperare che con l’aiuto di Dio il nostro esempio abbia delle conseguenze positive sulla nostra prole

    Ma nel tuo caso, sono sicuro che sarà così!!

  6. Ambra ha detto:

    Ciao fra puccino! Sono capitata sul tuo blog per caso e ho notato che siamo stati a San Francisco nello stesso identico periodo..! Io ero proprio a Berkeley a studiare all’università ma non credo fossi li, altrimenti ti conoscerei (dato che eravamo 4 italiani e sapevamo della nostra reciproca esistenza nel campus) 🙂 comunque hai proprio ragione, rileggendo i post che hai scritto in quel periodo concordo su tutto, soprattutto per quel che riguarda le ragazze asiatiche!
    Ps continua così, è un gran bel blog!

    • ciao Ambra, benvenuta su questi pixel! 🙂

      In verità ero proprio a Berkeley, stavo al “residence” della YMCA, ma non frequentavo l’UC se non per passeggiare nel parco sperando che un po’ di quello spirito di conoscenza mi toccasse ^^

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...