Diversamente abile

Da qualche parte sui monti dell’Himalaya. Dove esattamente ha poca importanza.

Il vento soffia forte e gelido. Due persone una di fronte all’altra di fronte alla scalinata di pietra di un monastero.

Le due persone sono indifferenti al vento; gli occhi fissi una sull’altra. Attorno a loro, undici corpi nella neve, arrossata dal sangue.

Uno dei due è vestito con un abito nero molto curato, la camicia bianca, la cravatta nera, un orologio molto costoso al polso, i capelli neri pettinati all’indietro, il distintivo del Partito all’occhiello.

L’altro indossa un paio di jeans, una felpa con il cappuccio; in mano stringe una spada giapponese.

Silenzio. Ancora silenzio.

Poi il primo dei due inizia a parlare.

Tu conosci i miei tanti nomi… Molti mi chiamano il Principe di questo Mondo; tra i tanti nomi che mi avete affibbiato, in fondo è quello che preferisco. Ma è riduttivo. Io sono il Principe di Novantanove Mondi. Ogni Mondo è stata una mia vittoria e una sua sconfitta.

In fondo penso sia inevitabile.

Perché io sono un essere pensante, ho la mia consapevolezza e la mia volontà, io sono un individuo.

Lui no; Lui è un insieme, una moltitudine, la somma di tutte le vostre anime. Infinitamente potente ma anche infinitamente debole.

Certo, a volte questo insieme indistinto esprime una propria volontà distinta dalle anime che lo compongono, esprime quella che voi chiamereste volontà divina. In quei casi la sua forza è immensa, come la forza di un oceano dal punto di vista di chi vi naviga sulla propria barca. Ma chi guida la barca conosce la propria direzione, ha una rotta, sa che deve solo resistere alla furia delle onde e alla fine sarà lui a trionfare.

Per questo sono sempre stato io a trionfare. Novantanove volte. Anche oggi trionferò io. Tu lo sai, anche Lui lo sa, tutte le persone che in questo Mondo sono in contatto con Lui lo percepiscono.

Forse lascerai cadere quella stupida arma e ti inginocchierai di fronte a me, forse farai la fine di quei pochi stolti che hanno osato resistermi. Importa a poco. Io vincerò comunque. Anche se mi uccidessi, io vincerei.

Risorgerei domani, e tu saresti solo l’assassino di un rispettato statista. Come ti giustificheresti di fronte alla vostra giustizia, dicendo che io sono l’Avversario? Finiresti in manicomio oppure al carcere a vita, se ti andasse bene, e nei tuoi ultimi anni di vita mi vedresti tornare come trionfatore.

Io sono il Principe di Novantanove mondi, e domani mattina anche di questo.

Lo sai come è cominciata? Il primo Mondo era il mio pianeta di origine; un Mondo ostile, difficile, un Mondo crudele, anche il mio aspetto lo giudicheresti mostruoso, ma dal vostro punto di vista tutta la mia gente la vedreste mostruosa.

Magari per voi quel Mondo potrebbe sembrare un Inferno. Per la mia gente era semplicemente l’unica realtà che conoscevamo.

Fu lì che l’essere inferiore che ero divenne quello che sono oggi. O meglio, fu lì che iniziai il mio percorso. La mia crudeltà fu eccezionale anche per un Mondo crudele come quello, ma più seminavo dolore e distruzione più i miei poteri crescevano. Nemmeno la morte mi fermò.

Divenni una divinità, divenni quello che sono oggi.

In quel mondo divenni anche un Principe terreno, immortale e invincibile. Durante quella prima battaglia i miei più feroci guerrieri si unirono in Legione, e da allora sono sempre con me, sciolti dai vincoli obbligati delle morti e delle rinascite, avvolti nella nube del mio potere, sempre più numerosi e potenti.

Lui provò a fermarmi, a contrastarmi, ma non ci riuscì. La sua prima sconfitta, la prima di tante altre.

E così iniziai a conquistare nuovi Mondi; piano, senza fretta, insinuandomi lentamente nei pensieri di voi esseri inferiori. Un gioco paziente, come quello che ho condotto con voi umani, secolo dopo secolo.

E ora è arrivato il momento del tuo Mondo. E’ finita. Il tuo Mondo sta per essere mio.

Avete fallito; tu, i tuoi compagni e i monaci che vi hanno addestrato. Non è la prima volta che Lui prova a fermarmi con la stessa tecnica. Dodici guerrieri, questa volta, ma il concetto è sempre lo stesso.

Se foste rimasti uniti, chissà… In fondo in tre hanno resistito a tutti gli altri che hanno scelto me. Oggi solo otto di voi hanno ceduto alle mie lusinghe, è un primato in confronto a tutti i Mondi che ho conquistato. Quello che non so è perché gli altri tre hanno lottato per salvare la tua vita. Probabilmente tu sei il più forte di loro.

Ma non mi fai paura. Perderai, hai già perso, avete già perso, questo Mondo è già mio.

Arrenditi, abbassa la tua arma, consegnati al mio potere. Questo Mondo avrà bisogno di dominatori, adesso. Dolore e sofferenza hanno bisogno di qualcuno che li infligga, adorandomi e calpestando un popolo di schiavi.

Potresti essere a capo delle mie armate, quando scorrerà il sangue, quando mi sarò rivelato. Sarai ricordato nei secoli dei secoli come il generale che ha unito tutto il Mondo sotto un’unico dominio. Il mio. Eterno.

Unisciti a me, ora. Per questo Mondo non cambierà nulla, io ho già vinto. Cambierà solo il tuo destino. Puoi scegliere. Puoi giacere nella neve vicino ai tuoi compagni, finire rinchiuso in una cella fino alla fine dei tuoi giorni, o accumulare gloria e ricchezze. Scegli. Scegli ora.

L’altro abbassa lo sguardo; si concentra; abbassa anche la spada.

Poi è un lucicchio nell’aria, un movimento veloce, quasi impercettibile. La testa dell’uomo con l’abito scuro cade nella neve, seguita dal corpo. Negli occhi stupore e sorpresa. Morte. La sua morte terrena.

Un grido postumo scuote la valle. Un grido inumano. Un grido di sconfitta.

L’altro uomo è ancora in piedi immobile, mentre i monaci escono esultanti dal monastero e mille campane suonano a festa. Ma lui non gli presta attenzione; lui non presta mai attenzione a nulla.

Dall’età di due anni lui vive nel suo mondo interiore. Lo chiamano autismo. Non parla, non ascolta.

Ma sa bene come usare la spada.

*                         *                    *

Oggi si celebra la giornata mondiale dell’autismo, il world autism awareness day.   E spero che non vi dispiaccia il modo che ho scelto per celebrarla.

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9 thoughts on “Diversamente abile

  1. Mi ha fatto venire i brividi questo tuo racconto, l’ho seguito col fiato sospeso.

    Tu pensa che è il papà di un bambino autistico quello che mi ha condotto sul blog, ed è da sempre che seguo il racconto dei problemi che lui, sua moglie e il loro bellissimo bambino incontrano per insensibilità e burocrazia. Anche loro sanno usare la spada, anche loro combattono senza arrendersi mai.

    Grazie per quello che hai scritto.

  2. Per questa giornata, anche se con un po’ di ritardo, rileggerò Lo strano caso del cane a mezzanotte di Marc Haddon. Bellissima storia anche quella…

  3. @ BabEle: buono a sapersi, potrebbe essere un’idea di lettura per il futuro 🙂

    @ Fede: e la tua un’idea da videonoleggio 😀

    @ Starla: un umile inchino di fronte a tanta bontà 🙂

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