Fra’ Puccino’s Sunday Carol

Il 7 febbraio del 1812 vicino a Porthsmouth, nel Regno Unito, nasceva Charles Dickens, uno dei più famosi scrittori inglesi.  Ed è per questo che il 7 febbraio è la giornata internazionale Charles Dickens.

Dickens dovrebbe essere ricordato per le sue opere più importanti, come David Copperfield o Oliver Twist, ma invece la società contemporanea lo ricorda più per il celeberrimo Christmas Carol o Canto di Natale, di cui esistono innumerevoli versioni, da quella di Paperino a quella di Radio Dj, anche se alla fine per questo post ho scelto la versione dickensiana di Womanizer di Britney Spears.

Natale però è passato da un pezzo, i Re Magi sono andati a svernare a Mars el Salaam, e da una settimana (con il mio usuale ritardo) anche l’albero è tornato in soffitta, per cui al massimo per questa giornata dickensiana posso proporvi il

Canto di Natale di Fra’ Puccino

Fra’ Puccino sabato notte (ma ormai era già domenica mattina) ballava in discoteca, la musica martellava gentile, corpi sensuali volteggiavano attorno a lui (belle le discoteche dove il rapporto uomini/donne è 1 a 3!) e così Fra’ Puccino rifletté sul messaggio che aveva ricevuto qualche ora prima dal suo amico neo papà, poche parole da cui si capiva che quel nuovo bambino pur tanto desiderato assorbiva tutto il tempo e le energie del suo amico.

Fu allora che gli apparve il fantasma della domenica del passato a ricordargli quante volte aveva rimpianto di non essere ancora diventato padre; tanti suoi amici avevano già figli, lui no, e anche il suo matrimonio era andato in frantumi mentre i suoi amici continuavano nel bene o nel male i loro matrimonii e le loro convivenze.   Quanti rimpianti, quanta  voglia frustrata di paternità, c’erano stati nelle domeniche del passato.

“Guardati ora” gli disse il fantasma della domenica presente, muovendosi sinuosa davanti a lui “Invece di stare in dormiveglia sul letto mentre di là il bambino piange (mi alzo io o ti alzi tu?) te ne stai a ballare in discoteca fino a quando le luci non si accendono e la musica si spegne.  E’ questo che desideravi?”.

No, niente affatto.   Questo è quello che mi è capitato.  Anche se, tutto sommato, a pensarci bene, non è affatto male.

She’s nothing like a girl you ever seen before, nothing you can compare with your neighbourhood, mentre mille corpi si muovono allo stesso ritmo.

Ma ecco che arriva il fantasma della domenica futura; lo so che mi farà vedere il futuro, l’arrivo (o il ritorno, chi lo può sapere?) del Vero Amore, e forse i figli che alla fine magari si faranno vivi anche se di questo passo andranno alle elementari quando Fra Puccino andrà in pensione.  Sempre che a quel tempo si chiamino ancora elementari, e non Primary Elementary Vision 3D School… ma non divaghiamo, e anzi ora scusatemi che non vedo più il protagonista della nostra Storia, ma eccolo lì, si era nascosto dietro la colonna.

Fra’ Puccino non voleva che il fantasma della domenica futura lo vedesse, non ancora…  magari la settimana prossima, anzi no, il mese prossimo, che tra l’altro farà più caldo e le giornate si allungano.

Poiché nonostante tutto voglio sempre le stesse cose, ma in questo momento ho decisamente meno fretta.     Anche perché sono sicuro che le scuole del futuro saranno migliori di quelle del presente e anche di quelle del passato…  Volete mettere mandare i vostri figli alla Primary Elementary Vision 3D School?

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6 thoughts on “Fra’ Puccino’s Sunday Carol

  1. Fra’ sei dolcissimo…. una lacrimuccia per il fantasma della domenica futura, e per i figli nella Primary Elementary Vision 3D School.

    Ti auguro veramente tutta la felicità del mondo.

  2. lagiraffa ha detto:

    Se le vuoi veramente, quelle cose arriveranno, in qualche modo, e sono sicura che senza la fretta arriveranno anche più velocemente 😉

  3. @ Diemme: il tuo commento mi ha spiazzato… non pensavo di avere scritto un post malinconico, anche perché al di là di tutto in questo momento non sto certo facendo una brutta vita… Diciamo che cerco di apprezzare i lati positivi della situazione attuale 😉

    @ Giraffa e Giulio: l’importante è che le cose che desidero arrivino, e forse anche che quando arrivino non mi sia passata la voglia 😮
    Per i figli non credo… ci tengo davvero molto… è sul Vero Amore che ho sempre più dubbi. E se fossero meglio un bel po’ di Falsi Amori?

    • Beh, diciamo che dal tuo post si respira un po’ di rimpianto, un “sono giovane ma comunque gli anni stanno passando”, un desiderio di paternità che hai sempre espresso…

      Io ho perso un sacco di tempo con uomini che non volevano figli, e magari l’avessero detto subito, che una li lasciava perdere subito e pace. Invece no, pur di tirarmi dalla loro parte si riempivano la bocca di parole… meno male che la vita mi ha aiutato, in un modo forse non ortodosso ma mi aiutato, perché se fosse dipeso solo da me l’aiutati che Dio t’aiuta m’avrebbe di certo penalizzato.

      Sono contenta che la tua situazione attuale sia buona, sai che facciamo il tifo per te. 😉

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