Con le peggiori intenzioni

Visto che sembra andare molto di moda, ecco un bel discorso mussoliniano, in linea con la Giornata della Memoria delle vittime dell’Olocausto, che ricorre oggi.

Un discorso con cui Benito Mussolini rivendica con il suo solito stile pomposo e teatrale (in senso negativo, ovviamente) le leggi razziali, con una motivazione che se non avesse avuto conseguenze tragiche sarebbe stata ridicola (per mantenere l’impero ci vuole il prestigio, per avere il prestigio bisogna essere razzisti…).

Personalmente mi piange il cuore vedere Mussolini giustificare uno dei peggiori abomini della storia italiana nella piazza della mia città, naturalmente piena di folla osannante (da sottolineare il boato della folla quando se la prende con i professori universitari…).  Ma la scelta di Trieste per questo discorso forse non fu casuale, visto che fino a un mese prima la città aveva avuto per cinque anni un podestà ebreo, Paolo Salem, uno dei tanti ebrei che aveva militato nel movimento fascista prima della svolta razzista.

Sono tutte cose che è bene ricordare; gli ebrei fascisti certo non potevano immaginare cosa sarebbe successo di lì a pochi anni, ma la loro vicenda ci dimostra che bisogna essere stare sempre molto attenti, ci sono demoni sempre presenti, anche se in quel momento non ci fanno paura.

Uno di questi è l’antisemitismo. La giornata della memoria dovrebbe servire a ricordare le vittime dell’Olocausto, ma preferisco riflettere sul demone dell’antisemitismo che ancora si aggira per l’Europa e per il mondo.

E’ un antisemitismo sotterraneo e in molti casi anche inconsapevole, un po’ frutto delle politiche israeliane ma molto delle solite trite leggende, prima di tutto quella dei banchieri ebrei che dominano l’America o il mondo intero, e che incredibilmente continuano a circolare, specie su internet, che tra i tanti pregi ha però il difetto del facile propagarsi di leggende auto-alimentantesi grazie al gioco del rimando a una fonte che rimanda a un’altra e così via.

Certo, si potrebbe liquidare con una risata queste pillole di antisemitismo e le teorizzazioni che tanti anni dopo la bufala dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion continuano con la leggenda del complotto ebraico per la conquista del mondo.

Ma anche le ideologie che sottostavano al nazionalsocialismo potevano far ridere, e si è visto come è andata a finire.

Perché, e colgo l’occasione per smentire uno dei tanti argomenti dell’antisemitismo inconsapevole, l’Olocausto è un unicum nella storia dell’umanità, che ha conosciuto molti stermini e genocidi (dagli Armeni agli Indios) ma solo quello degli Ebrei scientificamente preordinato all’eliminazione fisica di un popolo e non (come tutti gli altri) alla conquista di un territorio o all’appropriazione delle ricchezze delle vittime.

E perché non si ripeta dobbiamo stare tutti molto vigili.

Annunci

18 pensieri su “Con le peggiori intenzioni

  1. Già. TUTTI.
    Perché alla fine la Giornata della Memoria a cosa serve se non a far sì che le nuove generazioni non commettano gli stessi errori che hanno causato dei fatti del genere??

  2. Secondo me non serve ricordare quello che è successo, perché sembra una cosa talmente lontana da noi da non riuscire a crederci, e sicuramente non riuscire a credere che possa succedere ancora.

    Non credere, questa è la trappola. Mi raccontavano di un greco che era fuggito da un lager e, tornato in patria, aveva raccontato quello che succedeva in quelli che erano campi di sterminio, e non certo di lavoro: l’avevano preso per pazzo, e internato.

    Mi ricordo in un film su Wiesental in cui lui, parlando con una SS, diceva “Io uscirò da qui e racconterò” e il nazista che rispondeva “Non ti crederanno. Io sto qui, sto facendo quello che faccio e neanch’io ci credo”.

    Secondo me quello su cui andrebbe puntata l’attenzione è la banalità del male, di come si cominci da piccole cose che sembrano normali, poi piccoli atti di intolleranza, poi di discriminazione, sempre più grandi, fino a che si arriva all’orrore, l’abominio, il precipizio, senza capire neanche come e perché.

    Quello che bisognerebbe capire secondo me è che i semi della discriminazione vanno estirpati subito, prima che attecchiscano, perché poi si potrebbe non riuscirci più.

    Bisognerebbe porre l’attenzione sul fatto che le leggi razziali non sono così lontane, che c’è sempre qualcuno che getta certe sementi, anche adesso, anche qui in Italia.

    Bisognerebbe…

  3. kalojannis ha detto:

    Si, sono d’accordo con Frappy, la Shoah è stata un unicum, costruita scientificamente da Eichmann & C. e che ha trovato un humus centenario a dir poco fertile… mi riferisco a quell’antisemitismo cristiano (e cattolico in particolare) che – a partire dai Padri della Chiesa – ha tacciato gli ebrei di ogni nefandezza… e sul quale è probabimente cresciuta quella diffidenza nei confronti degli israeliti che ha consentito a buona parte del popolo tedesco di appoggiare (implicitamente e, a volte, esplicitamente) la politica nazista.

    • Vorrei crederci. Vorrei credere che, abbenché orrore, appartenga inesorabilmente e unicamente a un passato che mai più potrà ripetersi. Io non ci credo. Io sono convinta che, abbenché non su larga scala come nella fabbrica della morte che è stato il nazismo, pulizie etniche, deportazioni e torture di innocenti ancora accadano e ancora accadrebbero.

      Oggi forse si sente meno l’antisemitismo (forse), ma la discriminazione razziale è sempre viva, magari nei confronti di altre etnie e altre categorie. Se popolazioni intere sono state capaci di tali orrori, perché mai l’essere (dis)umano dovrebbe essere cambiato, non è mica che tra il ’44 e oggi sia nato il Messia!

      Caro Kalojannis, credo che non dovremmo mai abbassare la guardia, mai. La rabbia e l’aggressività degli “attivi”, l’indifferenza e la paura dei “passivi”, non sono atteggiamenti relegati al passato.

  4. balibar ha detto:

    La sulle “leggende” come la poni è così difficilmente contestabile.

    Io credo che si possa essere critici su alcune azioni di Israele senza essere antisemiti (odiare gli ebrei) o riconoscere la forte presenza di una componente ebraica nell’economia mondiale (magari perché sono più bravi, direbbe qualcuno) senza incorrere nella stessa trappola.

    Molta attenzione, sì, perché un po’ rifacendomi al discorso di Diemme, chi oggi si lustra i bottoni nel commemorare la Shoah, ha già in mente altre discriminazioni, o di fatto le attua giorno dopo giorno.
    E facciamo fatica ad accorgercene.

    • Che vuol dire “chi oggi si lustra i bottoni nel commemorare la Shoah, ha già in mente altre discriminazioni, o di fatto le attua giorno dopo giorno”.

      Io non sto dicendo che chi commemora la Shoa sia un ipocrita, solo non vorrei che voltassimo la testa verso il passato trascurando il presente, non vorrei che la commemorazione fosse un qualcosa di sterile che non ci portasse un messaggio vero e importante da mettere quotidianamente in atto.

  5. balibar ha detto:

    Si lustra i bottoni in primis chi sta nella stanza dei bottoni. Mi sembra, invece, che ci sia molta ipocrisia in giro.

    Ma non solo loro, anche il collega con cui lavori spalla a spalla, può parlare benissimo e razzolare peggio.

    • kalojannis ha detto:

      E’ anche vero che nei momenti di grossa difficoltà economica (la Repubblica di Weimar insegna) il diverso o l’altro diventa il nemico. Ma penso che ciò sia nella natura dell’uomo: ieri sera un disoccupato carpentiere sessantenne con dieci anni di esperienza si lamentava su una Tv locale di non riuscire a trovare lavoro perché la sua posizione nel settore edilizio era ovunque occupata da albanesi et similia che,a prezzi stracciati, facevano ciò che lui aveva fatto per una vita. Mutuo e famiglia da mantenere. Da queste lamentele – che ritengo legittime – all’insofferenza, poi dall’insofferenza all’odio, il passo è poi breve… non voglio ovviamente giustificare la Shoah (chi mi conosce sa come la penso… sono stato per anni membro dell’associazione Italia-Israele e appassionato di cultura ebraica) né giustificare il consenso (implicito) della popolazione germanica all’epoca del nazionalsocialismo… voglio solo dire che situazioni particolari possono esasperare gli animi… come sta avvenendo oggi in Italia nei confronti di determinate categorie.

      • e la cosa peggiore da fare, in questi casi, sarebbe di far partire le accuse di razzismo… inutile e controproducente; sarebbe meglio risparmiare il fiato per risolvere i problemi, per esempio cercando di combattere il lavoro nero che schiavizza l’albanese e lascia a casa il pugliese

  6. @ Ester: quello dovrebbe essere il senso, ma non sempre ci si riesce, anche perchè più passa il tempo e più ci si allontana da quei fatti…

    @ Diemme: credere in quello che è successo, questo è importante, ma anche non sminuire, non banalizzare, non dire “ma anche questi o quelli hanno sofferto” e così via…

    @ Balibar: io sono così critico verso Israele che una volta con una mia cara amica di blog quasi si litigava, ma come dici tu so distinguere molto bene tra Israele e il popolo ebraico.

    E cmq sempre con quest’economia… vogliamo trascurare l’egemonia ebraica sul cabaret? 🙂

    @ Kalojannis: sono d’accordo con te, soprattutto quando dici che sei d’accordo con me 🙂

    • Fra’, la risposta “anche questo ha sofferto”, “non solo loro”, sono quelle affermazioni che poi sviano il discorso e lo banalizzano.

      Il fatto che non solo una categoria di persone sia stata vittima delle persecuzioni non toglie nulla all’orrore, e al fatto che nessun essere umano al mondo debba essere perseguitato, ucciso, torturato, usato come cavia di laboratorio. Quando noi parliamo di persecuzioni, forse dovremmo aggiungere l’elenco di cosa fu fatto, ma soprattutto come ci si arrivò attraverso un terreno reso fertile attraverso mille a volte invisibili azioni quotidiane, come nella storia raccontata da kalojannis del carpentiere che si risente del lavoro che gli viene portato via dall’albanese; chi è colpevole, l’extracomunitario costretto a lavorare in condizioni di sfruttamento per poter sopravvivere, o il cinico datore di lavoro?

      Ecco, questo volevo dire, per combattere l’orrore dobbiamo essere e mantenerci menti pensanti, capaci di operare gli opportuni distinguo.

  7. balibar ha detto:

    Vabbè, visto che citi rilancio con Hollivuud. 🙂

    Ma non per questioni economiche.
    Hai notato che molti film commedia americani propongono relazioni fra ebrei e non-ebrei?

    Le cerimonie di nozze poi sono sempre nel rispetto della tradizione ebraica.

    Lo dico per curiosità, ma anche perché ci trovo un certo fascino.

  8. @ Kalojannis: pensa a Charlie Chaplin, Woody Allen, Mel Brooks, a Gene Wilder, Ben Stiller per citarne solo alcuni

    @ Balibar: penso che sia perché effettivamente le nozze ebraiche sono molto pittoresche… pure io al mio matrimonio volevo rompere i bicchieri, ma il pastore non me l’ha permesso … 😀

    • Charlie Chaplin, Woody Allen, Mel Brooks, a Gene Wilder, Ben Stiller, Diemme… 😆

      Per quanto riguarda le nozze, a me l’ha impedito il sindaco di rompere i bicchieri e così, povero marito mio, mi è toccato ricorrere a una bottigilia 😆

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...