L’Eroe Orfano

Questa scena del primo Star Wars è forse una delle più importanti della storia del cinema, anche perché i tre episodi della seconda trilogia cercano in tutti i modi di essere coerenti con le parola a vanvera che gli sceneggiatori fanno dire a Obi Wan Kenobi, costringendo a un lavoro immane di adattamento gli sceneggiatori della seconda trilogia (quello sì che è un lavoro usurante).

Sempre che poi a dargli per buono che la storia dei tre prequel sia coerente con la storia raccontata da Obi Wan; pensate solo alla Guerra dei Cloni; gli sceneggiatori del primo Star Wars hanno buttato lì delle parole che sapessero di spazio e fantascienza, e poi chi ha dovuto lavorare al prequel ha dovuto inventarsi la storia dei Cloni solo per rendere coerenti le due storie.   E meno male che Obi Wan non dice che hanno combattuto insieme nella Guerra dei transistor o in quella dei vampiri alieni.

In questo film Luke Skywalker comunque è convinto di essere orfano di entrambi i genitori e in effetti vive con gli zii che finiranno inceneriti dopo 2 scene; in realtà poi scoprirà che la madre effettivamente è morta, ma il padre invece è diventato cattivo, e lo scoprirà nell’altra famosissima scena del “Io sono tuo padre“.

Luke Skywalker in ogni modo è solo uno degli innumerevoli orfani protagonisti delle storie di eroismo e avventura.

Il tema dell’Eroe Orfano mi sembra quello più appropriato per oggi, visto che il 6 gennaio, oltre all’Epifania, ricorre anche la giornata mondiale degli orfani di guerra, che essendo soprattutto un problema africano non gliene importa niente a nessuno, come a nessuno importa niente della Somalia, del Congo e di tutti gli altri conflitti di quel continente.

Meglio restare sull’Eroe Orfano, uno dei topos più ricorrenti nella narrativa mondiale.

Re Artù era orfano, come pure Svantibor, il protagonista delle saghe della Pomerania, e lo stesso destino era condiviso sia da Harry Potter che da Tom Riddle alias Voldermort.

E non dimentichiamo che  anche Edward Cullen ha perso entrambi i genitori poco prima di diventare vampiro.

Heidi e Biancaneve erano entrambe orfane, Cenerentola, la Sirenetta e la Bella che sta con la Bestia hanno solo il papà.  E secondo una delle sue biografie anche Paperino pare che fu trovato casualmente da Nonna Papera e Zio Paperone, che decisero di tenere con sé quell’orfanello come loro “nipote”.

Anche molti supereroi sono orfani: Superman ha perso i genitori nell’esplosione del suo pianeta, quelli di Batman sono morti uccisi da un criminale, Spiderman non ricordo ma è orfano pure lui, la stessa sorte ha segnato l’infanzia di Wolverine e non parliamo di quello che è successo ai genitori di Conan il Barbaro.

Gli esempi potrebbero essere tantissimi.

Il motivo di tanta popolarità per la figura dell’Eroe Orfano?   Anzitutto, un eroe senza genitori consente di fare a meno nella narrazione di figure troppo ingombranti; inoltre, in questo modo è  più facile per l’eroe maschio avere un rapporto paterno con il suo mentore e per l’eroina femmina avere una classica matrigna malvagia, e poi vendicare-i-propri-genitori è una classica missione da Eroe.

Ma i vari dittatori africani e i dirigenti delle multinazionali a caccia di materie prime possono stare tranquilli; quest’ultima cosa succede solo dei film.

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6 pensieri su “L’Eroe Orfano

  1. Beh, di orfani di guerra non vorrei parlare, visto che nella mia famiglia non esiste praticamente altro e grazie, abbiamo già dato.

    Invece, per quanto riguarda l’Eroe Orfano, interessanti gli spunti del tuo post, non mi ero mai soffermata a pansarlo, l’essere orfano che dà la possibilità del rapporto paterno col mentore e permette l’esistenza della matrigna al posto della madre però…però… la domanda mi sorge spontanea: perché il sostituto della figura paterna è un mentore, e quello della figura materna una malvagia matrigna? Nella realtà più spesso succede il contrario, è “il nuovo compagno della madre” ad essere un crudele patrigno, mentre la “nuova compagna del padre” a volte cerca di fare del suo meglio, altre è semplicemente indifferente.

    Certo, al di là delle necessità di copione della letteratura, essere orfani non dev’essere piacevole. Un mio parente, padre morto alle Fosse Ardeatine, quando gli fu diagnosticata una malattia molto grave, impazzì al solo pensiero che avrebbe lasciato i figli orfani, che avrebbero dovuto passare lo stesso dolore che aveva passato lui, e che evidentemente non aveva mai superato.

    Beh, meglio cambiare discorso… qualche eroe della Marvel?

  2. @ Diemme: non penso ci siano regole per patrigni e matrigne; ognuno ovviamente ha presente le sue esperienze, e può giudicare in base a quelle, ma resterebbe comunque un campione statistico troppo esiguo.
    In ogni caso, la differenza nella narrativa penso che dipenda dal ruolo tradizionalmente assegnato a uomini e donne, e infatti, adesso che le cose sono cambiate, nel cinema anche le donne hanno il loro mentore (pensa a million dollar baby, per es.)

    @ Giulio: o forse è un topos così presente nella nostra cultura, che (per l’appunto) ci appare giusto e naturale

  3. rosigna ha detto:

    Mah, probabilmente tra gli autori c’e’ sempre qualcuno che ha provato quest’esperienza.

    E magari, sfortunatamente, ha avuto solo la possibilita’ di conoscere matrigne.

    Diciamo anche che, probabilmente, e’ piu’ probabile che, una volta rimasto vedovo, sia l’uomo a risposarsi, piuttosto che la donna.

    Non e’ per essere o meno femminista, ma in generale credo che sia piu’ diffcile per un uomo ricoprire entrambi i ruoli di madre e di padre, semplicemente perche’ essere una madre significa tante cose.

    In ogni caso penso che, chi rimane, debba sempre farsi un sano esame di coscienza, una volta tanto un po’ egoistico, lasciando da parte tutti i discorsi dei figli che potrebbero rimpiangere il genitore naturale.

    Se non si e’ capaci di stare da soli, meglio cercarsi una compagnia ovviamente non a tutti i costi.

    Le ferite nell’animo degli orfani, secondo me, possono anche essere procurate da una solitudine che non si e’ saputi accettare e vivere e non solo da patrigni o matrigne. E sono ferite che in ogni caso non si rimarginano mai.

  4. Una cosa è certa: nella società moderna le famiglie sono completamente diverse rispetto a un tempo, i ruoli di genitori sono completamente cambiati, e anche le matrigne e i patrigni possono essere migliori…

    A parte il fatto che è più facile subentrare come genitore di figli molto piccoli, che di un adolescente.

    Ma forse essere genitori di un adolescente è difficile per tutti, genitori naturali compresi ^^

    • “Ma forse essere genitori di un adolescente è difficile per tutti, genitori naturali compresi ^^”

      Dipende un po’ da come hai tirato su prima i figli e dal loro carattere, però, sì, non è sempre facilissimo… 🙂

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