C’è stata solo lei

Oggi non ricorre nessuna giornata mondiale, ma posso recuperare la giornata mondiale di ieri, quando ricorreva il Giorno della Famiglia Globale, in cui si dovrebbero festeggiare la Pace e la Condivisione di tutte le Persone del Mondo, e che coincide con la Giornata Mondiale della Pace.

Insomma, siamo tutti buoni e ci vogliamo tanto bene.

Ieri però, invece di pensare alla Pace alla Condivisione, passeggiando da solo per i vicoli stretti della cittadina dove sono cresciuto, aspettando che mio fratello decidesse che era abbastanza tardi per svegliarsi, ho riflettuto su me stesso e sull’anno appena passato.

Ho riflettuto su amore e condivisione; non per l’intera umanità, ma per una persona che sappia tornare a  coinvolgermi.

Alla fine mi sono reso conto che in questi nove mesi dopo la fine della mia lunga storia d’amore ho conosciuto molte persone, sia nel mondo virtuale che nel mondo reale che in entrambi.   Ma solo una persona mi ha colpito davvero, solo per una persona ho provato un sentimento più forte.

E so bene di chi si tratta; tutto sommato penso anche che il sentimento sia condiviso, anche se non ho mai voluto verificarlo, non per ragioni di timidezza ma perché la nostra relazione avrebbe troppi elementi avversi.

La sua età, il suo fidanzato, la sua lontananza, i sacrifici che ha fatto e sta facendo per raggiungere un obiettivo che una storia con me metterebbe sicuramente in pericolo.

E allora mi sono limitato a restare in contatto, come si dice, approfittando degli strumenti che ci offre la società della tecnologia, facendomi trovare più che cercarla.

Niente secondo tempo, nella nostra storia.   Niente bacio rivelatore, niente lieto fine, e al momento dell’arrivederci/addio, nel momento in cui si è voltata indietro, non sono corso da lei, non l’ho abbracciata, non le ho detto di amarla.  Le ho solo sorriso, mi sono messo gli occhiali da sole, e sono uscito dalla stazione.   Con gli occhiali da sole, così non si vedevano le lacrime.

E’ andata così.

Ma in fondo è successo così anche con le altre.   In questi nove mesi della mia vita tutti i film hanno avuto solo il primo tempo. Forse perché non si sono mai emozionato come mi è capitato con lei, forse perché non sono ancora pronto a riprendere una relazione, forse perché (e forse è il motivo più vero) non ho incontrato la persona giusta, con cui valesse la pena rischiare davvero.

Adesso è iniziato un nuovo anno, un anno in cui S. Valentino cade la domenica di Carnevale, il cerchio quasi si chiude e vediamo se di qualche film riuscirò a vedere anche il secondo tempo.

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10 pensieri su “C’è stata solo lei

  1. Caro Fra’, entro in punta di piedi in questo che sembra un dialogo solo con te stesso, con lei al massimo, e in cui nessun altro può entrare. Però, leggere queste tue parole mi ha dato tristezza.

    Sono una donna di quelle che vogliono credere nell’amore, non in quello fatto di niente, non sono un’adolescente e sai, me l’hai anche ogni tanto rimproverato, che sono fin troppo razionale però… però… fidanzato o compagno? Alle storie fini a se stesse, che creano solo squilibri e che a lungo (o breve) andare tolgono più di quello che hanno dato, io non credo, ma “fidanzata” può anche voler dire libera, se lui non è l’uomo della sua vita, se non è quello con cui si sente realizzata, se prova per te un sentimento che è un seme da cui può nascere qualcosa.

    La distanza… sì, quello è un problema più serio. Serio fino a un certo punto, perché se una persona è equilibrata e piena d’interessi, se non è mentalmente dipendente e bisognosa di amebico incollamento, una storia a distanza può gestirla pure bene però… però diciamocelo, per una storia a distanza ci vogliono tempo e soldi, e anche buona salute.

    Una mia amica di Roma ha ormai da anni una magnifica storia con un uomo di Torino, e sono dissanguati dai viaggi, due viaggi aerei a settimana, è inutile che ci giriamo intorno.

    Poi tu dici “i sacrifici che ha fatto e sta facendo per raggiungere un obiettivo”, e questa frase ci spiazza, perché senza sapere quale sia l’obiettivo, è difficile dire qualcosa. Che dirti caro Fra’, auguri…

  2. Ecco, adesso m’hai fatto proprio piangere. Gli “altri” non sanno, ma credo che si possa chiarire che “per caso” avevo letto l’articolo incompleto, e prontamente risposto (v. sopra).

    Ora che l’ho letto tutto mi ha colpito al cuore, oserei dire a tradimento. Solo il primo tempo, non spingersi oltre, forse autosabotarsi.

    Io, quando ho avuto la bambina, venivo fuori da un periodo sentimentalmente molto doloroso, di quelli che ti fanno porre tante domande su come si sta al mondo, e nutrire seri dubbi che tu non sia capace a starci, non su quel fronte almeno, e chissà quante volte mi sono autosabotata, a volte rendendomene conto, a volte no.

    Poche volte mi è capitato di sentire la versione maschile, voi non vi sbottonate facilmente, difficile che parliate di sentimenti.

    Tu dici “Non le ho detto di amarla”, io invece se amo una persona glielo dico, ma glielo dico così, pour parler, non mi aspetto una reazione, non mi aspetto niente. “Ti amo” vuol dire “Ti amo” , non vuol dire “Noi ci amiamo”, non comporta che io abbia il coraggio di chiederti “E tu?”, perché se così fosse me lo avresti già detto (nota per i lettori, è un “tu” impersonale), e non voglio sentirmi dire no, o balbettare un “Beh, io ti voglio bene però… “. Però un corno. Però vuol dire no, mica c’è bisogno che me lo spieghi.

    E allora, il mio “Ti amo” probabilmente suona così: “Domani iniziano i saldi ma io sono bloccata, devo pagare un conto corrente già scaduto, ti amo da morire e mi manca il sedano per la pasta e fagioli”

    Poco romantico… ispira poco… ma almeno così non comporta nessuna risposta, e l’imbarazzo è diluito 🙄

  3. balibar ha detto:

    Nella mia esperienza “sentirsi pronti” era n stretta relazione con “la persona giusta”.

    E mi sono accorto che “pronti, pronti” non ci sentiremo mai e se “la è persona giusta” è il rischio che ci dobbiamo sobbarcare.

    L’insicurezza, soprattutto dei suoi sentimenti nei miei confronti, mi ha fatto uscire dal cinema prima che cominciasse il secondo tempo.
    Ma ora nessuno può dirmi come è finito il film.

    Vero è che le tue cicatrici sono ancora fresche e questo non ti rende la vita più semplice.

    In ogni caso, rispetto alle avversità, conta che esiste anche Lei e la sua capacità di prendere decisioni, nel film i protagonisti sono due.

    Auguri FraP, se cominci così, sarà senz’altro un anno ricco.

  4. Cari amici, grazie per i primi commenti al primo post dell’anno e grazie soprattutto per la condivisione… Ecco che alla fine la giornata della Global Family l’abbiamo festeggiata insieme.

    @ Diemme: il problema di quella storia non è il suo ragazzo, o meglio lui magari è un problema nel senso che se non ci fosse stato qualcosa tra noi forse (forse) ci sarebbe stato, ma non è certo per questo che la nostra storia al momento mi sembra davvero improbabile (impossibile non è niente).

    Lei ha il suo percorso di vita, io il mio, e in questo momento delle
    nostre vite sono abbastanza inconciliabili.
    A prescindere dalla
    distanza, che in effetti, puoi prendere a un aereo e arrivi dovunque, e poco
    cambia se devi andare a Roma, a Napoli, a Londra o a Parigi.

    Ma perché ti ho fatto piangere? Il mio non voleva essere un post amaro, solo uno sfogo, una presa d’atto, una constatazione, tanto è vero che dopo averlo scritto sono uscito tranquillamente a fare shopping 🙂

    @ Balibar: quando incontri la persona giusta l’attrazione secondo me è tale che tutte le esitazioni scoppiano (o “sbocciano” come cantavano i Subsonica).
    Se una persona è davvero la persona che fa per te, all’intervallo resti seduto.

    A meno che.
    A meno che i dubbi siano quasi insormontabili come è stato in quel caso, ma non parlerei (e qui rispondo ancora @ Diemme) di autosabotarsi ma semplicemente di fare scelte razionali

  5. Perché mi hai fatto piangere???

    Niente secondo tempo, nella nostra storia. Niente bacio rivelatore, niente lieto fine, e al momento dell’arrivederci/addio, nel momento in cui si è voltata indietro, non sono corso da lei, non l’ho abbracciata, non le ho detto di amarla. Le ho solo sorriso, mi sono messo gli occhiali da sole, e sono uscito dalla stazione. Con gli occhiali da sole, così non si vedevano le lacrime.

    Cribbio, sono una donna, e una donna per una scena del genere ci piange almeno una settimana! Una donna ci si immedesima, e se lo sente alle spalle quell’uomo che lei ama, e non sa che l’ama anche lui, che si mette gli occhiali da sole per coprire le lacrime, e sicuro che piange anche lei, ma tanto lui non la vede perché è di spalle… e lei non sa che lui avrebbe voluto dirle…

    Qui una sbatterebbe i pugni sul muro a chiedere perché, perché devono accadere cose così? A me sai quante persone hanno fatto un pezzo del genere? Sai quante me l’hanno confessato dopo anni, quando le vite di entrambi avevano preso un’altra piega? Perché non hanno lasciato che decidessi anch’io se la storia era impossibile?

    Poi, se un giorno mai c’incontreremo, te ne racconterò qualcuna…

  6. Una piccola aggiunta: io alle scelte razionali in amore non è che ci creda tanto, anzi, per dirla tutta, non ci credo per niente. Credo alle scelte etiche, questo sì, sicuramente non farei mai scelte contro i miei principi ma per il resto… in amore, la razionalità è una gran brutta consigliera.

    Un signore che io conoscevo sposò una donna di trent’anni più giovane, Tu non hai idea che capa tanta avevano fatto a lei per dissuaderla da questo matrimonio, la solita solfa “quando lui sarà un vecchio bacucco tu sarai ancora giovane, e ti sentirai in galera”; poi, lei è morta di malattia, giovane, quindi prima di lui, e la sua unica gioia è stata di essersi vissuta quella storia di grande amore.

    Siamo nella mani del Signore, del Destino, della Vita, chiamala come ti pare: in amore, due più due non fa quasi mai quattro, e coppie all’apparenza scombinate hanno resistito più di altre che sembravano così ben assortite e perfette.

  7. Quando senti che è la persona giusta, non ti fai troppe domande, non hai titubanze, non fai troppi calcoli..in genere, tutti i ragionamenti, i rinvii, le valutazioni, si fanno quando non si è convinti e, quando non si è convinti è più onesto lasciar perdere, per evitare inutili sofferenze a sè stessi e all’altra persona. Vedrai che tornerà pure il San Valentino che desideri e anche la gatta (gatta, giusto?) sarà contenta 🙂

  8. @ Diemme: in realtà è la seconda volta che descrivo quella scena, solo che la prima volta l’avevo fatto in maniera ambigua (non chiedermi dove, non lo svelerò).
    Cmq lei lo sapeva benissimo che il sentimento era ricambiato, ne sono più che convinto, solo che probabilmente è uno di quei sentimenti che sorprende entrambi e che in fondo nessuno dei due riesce ad accettare. Succede anche questo, nella vita

    @ Giraffa: hai ragione, hai perfettamente ragione, nel 90% dei casi.
    Ma -credimi che lo dico per esperienza- certe volte lottare contro consuetudini e si-deve-fare-così può essere estenuante, magari rafforza il legame di coppia ma non rafforza di certo la tua salute mentale 🙂

  9. @ Fra’
    Potenza delle parole!
    A raccontare le cose in maniera più o meno “ambigua”, le impressioni cambiano notevolmente ;-).
    Capisco il tuo punto di vista e le tue perplessità. Chissà che col tempo la situazione non arrivi ad una svolta; magari sarà proprio lei a prendere l’iniziativa, oppure il fidanzato, sentendola “lontana”, si stancherà e tu, da persona sensibile e altruista qual sei, non le negherai il tuo conforto.
    Insomma, diamo tempo al tempo… e che il 2010 ti permetta di realizzare al meglio tutti i tuoi sogni!

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