Una montagna di ricordi

L’11 dicembre si festeggia(va) la giornata internazionale della montagna.

La montagna la associo a tanti ricordi, memoria delle cose che per me vogliono dire montagna.

Il segnale bianco e rosso sulla corteccia degli alberi, il rifugio d’alta quota unico baluardo umano di un paesaggio alieno, la tavoletta di cioccolata rittersport, la borraccia con l’acqua dal gusto metallico, la borraccia riempita con l’acqua di sorgente, il panino con la cotoletta del pranzo al sacco, la mappa dei sentieri.

Il berretto da alpino che tanto desideravo da bambino e non ho mai avuto,  i pantaloni di velluto a coste stile knickerbocker, il bicchiere di latte della malga, le foto della nostra vacanza di due anni fa, di quando ancora eravamo felici, le foto in bianco e nero con i miei genitori, le funivie, le ovovie, le cabinovie, gli scarponi di una volta che sembravano strumenti di tortura, gli scarponi di adesso che sembrano scarpe da jogging.

Sono tutti ricordi della montagna d’estate, perchè sciare in fondo non mi ha mai entusiasmato, e forse l’unico ricordo importante è il legamento crociato sfilacciato della gamba destra.

Perché questa è la mia montagna.

E la vostra?

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15 pensieri su “Una montagna di ricordi

  1. Il tuo post mi ha portato alla memoria tanti ricordi molto simili ai tuoi. D’estate i miei mi portavano sempre un mesetto in montagna (Sappada, San Vigilio di Marebbe, Vigo di Fassa) e ne ho fatte di gite. Ora in montagna ci vado principalmente in moto e gite non ne faccio tante anche perchè le mie donne sono più per il mare (o per la montagna d’inverno). A volte mi piacerebbe tornare a fare delle belle gite. Chissà, magari quando le ragazze saranno più indipendenti, potrei tornare a frequentare il Cai…

  2. Caro Fra’, so che se continuerà la mia latitanza perderà il premio fedeltà, ma il fatto è che tu sei “sopra” una montagna di ricordi, io ci sono sotto!

    E poi, dopo che mi hanno accusato di attentato alla Repubblica di Banana, la latitanza è consigliabile, almeno finché la nostra presidente non uscirà allo scoperto a smentire le accuse 😆

  3. I miei ricordi montanari sono molto simili ai tuoi, perchè da piccola ho trascorso molte vacanze estive in Valle d’Aosta, perciò borraccia con l’acqua dal gusto metallico, picozza, laghi ghiacciati, l’emozione di vedere la Dora Baltea, la noia di certe serate infinite, il sapore dei dolci che preparavano in un panificio che adoravo. Ho dei ricordi molto belli, posti splendidi che da adulta non ho più rivisto, una natura così maestosa e lussureggiante non si trova dietro l’angolo, e anche le mie vacanze si sono notevolmente ridotte ma, prima o poi, ricominceranno 🙂

  4. @ Giraffa: a te spetta il voto più alto tra i commenti a questo post (30/30), perché hai risposto restando nel tema, con proprietà di linguaggio e spunti interessanti; io per esempio avevo colpevolmente tralasciato la “noia di certe serata infinite”… ahahah

    @ Giulio: per te un 27/30, buona la citazione dei posti classici dei triestini in vacanza, ma hai tralasciato Piancavallo e Corvara, non posso darti un trenta, mi spiace

    @ Diemme: in questo sito la frequenza non è obbligatoria, ma caldamente consigliata, e il fatto che sul foglio presenze la tua firma appare con quattro calligrafie diverse non milita a tuo favore, e poi sei andata completamente fuori tema, mi sa che ti becchi un 21/30… Visto tutti i 30 che hai sul libretto, che vogliamo fare… accetti?

  5. Eh no, caro Fra’, rifiuto ogni addebito!

    La mia frequenza, obbligatoria o no, è costante, e non mi sfugge un post, che generalmente viene letto entro i dieci minuti successivi alla pubblicazione. E’ che i neuroni lessi a volte non sono reattivi…

    Secondo: la mia firma è quanto di più stabile esista al mondo (almeno lei): semmai a volte appaio sotto mentite spoglie (v. Babba Natele da Livy, l’Erzicovina da Arthur), ma il blogger ne è sempre informato (e “quasi” tutti mantengono il segreto)

    Terzo: non sono andata fuori tema, solo sul versante opposto ma comunque simmetrico: non sopra ma sotto, e sempre montagna di ricordi è.

    Tradotto in soldoni, rifiuto il 21 e mi ripresento a una prossima sessione! 😉

  6. rosigna ha detto:

    I miei ricordi della montagna non sono classicamente catalogabili.

    In montagna ci sono cresciuta, per quanto sia una montagna particolare, fantastica, a strapiombo sul mare … quella su cui, quando si tornava da scuola, ci si sentiva un po’ sull’Olimpo, vista la coltre di nebbia che la circondava e quella da cui, percorrendo appunto il Sentiero degli Dei (che, tra l’altro, partiva praticamente da casa mia), si poteva accedere ad uno dei piu’ bei posti esistenti in Italia, e forse nel mondo (perdonate il tratto poco modesto del commento … ma e’ cosi’!!!): la Costiera Amalfitana 😀

  7. Ohibò! Io sto in Lapponia dove c’è sempre un freddo…altro che la vostra montagna. Meno male che passo l’anno a lavorare con i miei amici elfi. E tutto quell’impacchettare e incartare ci tiene in movimento ed al calduccio.
    Certo la sera quando esco a salutare le mie renne…ohibò non mi ci far pensare!!!
    Ci vediamo il 25!

  8. balibar ha detto:

    In montagna ci sono in parte cresciuto, essendo mia madre dell’appennino modenese, fra i 1300 ed i 2000 mt.
    Da bambino per le vacanze scolastiche, da più grandicello c’ho abitato per lunghi periodi, lavorandoci anche.
    Poche gite e molta vita paesana, quella che comincia quasi alle 9 d’inverno, le sue lentezze, le briscole e i tressette al bar del paese vuoto in novembre, il ritorno di chi è andato in città per le festività, tanti turisti con la neve.
    Un gancio dello skilift per la ragazza carina, tanto stasera uscirà con il maestro di sci.

    In paese tutti hanno un soprannome, magari ereditato dai nonni.

    D’estate le notti sui prati alle quote più alte, dove le stelle sembrano davvero una coperta, sono lì per essere toccate.

    Tutti sanno di tutti. Una grande famiglia, solidale ed impicciona, a volte un po’ stretta.
    D’altra parte i collegamenti, le strade, son cose degli anni ’50. Prima c’era l’isolamento.

    Un altro mondo.

  9. kalojannis ha detto:

    Ciao Fra’, son tornato.
    E proprio in un post sulla montagna che per me è come il cacio sui maccheroni per uno che non mangia il cacio.
    Scherzo.
    Per me il ricordo della montagna è quello di una gita scolastica (Valtellina) nonché quello – successivo – di uno zampone al forno mangiato in un rifugio di Enego (altopiano di Asiago) accompagnato da un Breganze Cabernet.

  10. @ Diemme: take it easy, lo sai che qui comanda l’ironia… E cmq puoi ripresentarti a febbraio, dai

    @ Rosigna: ah, ora capisco perchè tra le quattro repubbliche marinare ci hanno messo anche Amalfi, e io che pensavo che fosse solo per dare un contentino al Sud 😀
    Ps: ma come fai a sopravvivere altrove??

    @ Babbo Natale: grazie dalla visita, Santa, ti ho mandato un’email con la mia lista, non mi deludere, ok? Ci conto 😉

    @ Balibar: un altro mondo, davvero, per di più per me che sono abituato ai montanari trentini, non riesco proprio a immaginarli questi montanari emiliani che giocano a tressette motteggiando con il loro impareggiabile dialetto…

    @ Godot: l’importante è che tu ti difenda dal riverbero della neve… mettendo gli occhiali da sole 8)

    @ Kalojannis: ben tornatoooo!! Ehy, ma quel ricordo mi dice qualcosa, è abbinato alla mia vecchia macchina che non riusciva a fare una salita perché era troppo ripida? 😉

  11. Ohibò ragazzino…una mail con la tua lista?
    devi aver sbagliato indirizzo…non ho ricevuto ancora nessuna letterina da te. Ohibò, a meno che non sia stata quella che si è mangiata Dasher due sere fa? Oh oh oh…questo è un bel problema. Forse con un copia ed incolla potresti ripubblicarla sul mio sito…altrimenti porterò trippa per i tuoi gatti! ah ah ah…

  12. balibar ha detto:

    Dal momento che è un altro mondo, questo vale anche per il dialetto.

    In quei paesi non si parla emiliano, ma un misto di veneto-ligure, in omaggio ai boscaioli che vi andavano a lavorare nel secolo scorso.

    Naturalmente ogni 10 km. cambiano termini e inflessioni. Sedia è ovviamente “carega”. Buffo, eh?

  13. rosigna ha detto:

    Frappy!!! ma come solo ora capisci perche’ tra le repubbliche marinare ci hanno messo anche Amalfi?!?!?!

    Amalfi E’ la repubblica marinara per antonomasia!!!! Batteva anche moneta!!! Il tari’!!!

    Come faccio a sopravvivere altrove? Beh, nel cuore mi porto tanti bei ricordi … e ogni volta che torno in quei posti cerco di ricaricare bene le batterie … in maniera tale che durino fino alla volta successiva.

    Ma poi in realta’ devo dire che sto bene anche qui. E’ un modo diverso di stare bene, ma di sicuro non mi posso lamentare 🙂

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