Attacco dal pianeta rosso

Se il 2 luglio si festeggia la giornata mondiale degli Ufo, oggi è la giornata mondiale del pianeta rosso, Marte, il luogo di origine di tante invasioni letterarie e cinematografiche, fino alla perla di Mars Attacks! (Tim Burton, 1996), tratto dall’omonima raccolta di figurine degli anni ’50.

Il 28 novembre è la giornata di Marte, perchè il 28 novembre del 1964 gli Stati Uniti lanciarono la loro prima sonda spaziale verso il pianeta rosso, il Mariner 4.

Questa è la versione ufficiale, almeno.

Perché c’è un’altra versione dei fatti, e questa versione dei fatti, cui recentemente è tornata a dare credito la nota rivista americana Paranoidal, parla di una misteriosa telefonata ricevuta il 28 novembre 1964 dal Presidente americano Johnson e dal leader sovietico Breznev, appena salito al potere.

In questa telefonata un interlocutore che si presentava come l’Alto Rappresentante della Federazione delle Repubbliche di Marte informava i due principali leader della Terra che qualsiasi tipo di missione di esplorazione del pianeta rosso avrebbe dovuto fallire, o riportare dati fasulli, nascondendo l’esistenza su Marte di una civiltà sviluppata e molto più progredita di quella terrestre.

Per convincere i due leader mondiali di non essere un mitomane, il portavoce di Marte parlò a Johnson e Breznev a quei colpi d’arma da fuoco che un anno prima avevano ucciso il presidente Kennedy, e che come entrambi i leader sapevano erano risultati provenire dallo spazio, e da un oggetto volante non identificato in volo sopra Dallas.

E così, sotto la minaccia di un’invasione marziana, da quel momento in poi, Stati Uniti e Russia continuano a mentirci sull’esistenza della vita su Marte, i resoconti delle varie missioni sono tutte verità artefatte preparate a tavolino in studi cinematografici.

La verità, secondo la versione riportata da Paranoidal, è un’altra, e per capirne le ragioni bisogna tornare indietro nel tempo fino a 9.998 anni fa,  quando la flotta stellare del pianeta Terra, guidata dal Re dei Re Naxar XXII, che tentava di invadere e conquistare una volta per tutte la più debole e pacifica civiltà marziana, venne sconfitta al largo dei bastioni di Phobos.

La controffensiva marziana fu implacabile; armi di potenza oggi inimmaginabile annientarono l’impero Naxar, facendo sprofondare nel mare l’isola di A’tlantix e riducendo a un deserto le fertili pianure del nord Africa.  Di quella che era stata la maggiore potenza bellica e imperiale che l’umanità avrebbe mai conosciuto, rimasero solo un’installazione di arte contemporanea sulle isole britanniche (poi nota come Stonehenge) e i resti di un centro commerciale e dei divertimenti nei pressi del fiume Nilo, il più grande di tutti i tempi, con i suoi scivoli per la neve artificiale a forma di piramidi.

La civiltà umana, che aveva raggiunto vette che oggi possiamo solo immaginare nei libri di fantascienza, venne azzerata, le truppe marziane distrussero i sistemi informatici e di comunicazione, e l’uomo tornò all’età della pietra.

Sarà un caso che la civiltà sumera, la più antica della Terra, identificasse Marte con la divinità del fuoco, della distruzione e della guerra, e che anche gli antichi indiani lo considerassero il Dio della guerra?  Sarà un caso che l’ammiraglio marziano che portò a compimento la rappresaglia di Marte si chiamasse Devil Satan?   Sarà un caso che il calendario Maya considera la data del 21 dicembre 2012 come la fine della nostra era, guarda caso esattamente 10 mila anni dopo la rappresaglia marziana che ridusse la civiltà umana ai minimi termini?

La verità (forse) è che da 10 mila anni i marziani ci controllano, stanno attenti ai progressi della nostra civiltà, visitano regolarmente la Terra con i loro dischi volanti e controllano i nostri governanti, prima facendo finta di essere divinità scese dal cielo, poi, con l’avvento dell’era della razionalità, mettendo in piedi organizzazioni segrete con l’unico obiettivo di assicurare i loro obiettivi; e basta pensare a quale organizzazione segreta è nata nel ‘700 per capire di cosa stiamo parlando.

Secondo alcuni, i cavalieri templari erano (sono ancora?) in realtà una sorta di fronte di liberazione terrestre, che aveva scoperto la verità, grazie a una specie di lettore dvd e di alcuni dvd ritrovati nei sotterranei di Gerusalemme, e che volevano riportare alla guida dei popoli della terra un discendente dell’antica dinastia dei Naxar, riportando sul trono un nuovo Re dei Re, un nuovo Naxarenus.

In questo momento i Marziani devono affrontare un grosso problema, perché il patto del silenzio stretto con i governanti della Terra con la minaccia di un nuovo annientamento è messo in pericolo dal progresso tecnologico e dalla prossima fattibilità di un viaggio umano sul pianeta rosso.  E poi le industrie marziane (c’è crisi anche lì) vedono con interesse a possibili sbocchi commerciali sul nostro pianeta, anche per delocalizzare alcuni impianti produttivi (il costo del lavoro su Marte è altissimo).

La verità la conosceremo nel 2012, o quando il Vaticano farà conoscere al mondo il contenuto del Dvd ritrovato dai templari, o forse anche mai.   Perché forse questa è soltanto un’altra teoria della cospirazione e l’ennesima ipotesi di storia alternativa…

Nessuno lo può sapere, tranne chi se l’è appena inventata (o ha deciso di divulgarla fingendo di scherzare).

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7 thoughts on “Attacco dal pianeta rosso

  1. @ Giulio: ti consiglierei di visitare il sito di Paranoidal review, ma cambia continuamente indirizzo IP per non essere bloccato dal Governo (e dai matusa 😉 )

    @ Diemme: già, ma almeno si capisce il perché della statua della sfinge: è una banalissima insegna commerciale!

  2. lagiraffa ha detto:

    Gli Stati Uniti non sono riusciti ad evitare che due imbucati partecipassero al party con Obama, stringendogli pure la mano, figuriamoci un esercito di marziani!!

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