Dolciumi per tutti

Forse è meglio scherzarci su.

Oggi è la giornata mondiale del diabete, una malattia che colpisce milioni di persone nel mondo, compresi molti bambini e adolescenti.   E’ una malattia grave, che può portare alla morte, specie se non viene diagnosticata.

Il video che ho pubblicato fa parte di una campagna promossa lo scorso anno nell’ambito del World Diabetes Day 2008, proprio per sensibilizzare i più giovani contro i rischi del diabete giovanile.

E’ un modo di parlare di un problema che alle nostre latitudini lascia un po’ sconcertati, troppo umorismo per un problema così serio.  O forse no, forse l’ironia e l’allegria può essere un modo per affrontare i problemi più difficili.  Sul blog di Diemme ci si interrogava se una battuta sdrammatizzante può fare bene o male in situazioni di difficoltà, non è facile rispondere, perché le sensibilità sono differenti.

Di sicuro, però, preferisco l’approccio dei paesi dove le cose vengono prese con ironia e con una canzone rap come in questo caso, ma negli scaffali di tutti i supermercati trovi prodotti dolciari specifici per diabetici, piuttosto di quello di un paese come il nostro, dove le cose vengono prese moooolto seriamente ma anche all’Ipercoop fai difficoltà a trovare una scatola di cioccolatini per chi ha il diabete.

E’ un po’ come nel cinema, in molti film americani si riesce a parlare di problemi seri facendo divertire lo spettatore, da noi se un film è impegnato lo deve essere dai titoli di testa a quelli di coda, e guai se non annoia.

Ma d’altronde siamo o non siamo permeati da una tradizione culturale per cui la sofferenza è bella, e in cui i valori erano (almeno in teoria) l’austerità, l’astinenza, la rinuncia?

Grazie, ma preferisco di no.

E preferirei trovare in tutti i supermercati dolciumi anche per chi ha problemi con l’insulina.

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15 pensieri su “Dolciumi per tutti

  1. Ma il “castigat ridendo mores” va benissimo se si tratta di far passare un messaggio, e sono d’accordo con tutto quello che hai scritto (una delle mie frasi celebri è “essere seri e stare seri possono essere due cose completamente diverse).

    Il problema sollevato da Brandy sul mio blog era però un tantinello diverso… (comunque, grazie per la citazione! 😉 )

    E ora, giù coi dolciumi!

  2. @ Giulio: invidia, profonda invidia, anche ho passato due giorni in terra friulana, e anche lì (come saprai) il palato non viene deluso (per tutti coloro che non sono delle ns. parti, specifico che Trieste e Friuli sono due realtà territoriali ben distinte per dialetto, cultura e tradizioni anche se ci vogliamo cmq tanto bene)

    @ Presidente: non lo sapevo, un motivo di più per stare attenti alla loro alimentazione!

  3. Ciao Fra,

    tornata dal mio esilio auto forzato, ma tornata più luminosa che mai.

    Io ho una vera e propria dipendenza da dolci. E’ l’unico vizietto che ho, ma quando mi impongo in avvento, in quaresima e nel mesei di maggio di non mangiarli, sto malissimo.

    Il fidanzato della mia best friend è da anni diabetico. E fin qui tutto bene. Ma la situazione è precipitata quando all’inizio dello scorso anno ha dovuto iniziare a farsi l’insulina. Non ha preso bene questa cosa e nonostante frequenti regolarmente incontri per diabetici è sempre un problema. Adesso a quasi due anni di distanza non ha ancora accettato la cosa.

    Per stare in tema mi mangio la torta al cioccolato e pere che ho fatto ieri. buonissima…

    Un abbraccio stellare

  4. @Giulio GMDB© e Fra’ Puccino
    Presnitz, gubana, fave dei morti… Io preferisco la seconda innaffiata da tanta, tanta grappa; dite che sia il caso che mi faccia controllare la glicemia? 😉

  5. @ Stella (non più solitaria): ben ritornata, e meno male che qualche vizio te lo concedi, va! 😉 Ma cos’è l’ “avvento”, quando cade e perché non si mangiano dolci??

    @ Starla n.1: innamorati? Furlani e triestini? Mmmh… ho qualche dubbio in proposito, ma quanto è buono il frico 😛
    Starla n. 2: Michele Salvemini in arte “Caparezza” è uno dei massimi cantautori italiani viventi 😀

    @ Ro.ma: prova quella che da noi si chiama “pasta crema”, la versione carsolina, 8 centimetri di crema pasticcera e pastafrolla, e vedrai che tutto il resto perderà importanza

  6. oh mamma ma io sto sbavando sulla tastiera….
    non potete parlami così di dolci una che tutti i giorni una parentesi dolce se la concede:D

    Tornando seri io ho due amiche diabetiche.. con una sto vivendo con lei tutto il suo percorso… la sua convivenza con il diabete.. diagnosticatogli all’età di 8 anni… con lei ho vissuto l’emarginazione perché considerata diversa.. perché i compagni avevano paura di essere “infettati” ma si può essere più cretini?!? ne ho viste molte di tutti i colori con lei.. ma ho scelto di non abbandonarla mai anche quando le nostre strade si sono divise.. perché è una persona molto fragile e basterebbe un niente per sconvolgere il suo “equilibrio” già compromesso…
    L’altra amica l’ho conosciuta 5 anni fa… e solo da 3 anni ho saputo che era diabetica.. lei ha sempre avuto paura a confessare di esserlo.. per il giudizio della gente… per la discriminazione che anche lei aveva provato costringendola a cambiare molte scuole e fare un anno scolastico in una e uno in un’altra… ma lei la vedo più forte rispetto l’altra mia amica… o forse è solo apparenza?!?

    È davanti a certi episodi.. episodi che hanno vissuto queste mie amiche che comprendo quanto l’uomo possa essere ancora crudele…

    • Non ci posso credere! Discriminate perché diabetiche… giuro che è la prima volta che lo sento, ma come disse una volta una persona “L’essere umano troverà sempre un motivo per discriminare, quando non sarà tra bianchi e neri, tra destra e sinistra, sarà tra chi ha i capelli biondi e chi bruni, chi gli occhi azzurri e chi neri… ”

      Credo proprio che avesse ragione…

  7. @ Pensieri e Diemme: non mi stupisce per niente, ogni persona un po’ diversa corre il rischio di essere discriminata, purtroppo…

    E non a caso in America avevano indetto il concorso per canzoni sul diabete di cui ho scritto nel post, proprio per fare sentire meglio tutti gli adolescenti che soffrono di questa malattia e si sentono (o vengono fatti sentire) inferiori agli altri

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