L’uomo dagli occhi a raggi X

Ero un po’ preoccupato, perché dovendo partire per un breve viaggio di lavoro, avevo poco tempo e nessuna idea per celebrare l’8 novembre, giornata mondiale della radiologia. Ma poi ho trovato questa perla:

Avrei molti dubbi…

Perché alla festa il dott. Xavier l’uomo con la vista a raggi X vede le persone nude, mentre nel caso dei pazienti li vede all’interno? Se si chiamava Gino invece di Xavier avrebbe avuto la vista a raggi G?

Dove li ha comprati quegli occhiali-canocchiale molto fashion? C’entrano qualcosa con i famigerati occhiali a raggi X soddisfatti o rimborsati di cui c’era la pubblicità su Topolino?   E’ vero che il collirio per vedere a raggi X esiste già da molti anni ma la lobby dei radiologi tiene nascosta questa invenzione?

Ma soprattutto… è vero che  L’uomo dagli occhi a raggi X (R. Corman, 1963) ha  vinto il Silver Globe, o è un’ingegnosa trovata pubblicitaria perchè proprio non trovavano di meglio?

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14 thoughts on “L’uomo dagli occhi a raggi X

  1. L’idea di quegli occhiali mi ha sempre divertita molto :lol:.
    Ma, per celebrare degnamente questa giornata, non ti basta pensare che la radiologia ha salvato, e salverà, milioni di vite umane? 🙂

  2. Oggi ho solo avvistato un gruppo di nordeuropei di mare, e per il resto un Paese che sembra l’utopia di come potrebbe essere il meridione d’Italia, e invece non è.

    Scusate lo sfogo serioso, ma ogni volta che vado all’estero mi viene la mortificazione per come è malridotta l’Italia, e non solo al sud…

    Però mi ricordo le famose scimmie di mare, erano dei simpatici crostacei giocherelloni, se non ricordo male, ma non le ho mai comprate.
    Io però c’ero cascato (due volte) con quella specie di mongolfiera nera che somigliava più che altro a un sacco di immondizia nera, e che in entrambi i casi è sì volata, ma molto molto lontana da me :O

  3. Ciao Frappuccino! Lo so sono stata un bel po’ assente ma ora son qui. Dove sei di bello? Purtroppo la penso come te, andare in paesi stranieri ci fa sentire come se appartenessimo alla serie B. E se per una volta puoi far finta di nulla, quando cominci ad avere sempre più conferme non riesci più ad accettarlo

  4. @ Dawn: bentornata, ma che avevi fatto, come albe del circolo polare artico??

    Sulla destinazione del viaggio di lavoro da cui sono appena tornato, ha indovinato Liviana! Sono stato in Spagna, un paese che per tanti aspetti potrebbe ricordare il nostro Sud (almeno dove sono stato io), ma senza i suoi problemi…

    Ma d’altronde si sa che la Spagna, tutta la Spagna, ci ha superato sia dal punto di vista economico che (soprattutto) etico-culturale…

  5. Ma la Spagna sta avantissimo rispetto a noi! Spiagge libere: annunci sulla balneabilità in più lingue, passerelle e raccolta differenziata, docce gratis e soprattutto casupole gestite dalla Municipalità dove era possibile prendere in prestito i libri (da tutto il mondo) da leggersi in riva al mare……. Utopia? No, Barcellona……

  6. kalojannis ha detto:

    @ Liviana:
    eppure penso che ognuno di noi possa fare qualcosa (nel suo piccolo) per migliorare le cose.
    Io la chiamo RIVOLUZIONE (maiuscolo, urlata) che non significa lotta armata (se la rivoluzione non è riuscita quando c’erano i presupposti storico-sociali perché andasse a buon fine, figurarsi ora con un popolo dal cervello annacquato con ettolitri di grandi fratelli, tettikuli e cempions lig et similia); per me Rivoluzione significa agire, parlare (con i nostri amici, con i nostri famigliari) -e sopratutto – scrivere, denunciare… sui blog ma non solo… in rete decine di siti sono pronti ad accogliere le nostre voci… facciamole sentire… Poi ovvio che la matita indelebile è fondamentale ma non possiamo lasciare che il cervello degli individui sia guidato dalla disinformazione travestita da verità assoluta oramai imperante!

  7. @ Liviana: vedo che anche a te piace il mare come a me! Beh, pensa che ieri (10 novembre), nella città sulla costa orientale della Spagna dove mi trovavo, il tempo era così bello che c’era un sacco di gente in spiaggia e qualcuno anche in mare. Forse è per questo che la gente è meno musona che da noi, o che la mentalità è molto più giovane, chissà…

    @ Kalojannis: ti meriti gli attestati di stima che ho sentito su di te in questi giorni, hai detto una grande cosa, anche se forse in tempi cupi bisogna accontentarsi di resistere e di tenere accesa la fiammella.
    Sperando che quando potremo finalmente accendere il fuoco ci sia ancora un Paese da salvare…

    In questi giorni, seguendo le vicende del muro di Berlino, mi chiedo se a forza di frustrare i nostri giovani e le ns. migliori energie non faremo la fine della Germania Est prima del muro, con tutte le migliori intelligenze a varcare il confine, perché credo che in tanti casi sia davvero forte la tentazione di cercare altrove le opportunità che il nostro Paese non offre, e lo capisco benissimo.

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