Volevo una vita standard

Guardando indietro verso gli ultimi dieci anni della mia vita, posso dire che, durante il mio lungo rapporto di coppia finito a marzo di quest’anno, avevo cerca il più possibile di avvicinarmi ad uno stile di vista standard.  A posteriori posso dire che è stato un errore.  Ma, ovviamente, è sempre facile ragionare a posteriori.

Oggi è il World Standard Day, la giornata mondiale degli standard, dei metri uniformi di misura, e quindi è l’occasione giusta per parlare del mio difficile rapporto con la normalità.

Non ho mai avuto una vita normale, una vita standard.

La mia famiglia non è mai stata normale, anzi nel tempo si è ancora più allontanata dallo stile di vita standard.

Quanto alla mia ultima relazione di coppia, bastava già solo la differenza d’età (lei era più giovane) per renderla diversa; venti o trent’anni fa, una coppia con dieci anni di differenza tra l’uomo e la donna era molto comune, oggi invece è una rarità, specie nel mio ambiente sociale.  Adesso si sta insieme tra coetanei, e anch’io, del resto, prima di lei avevo sempre avuto ragazze con due, tre anni meno di me, non di più.

Ecco allora che per questo, e per vari altri motivi, la mia (nostra) condizione di particolarità mi portava a desiderare una vita normale, una vita borghese, come si diceva negli anni settanta; e siccome tutto sommato non si tratta di un’obiettivo difficile da raggiungere, c’ero arrivato: un lavoro rispettabile, un appartamento  tricamere in una tranquilla e ricca cittadina del nordest, un bel matrimonio a suggellare il nostro amore.   Certo, magari tre gatti sono un po’ troppi per una famiglia standard, ma per il resto tutto era molto normale.

Forse troppo; e ho sempre pensato che non fosse un caso se la crisi è scoppiata proprio quando abbiamo terminato di ristrutturare l’appartamento, con quelle belle porte bianche che ora mi godo da solo.    La nostra vita si era stabilizzata nella sua noiosa perfezione.   E abbiamo compreso che non era quello che volevamo.

D’altronde, forse, è un errore cercare una vita standard se tu non sei una persona standard. Le persone standard si mettono insieme con i loro coetanei, le  hanno genitori che fanno lavori normali, frequentano gli stessi amici di quando andavano alle superiori, vivono nella città dove sono nati i loro genitori, se li vedi in coppia a passeggiare nei centri commerciali sembrano tutti eguali.   Io non sono così, lei non è così.   E allora perché cercare di vivere una vita che non è quella giusta per noi?

Non a caso, i momenti più belli e la passione più intensa della nostra storia li avevamo vissuti in una casa dove il tavolo da pranzo era una scrivania comprata all’Auchan e la libreria uno di quei scaffali di ferro che di solito si mettono in garage.

Ho sbagliato a rincorrere una vista standard, lo so, perché la responsabilità è stata anzitutto mia, ma l’unica cosa giusta da fare quando ci si rende conto di avere sbagliato è ripromettersi per il futuro di non sbagliare più.

Adesso non desidero più una vita standard. Adesso voglio semplicemente la mia vita.

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