The Postman

Oggi trattate bene il vostro postino.   E’ la giornata mondiale della Posta.

La mia prima avventura con le poste come istituzione risale al primo anno di scuola superiore, quando i miei genitori decisero che ero abbastanza maturo per provvedere da solo a pagare le tasse scolastiche.  D’altronde, ero sempre stato un bambino e poi un ragazzino serio e affidabile, e tutto sommato sono anche grato ai miei per la libertà e l’indipendenza che mi hanno sempre concesso.

Tuttavia qualche volta tutta questa libertà e indipendenza aveva risvolti negativi.

E questo fu uno dei casi.   In tasca le mie belle quindicimila lire, me ne andai all’ufficio postale della mia cittadina, e lì scoprii l’odiato bollettino postale.   Penso che il primo l’ho rifeci una decina di volte, con due passaggi inutili allo sportello, ogni volta sbagliavo qualcosa, d’altronde avevo quattordici anni, era anche comprensibile.

Ma da allora ho sempre detestato il bollettino postale e doverlo compilare quelle due volte l’anno per le tasse scolastiche (appunto) e per il bollo della mia Vespa 50.   Perciò, quando finalmente il Signore creò la domiciliazione delle bollette, per me è stata una manna dal cielo.   Ancora oggi, che faccio a botte e bevo fino, vado spesso in posta per ragioni di lavoro, a spedire raccomandate e plichi vari, ma mai e poi mai ci andrei a fare un bollettino postale.

Esiste qualcosa di più noioso che compilare un bollettino postale, ricopiando tre o quattro volte le stesse cose?

Forse sì, e si tratta di

The Postman

film, ma sarebbe più corretto dire flop, del 1997 di, con, e da Kevin Costner, ambientato in un 2013 postapocalittico dove un eroico portalettere (interpretato indovinate da chi?)  riporta la civiltà in un America in mano ai signori della  guerra.

Film visto in tutto da 274 persone, è stato premiato da ben quattro Razzie Awards come peggior film, peggiore attore protagonista (indovinate chi è?) , peggior regista ( indovinate chi è?) e persino peggiore colonna sonora.

Chissà quanti soldi avrà perso il produttore… (impersonato indovinate da chi?).

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14 pensieri su “The Postman

  1. Hai visto il film?? Ma allora gli spettatori salgono a 275 😀

    Peccato però che non ricordi nulla, vedendo il trailer rimane il dubbio se sia una cagata pazzesca o un’americanata assoluta, anzi l’americanata assoluta

  2. Beh… anch’io non amo un granché Kevin Costner, però ora mi hai incuriosito…

    (Non dimenticare che domani è la mia giornata, aspetto con ansia il post 😉 )

  3. non ho nulla contro i postini di psote italiane.

    Ma detesto i postini dei corrieri espresso della mia città (io compreo spesso libri online e me li faccio recapitare).

    Questi siccome hanno sempre fretta, non suonano alla porta.
    NO.
    Si attaccano come scimmie al campanello. Ovviamente mentre io sono sotto la doccia mentre consumo i miei 5 min. di posa della maschera nutriente per capelli.

    Il panico assoluto.

    Dio quanto li detesto.

  4. balibar ha detto:

    Mi domando se la cagata pazzesca può coincidere, almeno in questo caso, con l’americanata assoluta.

    Io l’ho visto ed è un classico western americano in rivisitazione futuristica.
    Con i suoi eroi, i suoi cattivi, la sua morale patriotica e buonista.
    K Costner è sempre lo stesso. A me a volte non dispiace, ad esempio nel film Bull Durham (vecchio giocatore di baseball); niente di speciale però, a dargli man forte c’era Susan Sarandon e Tim Robbins.

    Mi chiedo: come si fa a voler bene ai postini quando ormai recapitano solo bollette o ingiunzioni di pagamento?

  5. @ Diemme: nel mio elenco ufficiale delle Nazioni Unite domani è la giornata mondiale della salute mentale… e non ti deluderò! 😉

    @ Presidente: strana la vita; io detesto invece quei corrieri espresso che nemmeno suonano e ti lasciano direttamente l’avviso, e poi devi andare a ritirare il pacco al magazzino che tanto allora andavo direttamente in libreria (a proposito di libri on line)

    @ Balibar: complimenti, gli spettatori salgono a 276!
    Vedi, nel mio lavoro i postini spesso recapitano dei begli assegni per i miei clienti, che tutti contenti fanno a loro volta un bell’assegno a me… Ecco perchè adoro i postini… soprattutto et dona ferentes*

    *se qualcuno coglie la citazione, mi impegno per una simpatica ricompensa

  6. La traduzione è giusta, ma la frase da dove è tratta? Perché si vince solo se si dice autore, opera, e personaggio che dice la frase.

    Peccato, perché sarebbe stato un piacere premiarti…

  7. balibar ha detto:

    Una volta dissi ad una ragazza: “dai, diamo un senso buono al lavoro del postino, scriviamoci delle lettere”. Mi guardò inorridita “guarda” mi disse “al massimo qualche e-mail. Scrivere, comperare il francobollo…no, no, non fa per me”.

    Diventai molto triste ( e poco web 2.0) 😦

    Chi porta Donatella? Sei molto…epico

  8. Spiritoso…. 😉

    Chissà com’è, quando ti ho scritto una vocina mi diceva “Non prestargi il fianco, non dargli il la, non servirgliela su un piatto d’argento…”

    Già, comunque anche per ciò a cui mi riferivo sarebbe stato autogol…

    Scherzi a parte, bell’argomento, e non solo perché la legge Basaglia, encomiabile nello spirito, ma nei fatti non attuata in tutti gli aspetti previsti, ha creato problemi non indifferenti alle famiglie, ma perché oggi c’è un nuovo disagio mentale, indotto da una società non a misura d’uomo (oltre che dall’uso di droghe e succedanei).

    (e per quanto riguarda il post in oggetto, i due telespettatori che si sono autodenunciati facevano parte dei 274, non barare!!! 😉 )

  9. @ Balibar: e poi dicono che le ragazze sono più romantiche, bah…

    @ Diemme: so bene a cosa ti riferivi, perché ho buona memoria, ma era una giornata solo nazionale (qui mondiali o niente) e poi magari la mia opinione in materia sarebbe stata antipatica a tanti… meglio fare i matti 🙂

    Matti, famiglie, legge Basaglia, difficile trattare questo argomento in un commento, ma cmq è l’ennesimo esempio del fatto che ci sono due o tre Italie diverse, e che in certi posti le leggi vengono applicate e in altri no.
    Fermo restando che dalle mie parti, dove i centri di igiene mentale territoriali sono partiti già negli anni settanta, la gente sugli autobus (dove incontri spesso qualche persona un po’ particolare) si lamentava comunque …

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