Perché ci andate?

bender pimp

Perché tanti uomini vanno con le prostitute?

Perché questa domanda?  Ma perché oggi è la giornata internazionale senza prostituzione.

La prostituzione è un fenomeno complesso, e difficilmente riducibile ad unità.   Ci sono le squillo di lusso (pochine) e le schiave del racket ai lati delle strade (moltissime), e poi c’è quel fenomeno tristissimo del turismo sessuale, cui aveva accennato Giraffa nel suo blog molto più serio di questo, e che spesso (troppo spesso) scade nell’ignominia  della prostituzione minorile.

Dietro tutti questi fenomeni c’è però un fattore comune, un fil rouge, la scelta del cliente, la stragrande maggioranza uomo, anche nel caso della prostituzione maschile.

Quello che vorrei veramente capire è la motivazione di chi va con le prostitute.  Potrei capire se si trattasse di persone in una situazione sentimentale disperata, di un disabile, o magari persino nel caso di chi ha dei gusti particolari, pur legittimi, ma inusuali e quindi cerca questo nella prostituta.

Solo che, da quello che risulta dalle statistiche, non è così.  Molto spesso si tratta di uomini fidanzati, sposati o diversamente impegnati, che fermano la loro macchina ai lati della strada per far salire una prostituta con cui fare del normale, banalissimo, sesso in automobile.    Ma perché?    A dirla tutta, se quello che si cerca è un orgasmo a basso costo, tanto vale provvedere da soli, che bisogno c’è di arrivare all’umiliazione di dover pagare qualcuno per fare del sesso?

Dal mio punto di vista pagare per avere del sesso lo trovo davvero umiliante.   Offensivo per sé stessi prima che per gli altri, se proprio dovessi scegliere quasi quasi preferirei essere pagato per fare del sesso che pagare per farlo io.   A patto, naturalmente, che possa esercitare in uno locale simile a quei locali giapponesi di cui avevo già parlato cinque mesi, i Butler’s Bar, locali dove ragazzi occidentali molto carini fanno le coccole (in realtà il sesso non è contemplato) a ragazze giapponesi in cerca di tenerezza, con la variante bizzarra che la clientela è composta quasi esclusivamente da ragazze che svolgono lo stesso lavoro per una clientela maschile nei ben più diffusi Maid Café, che sono la versione per uomini di questo strambo genere di locali.

Essendoci una clientela (suppongo) composta solo da ragazze giapponesi giovani e carine, direi che con un buon stipendio ci potrei anche stare, va.

Tornando al discorso iniziale, e scusandomi per la digressione scherzosa, mi rimane però il dubbio iniziale, e vorrei tanto che qualcuno rispondesse alla mia domanda, solo che lo vorrei non da parte di chi la pensa come me, ma da chi invece con le prostitute ci andrebbe o ci è andato, e mi spiegasse il perché.

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29 thoughts on “Perché ci andate?

  1. E’ una domanda che spesso mi pongo anch’io… L’unica risposta che mi do è che (per quelli che hanno già una ragazza/moglie) è che la compagna sia talmente scarsa sul fattore sesso da spingerli a cercare soddisfazione altrove. Oppure che per certi abbia il fascino del proibito/trasgressivo…

    A me sinceramente di andare con una che va con centinaia di altri uomini fa senso… al punto che preferirei arrangiarmi da solo 🙂

  2. Tempo fa scrissi questo articolo, http://donnaemadre.wordpress.com/2008/07/26/le-prostitute/ , che però parla più del fenomeno di per sé che degli “utilizzatori finali”; sul perché gli uomini vanno con le prostitute c’è comunque una vasta letteratura, anche se io ancora non riesco a capacitarmi di nessun motivo.

    Rispondo a Giulio: anche a me fa un senso incredibile pensare di accostarmi a una persona che ha avuto centinaia (migliaia!) di partner sessuali, o che va con chi li ha avuti ma non credo, per rispondere alla tua affermazione, che il problema sia che la miglie è una schiappa.

    Pare che la molla sia una voglia di dominare, di poter chiedere senza dare (“parcella” a parte), spesso semplicemente di rispondere a uno stimolo fisiologico senza sforzo (nella mentalità occidentale, che tutto si risolva coi soldi è un pensiero purtroppo diffuso).

    Ho letto tutto, tutto, tutto su quello che mi è capitato sotto mano, parlo di articoli di giornale, sugli uomini che vanno con prostitute, ho sentito testimonianze delle stesse prostitute, persino di alcuni uomini che mi hanno confidato che ci andrebbero o ci vanno o ci sono andati, ma continuo a non capire.

    Uno mi ha detto di averlo fatto una sola volta, per far dispetto alla moglie, e di averne scelto una giovanissima perché meno “sporca”.

    Uno mi ha detto di esserci andato durante il servizio militare perché spinto dai compagni (andarono in quattro con la stessa, uno deitro l’altro): non gli andava, non gli piacque, ma si sentì costretto dal branco.

    Uno era un signorotto d’altri tempi, vissuto all’epoca delle case chiuse, che ebbe una “seduta” come regalo dal padre per il suo diciottesimo compleanno.

    Un mio amico, regolarmente sposato e che dice di non usufruire assolutamente del servizio, è tuttavia totalmente favorevole, perché ritiene che sia un modo per rispondere a uno stimolo fisico in maniera del tutto indolore, senza ingannare nessuno, e senza la fatica di corteggiare, telefonare, inviare fiori (che argomentazione, blah! ).

    Di uno, peraltro un gran bel ragazzo, mi dissero che aveva problemi ad approcciarsi alle donne, e risolveva in quel modo.

    Quello che io dico sempre è che vorrei essere uomo per una settimana, un mese, per capire cosa passa per la testa agli uomini, ma poi mi rendo conto che non servirebbe a molto perché, grazie al cielo, mica sono tutti così!

  3. Una risposta da donna, ossia da spettatrice di un fenomeno troppo diffuso perché, probabilmente, possa rispondere ad una sola motivazione.
    Non c’è dubbio che nel nostro paese l’educazione sessuale sia stata, per secoli, repressiva, che la pratica sessuale sia stata vista e presentata come sporca, sempre peccaminosa, che l’errata interpretazione dei principi religiosi abbia portato a considerare le effusioni tra coniugi più come dovere che come piacere (“Non lo fo’ per piacer mio ma per dare figli a Dio”).
    Forse per questo motivo molti uomini sono stati indotti a ridurre il sesso a semplice bisogno primario, da consumare preferibilmente al di fuori del talamo coniugale, lasciando alle proprie compagne il ruolo di angelo del focolare, che “tanto gentile e tanto onesta pare”.
    Ma i tempi sono mutati. Allora perché rimane questo strano retaggio?
    Probabilmente alcuni non scelgono l’altra metà della mela, s’incamminano nella vita a due con persone che rispondono solo ad una parte dei loro bisogni/aspettative/desideri (detto così suona male, ma probabilmente la realtà è questa), per cui riservano alla convivenza solo alcuni aspetti dell’essere uomo e donna uniti in una sola carne, votati alla condivisione piena di ogni progetto, di ogni idea, di ogni piacere.
    Un altro motivo a favore di questa “pratica” potrebbe essere l’idea che il pagamento riesca ad affrancare dal tradimento: pago, consumo, non mi coinvolgo emotivamente perciò non tradisco il patto.
    Questa potrebbe essere la risposta alla considerazione che gli attuali costumi sociali permetterebbero scambi con persone disposte a fornire, in maniera assolutamente free, le stesse performance. Ma in questo caso sarebbe necessario un inimo d’impegno, di ricerca, una sia pur minima assunzione di responsabilità, che certi uomini, come avviene per tante altre cose ;-), non sono disposti ad assumersi.
    Tralascio le considerazioni umane (in questo fenomeno è evidente la bassa considerazione della persona umana) e igieniche (non a caso la maggiore diffusione dell’AIDS avviene oggi proprio attraverso rapporti eterosessuali) e mi fermo qui, sperando di non essere presa per bacchettona se, al pensiero, sono stata presa da un certo senso di nausea.

  4. Vivo in un territorio dove c’è una fortissima prostituzione, che ultimamente dalla strada si è spostata negli appartamenti.
    E lì è più difficile monitorare il fenomeno, dato che troppo spesso i proprietari di queste case si fanno i soldi neri affittando a prezzi esorbitanti.
    Secondo me c’è chi ci va per curiosità, chi invece per avere prestazioni particolari che la moglie/compagna rifiuta, c’è chi è single e chi prova piacere solo nella trasgressione. La cosa inquietante è che spesso i clienti sono disposti a pagare di più per rapporti non protetti, confidando nella propria invincibilità. E poi questi idioti riportano a casa tutta una serie di malattie (AIDS in primis, ma anche le più “banali” MST – malattie sessualmente trasmissibili), ed il più delle volte a pagarne le conseguenze sono sempre e solo le loro donne.

  5. Cara Livy, i rapporti non protetti sono uno degli aspetti più agghiaccianti non solo della promiscuità sessuale, ma anche della semplice “libertà”, e tutto questo a prescindere dal fenomeno della prostituzione.

    Comunque, sai che andare sul marciapiede senza profilattici è una delle punizioni degli sfruttatori nei confronti delle prostitute che non guadagnano abbastanza? Oltre alle botte, s’intende.

    Molte ragazze, costrette dalla violenza e dal ricatto a prostituirsi, sono terrorizzate (giustamente) da questo tipo di ritorsione.

    Scrivo queste righe e piango, pensando alle ragazze che assistevo, a quando mi descrivevano la loro paura, e mi ricordo quando a una che mi parlava del suo dolore risposi “ti capisco”, mi urlò: “No, tu non capisci, nessuno che non ci sia stato dentro può capire, solo tra di noi possiamo capirci!”.

    Maledetto chi abusa di queste donne!

  6. A me piacciono i blog eterogenei: il mondo è bello perché è vario, e poi, se si festeggiano le giornate internazionali, è chiaro che va a finire che c’entra di tutto, di più….

    @Godot, vengo a trovarti…

  7. balibar ha detto:

    Commento abbastanza inutile, il mio, perché non farò ipotesi sui perché gli uomini vanno con le prostitute.

    Vorrei solo far presente che l’affair è abbastanza complicato e non esiste, naturalmente secondo me, una ragione unica o una prevalente.

    Ci sono tante tipologie di uomini che frequentano queste “signorine”, così come esistono varie tipologie di donne che si prestano a questo mestiere.

    Esistono anche più modi di prostituirsi (escort, di lusso, di strada, ecc.)

    Non ultimo la prostituzione che veniva esercitata 30-40 anni fa, non è la stessa di oggi e diversi sono gli attori (nazionali, esteri, ecc.)

    Certo che sarebbe interessante sentire testimonianze.
    Io ne ho solo di “quasi” indirette.

    E’ comunque, sempre più mercato.

  8. vi leggo, e non aggiungo altro perchè soltanzialmente concordo con Balibar quando dice

    “Ci sono tante tipologie di uomini che frequentano queste “signorine”, così come esistono varie tipologie di donne che si prestano a questo mestiere.”

    Io giusto con un tizio mi è capitato molto tempo fa di parlare:
    era molto giovane (sui 23 anni), bruttino e andava con le prostitute perchè era uno sfigato che non rimediava altro.

  9. @Mrs. President: sì, certo, varie sono le tipologie di prostitute, varie sono le tipologie di clienti.

    Capisco lo sfigato (anche se molte donne sfigate si limitano a stare sole e pace), ma io la sera, quando passo in automobile, vedo certi lussuosi macchinoni con dentro eleganti belloni di 40/50 anni, e ragazzi tutt’altro che bruttini che fanno la fila.

    Ci sono uomini con la moglie a casa che magari non toccano da una vita, e che li desiderebbe. O, peggio: ne ho conosciuto uno, con una moglie giovane e carina, che tornava a casa dopo essere stato con qualcuna di strada, e obbligava la moglie ad avere rapporti con lui senza neanche che degnarsi di passare prima sotto la doccia, e a lei faceva ribrezzo, si rifiutava, piangeva, e lui la massacrava di botte….

    Quali che siano le motivazioni, io credo ci sia sempre patologia e degrado nel rapporto mercenario, da una parte e dall’altra.

  10. balibar ha detto:

    @Diemme è chiaro che ci possano essere anche delle situazioni patologiche. Ad esempio, nel caso da te riportato, oltre l’inqualificabile comportamento del soggetto maschile, mi domando cosa faccia sopportare tutto questo (botte comprese, e qui inorridisco) ad una moglie (giovane e carina è un surplus).
    Quindi, se vuoi, i problemi ruotano su tre perni.

    Io aggiungo una mia considerazione.
    Qualsiasi sia la spinta che porta l’uomo a questo tipo di rapporti, essi, proprio perché mercenari, non avanzano richieste, non chiedono coinvolgimento, lasciano il cliente esperire le proprie fantasie, non lasciano strascichi.

    Possono essere la risposta sbagliata ad altri tipi di problemi, ma non me la sento di considerarli, tout court, patologici.

  11. balibar ha detto:

    Vabbè, tanto per non rimanere solo sull’astratto.

    Ho un collega di circa 35 anni, bassino ma non proprio brutto. Vive ancora in famiglia e non mostra segni di volersene andare a stare per conto proprio.
    E’ un gran frequentatore di night club (prostitute non di strada, quindi. Esiste un qualche rapporto che poi induce il cliente a tornare).

    Lì gli hanno detto che è piuttosto dotato, che non è come gli altri che finiscono subito, che insomma, passare un’oretta con lui è piacevole.
    Vero? Falso? Marketing?
    Il mio collega è contento, ne guadagna in autostima, si sente come gli altri, non deve nessuna attenzione che sente dovrebbe ad una morosa.
    Rimane con mammà e va a p***….**** 😀

  12. @Bali: la signora in questione ha ottenuto l’annullamento e da anni ormai si è rifatta una famiglia con una persona degna. Il fatto è che a volte, quando hai un’educazione all’antica e nessuna esperienza, ti tieni il marito che hai fino alla disperazione, piangi in silenzio, ti ribelli come puoi ma è duro superare i blocchi educazionali.

    Per quanto riguarda invece il tuo collega, anche lì ci vedo del patologico: non deve nessuna attenzione? Ma riempire d’attenzioni la “nostra” persona è un piacere che dovrebbe venire spontaneo, non una cambiale!

  13. balibar ha detto:

    @Diemme era per fare una distinzione fra problematiche psicologiche e vere e proprie patologie.

    Sai meglio di me che il “dovrebbe venire spontaneo” non è spesso rispettato, o semplicemente sentito, sia da maschietti che da femminucce.
    Ad ognuno la sua quota di responsabilità.
    C’è chi preferisce non averne e adotta stili di vita che gli diano comunque soddisfazione.
    Per il resto mi fermo alla considerazione che facevo nel commento precedente.

    Ma non volgio andare off topic. Varie ed eventuali, sulle tue pagine (ma non prometto, non subito almeno)

  14. Tutti questi bei commenti, come fare a rispondervi come si deve?

    Anche perché nel frattempo una notizia di oggi mi ha posto di fronte ad un’altro perché, per un comportamento ancora più incomprensibile.
    Perché posso anche capire chi paga 50, 100, 200 o mille euro per fare del sesso, sebbene con una prostituta, ma leggere che alcuni imprenditori hanno pagato da 10 a 20 mila euro (!!) per andare a cena con Silvio Berlusconi, sorbendosi persino il dopocena con lui che cantava vecchie canzoni francesi al pianoforte, supera davvero i limiti umani (e anche quelli inumani) della comprensione =:O

  15. Dai, mi sforzo di fare un relazione di sintesi dei vostri interventi sul tema prostituzione, che ho molto apprezzato.

    @ Giulio: aggiungi alle mie perplessità questo ulteriore elemento che potremmo definire “igienico”; anche a me andare con una donna che quella sera è stata con tanti altri uomini (e che uomini, considerando il genere d’uomo in questione) farebbe una certa impressione

    @ Diemme: gli esempi che fai sono interessanti, ma solo uno è il tipo di soggetto che mi incuriosisce: quello che va con le prostitute perché è più semplice, meno impegnativo, del genere lavoro-guadagno-pago-pretendo (da dire con accento milanese)…
    ma non sarebbe, come suggerisce bene Giulio, fare da sé che è anche più facile e meno costoso?

    @ Roma: il tuo suggerimento è interessante: l’uomo che sposa una donna che non ama per convenienza, accontentandosi, per abitudine, e chi più ne ha più ne metta, e poi cerca altrove le soddisfazioni che non trova o non gli interessa trovare a casa… Demoralizzante, ma chi sa se lo stesso accade alle donne che sposano vecchi bacucchi solo per interessi economici (?)

    @ Liviana: tutti i tuoi esempi potrebbero essere, al limite, comprensibili, ma spesso il cliente tipo non è single e non cerca prestazioni particolari… Ecco perchè è davvero incomprensibile

  16. @ Presidente: il tuo esempio non conta 😛 perché non rientra secondo me nella tipologia classica del cliente delle prostitute, fermo restando che magari accontentandosi qualcuna non a pagamento la trovava anche lui, no?

    @ Balibar: grazie per il contributo alla discussione, e sono contento che con il 2ndo commento hai detto la tua, e mi par di capire che anche tu propendi per l’idea che dietro ci sia il ragionamento semplicistico pago-pretendo.
    Certo che il bamboccione che sta nella cameretta e poi va con le prostitute è veramente triste, e a quello che gli dicono ci crede pure??? Risate crasse (o se preferite lagrime amare)

  17. Fra’, il rapporto uomo-donna è una cosa così complessa che, proprio per questo, risulta difficile e affascinante al tempo stesso.
    Io dico sempre che il compagno ideale non è quello perfetto (che non può esistere, in realtà), ma quello che riesce ad incastrarsi con l’altro in un perfetto meccanismo “chiave-serratura”.
    A volte la pigrizia spinge ad accontentarsi di un passe-partout, che assicura una vita tranquilla ma priva di slanci, altre volte ci lasciamo attrarre da qualche chiave inadatta, con la presunzione che riusciremo a sistemare il tutto con una buona oliatura, altre ancora, pur partendo sotto ogni buon auspicio, non si provvede, nel tempo, alla necessaria manutenzione e il meccanismo s’arrugginisce. In tutto questo non c’è dubbio che l’insoddisfazione sia reciproca e, per le donne, non solo perché si è sposato un vecchio bacucco; dove li metti i bamboccioni, educati a prendere ma assolutamente incapaci di dare, gli uomini in carriera, per cui esiste solo il lavoro, quelli che pensano che basti portare a casa più denaro possibile per collaborare al menage familiare e tutte le altre categorie di “maschi” in qualche maniera inadempienti? E non v’è dubbio che anche molte donne lo siano dal canto loro.
    Del resto, la crescente percentuale di convivenze sembra proprio voler dire che non ci si riconosce appieno nell’altro, ma che, nell’attesa della situazione ideale, ci si accontenta di ciò che offre il mercato (altra brutta parola).
    Per rispondere più precisamente alla tua domanda, dico che anche le donne tradiscono ma, più capaci di assumersene la responsabilità, continuano incessantemente a cercare, e pretendere, l’amore; per questo motivo sono, in genere, meno propense al sesso mercenario. Ciò non toglie che quelle più abbienti si permettano, a volte, qualche distrazione con gigolo prestanti, preparati, professionali, che offrono un servizio costoso, ma molto curato.
    Ed é anche questo un fenomeno squallido, ipocrita, penoso, nonostante l’aura di raffinatezza di cui lo si vuole ammantare. 😦

  18. Fra Puccino, credo che difficilmente qualcuno ammetterà di andare o essere andato con delle prostitute, e noi possiamo solo immaginare o fare riferimento a racconti e letture di seconda o terza mano..credo che ogni caso sia diverso dagli altri, ognuno avrà le sue ragioni però, credo anche che Romaguido abbia toccato un aspetto molto impoertante, che riguarda i rapporti tra uomo e donna e le convenzioni sociali, le tradizioni che si tramandano e dalle quali è difficile liberarsi nè, d’altra parte, lo si vuole, mi pare…

  19. Aggiungo pure una considerazione: capisco le ragazze che vengono sfruttate, costrette, schiavizzate… Ma quante sono quelle che invece fanno la puttana volontariamente? Dalle statistiche che ho letto tempo fa sono tantissime. Certo, non battono in strada, si fanno pagare bene… Ma vanno sempre con uomini di tutti i tipi, senza un sentimento, solo per poi girare con abiti, auto e gioielli extralusso… Devo dire che mi fanno altrettanto schifo degli uomini che sono loro clienti.

  20. @ Romaguido: concetti ne hai espressi molti, ma uno lo apprezzo più degli altri: il riconoscimento (e smettiamola con le ipocrisie!) che la convivenza è spesso anche una scelta dettata dal non essere del tutto convinti di un rapporto di coppia

    @ Giraffa: ma io, visto anche il successo di questo post, continuo a sperare in un outing, magari di qualcuno che ci dice “io ho un amico che…”

    @ Giulio: direi che hanno quello che si meritano, ma siamo mille volte meglio di quelle poverette costrette a prostituirsi per strada…

  21. E’ effettivamente una questione complessa, antica quanto antico e’ l’ uomo…e questo gia’ dice molto.
    Trasgressione, voglia di tenerezza, devianza, solitudine…i motivi sono molteplici…e credo che la cosa migliore sia affrontare il problema col tatto che tu hai dimostrato in qesto post.

  22. Voglia di tenerezza, solitudine, anche trasgressione, sarebbero tutti motivi comprensibili…
    Il mio quesito riguarda chi va con le prostitute senza avere nessuna di queste esigenze, a meno di non identificare la trasgressione con il fatto in sé di andare con una prostituta…

    Cmq, grazie del complimento 😉

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