Non ci credo

maneki neko

Non fate gli scongiuri, niente scaramanzie.  Oggi è la  giornata internazionale contro la superstizione. Per cui, come antidoto anti-sfiga, ho messo la foto di un Maneki-Neko, il gatto giapponese portafortuna, qui in versione gonfiabile.

Eh sì, la superstizione è un problema che abbiamo (quasi) tutti.  Ho conosciuto molte persone, nella mia vita, e quasi nessuno del tutto immune dal virus di superstizione o scaramanzia.

A parte rarissimi casi di integralisti del razionalismo (ma praticamente mi viene in mente solo la mia ex), praticamente tutti coloro che ho conosciuto avevano qualche forma di superstizione o scaramanzia, al limite all’insegna del “non ci credo, ma non si sa mai”. Ho visto anche atei dichiarati evitare accuratamente di passare sotto le ali di un aereo o pronunciare il nome di determinate persone, quando la loro non fede dovrebbe per logica portarli a non credere a nulla di soprannaturale.

Di superstizioni ce ne sono davvero tante, e provo a elencare le più comuni e le più assurde:

evitare il 17 se siete in Italia, il 13 se siete nei paesi anglosassoni, il 4 e il 9 se siete in Giappone;

non appoggiare il pane capovolto, sennò chi l’ha cucinato soffrirà di mal di pancia (mi raccomando, non fatelo, pensate a tutte le amiche blogger che si dilettano di cucina e ricette);

regalare i soldi che trovate per caso sul marciapiede o in altra circostanza simile (una volta ho trovato 20 euro ancor intatti in fondo al mare, dovevo regalare anche quelli?);

non fare visita a sposi o neonati il martedì e il venerdì (ecco una buona scusa per saltare l’incombenza);

festeggiare il compleanno in anticipo (superstizione della mia famiglia, non so se sia universale);

appendere un calendario in anticipo (superstizione americana);

vestirsi di viola a teatro (memorabile la prima teatrale cui partecipò la squadra della Fiorentina);

non tagliarsi le unghie dei piedi di notte (superstizione giapponese);

uccidere una coccinella (superstizione americana);

rompere uno specchio (questa è vecchia come il cucco);

versare il sale o l’olio (del povero zucchero non frega niente a nessuno);

tenere le carte da gioco con la mano sinistra (e se uno gioca al poker on line?);

perdere un guanto (per fortuna non c’è “perdere un ombrello”);

mettere un cappello sul letto o sul tavolo (appendeteli, insomma, costa tanto?);

aprire un ombrello in casa (questa è un mio must);

vestire di nero a un matrimonio (che comunque è scortesia, ma oramai lo fanno tanti);

portare i baffi (superstizione cinese);

non passare sotto una scala (soprattutto se è una scala mobile);

infilare le bacchette nel riso (superstizione giapponese);

coricarsi subito dopo mangiato (altra superstizione giapponese, la conseguenza è che diventerai una mucca);

traslocare in un giorno di pioggia (e se uno ha prenotato la gru?);

non sposarsi con persone che hanno una differenza di età di 3 o 6 anni (superstizione cinese);

comprare un’automobile di color verde (superstizione americana, ecco perché non se ne vedono in giro);

non accendere una sigaretta con una candela, muore un marinaio (superstizione triestina).

Queste sono le superstizioni che sono venute in mente a me, ma sono certo che i miei cari amici di blog mi daranno una mano per suggerirne altre.  Però avverto, niente cose con animali e soprattutto con i miei amati gatti; se ci provate, vi banno il commento.

Annunci

40 pensieri su “Non ci credo

  1. Non lasciare il letto in bianco (ci dorme il morto)

    Non incrociare le posate (non so bene da dove derivi, ma per qualche attinenza con la croce credo che sia una specie di profanazione di Dio e quindi invocazione del male).

    Chiedere scusa (al pane?) quando si butta del pane nella spazzatura.

    Porta male se qualcuno accarezza i bambini sulla testa.

    E a proposito di bambini, porta male far loro i complimenti (perché attira l’invidia?), e quindi se qualcuno vede un bimbo sul passeggino ed escama “Che bel bambino!” bisogna correre a fare gli scongiuri e altri riti.

    Se me ne vengono in mente altri torno a razzo.

  2. Ah, dimenticavo: quella sul compleanno che non va festeggiato in anticipo, o io e te facciamo parte della stessa famiglia, oppure è più diffusa. Pare che se si festeggia in anticipo non si arrivi vivi alla data vera.

    Pregare è una soluzione portata avanti da una certa corrente di pensiero, un’altra invece si affida ad amuleti e affini, che sarannopure inefficaci ma decisamente folkloristici.

  3. Diemme, complimenti per la rapidità e per il tuo contributo alla mia ricerca.
    Vedo con piacere che la storia del compleanno non è una fissazione nostra, ma ti assicuro che ho conosciuto persone sopravvissute al festeggiamento in anticipo…

    Ti do 100 punti per il chiedere scusa al pane… ahahahahaha

  4. Il gatto nero che ti attraversa la strada (meglio un gatto nero che una mucca bianca, soprattutto se sei veloce e l’animale è dietro una curva)

    P.S.: comunque non bisogna esser superstiziosi… porta sfiga! 🙂

  5. @ Balibar: non ci credo! 😀 E cosa succede se ruoti la bottiglia nel senso sbagliato?

    @ Aquilotta71: mai fatto, cmq forse è una superstizione veneta, boh

    @ Giulio: ma avevo chiaramente detto: NO superstizioni con gli animali, sgrunt! 😦
    Sennò mi ci metto anch’io: porta male far uscire di casa una cimice verde in inverno, porta male mettere la museruola a un cane dal 15 gennaio al 31 dicembre
    ma, soprattutto, porta male andare a caccia di animali con 4 zampe o con le ali, porta mooooolto male

  6. balibar ha detto:

    L’ho visto fare, versare il vino in quel modo, da tante parti, ma a Bologna mai.
    Perché la sfiga colpisce, pesantemente, non solo chi esegue il gesto, ma il locale tutto, oste compreso.
    Tu capisci che è peggio dell’atomica. 🙂

  7. Quella del pane che ha raccontato Diemme la conosco anch’io! Però, la variante della mia zona prevede anche il segno della croce, insomma buttare il pane è un peccato e, tutto sommato, tra le varie superstizioni mi sembra la più saggia, perchè potrebbe limitare lo spreco del cibo..

  8. balibar ha detto:

    Trovato: sembra si chiami “alla traditora” perché in questo modo si può versare, insieme al liquido, del veleno contenuto in un anello. 😯

  9. Io non ci credo, rifiuto anche di leggere l’oroscopo e cose simili… ma devo dire che ultimamente il portafortuna che mi ha portato la mia amica rientrando dal brasile mi ha fatto piacere. Non si sa mai che funzioni! ;D

  10. Proprio ieri mi è stato detto che porta male se 2 spose si “incrociano” il giorno del matrimonio… perchè l’esito sarebbe… sarebbe… l’instantanea vedovanza da parte della più giovane 😯 La mia risposta?! “Eh ma che jella!!!” :mrgreen:

  11. kalojannis ha detto:

    Tendenzialmente non sono superstizioso anche se, come dicevano i latini, “grattatio pallorum omnia mala fugat” 😀
    Io qualche tempo fa lo facevo apposta e sfidavo la superstizione: non si attraversa la piazza di fronte al rettorato sennò non ci si laurea? (ovvero non si sale sulla torre degli asinelli, identica pena?)… ecco, io ci passo apposta e vediamo… (sulla torre non ci sono salito).
    Il 17? Il venerdi?? Beh, io ho fatto l’esame di maturità di venerdi 17, ed è andata piuttosto bene…
    E’ anche vero che diverse vite fa, una ragazza mi costrinse a farmi una scarpinata fino al fiume più vicino per gettare uno specchio colpevole di essersi rotto (sette anni di disgrazie, annullabili con il lancio in un fiume… e fortuna volle che fossi a Bologna e non nel Sahara, sennò sai che casino…) 😀

  12. No Blogger ha detto:

    ..porta male essere superstiziosi, porta una sfiga della miseria..e chi non ci crede, pèste lo còlga, come diceva un mio grandissimo conterraneo 😀

  13. @ Giraffa: da chiedere scusa al segno della croce, questo pane si dà troppe arie!

    @ Balibar: infidi bolognesi… ha ragione Silvio a non fidarsi più di Gianfry

    @ Kokeicha: anch’io non leggo mai l’oroscopo, siamo in 2 😀 E mi piace il tuo esempio di scaramanzia macabra, sono quelli che preferisco perché sono trash puro

    @ Kalojannis: ebbravo che ci ricordi le tante superstizioni universitarie, io confesso di aver collezionato tantissime quelle foglie di alloro delle ghirlande dei neolaureati, che dalle mie parti voleva dire che ti laureavi entro l’anno (o qualcosa del genere)

    @ Diemme & No Blogger: sicuramente porta male scherzare sulle cose che portano male… oddìo, non è che questo commento porti male?

  14. kalojannis ha detto:

    A dire il vero penso che ogni Università abbia la sua superstizione… sarebbe interessante raccoglierle tutte.
    Mi dicono che a Roma non si dovesse guardare negli occhi la statua della Minerva, mentre a Bologna è data per universale la salita sulla torre degli asinelli (la piazza di fronte al rettorato sembra impedire la laurea solo agli studenti di economia… che affaccia su tale piazza).
    Sarebbe interessante raccogliere le più assurde…

    @Diemme: sono geometra e i miei studi di latino si limitano al suddetto brocardo nonché all’altro ben noto “si vis vivere contentum, noli mingere contraventum”… ma ciononostante penso di aver compreso il significato del tuo commento.

  15. Fede ha detto:

    Diciamo che ritengo accettabili quel grado di superstizione e scongiuri che non ti condizionano la vita… Nel senso, siccome non mi costa nulla girare intorno alla scala piuttosto che passarci sotto lo faccio, chi se ne fraga… Di sicuro non posso evitare tutto, altrimenti alla fine non si vive più…
    …Però se dovessi sposarmi non sceglierei nè il martedì nè il venerdì nè di farmi vedere dal futuro sposo in abito da sposa prima del matrimonio…E penso che indosserei qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, qualcosa di usato, qualcosa di prestato e qualcosa di blu… Perchè a volte è bello rispettare le tradizioni!

    Comunque, proprio perchè non ci credevo, a Roma alla Sapienza ho guardato negli occhi la Minerva e non mi sono laureata lì! Quando mi sono trasferita all’Università di Milano, dopo essermi presa qualche anno di pausa di riflessione, ho pensato a studiare e non a scoprire quale fosse il gesto scaramantico di quell’Ateneo, e … mi sono laureata!!!

  16. 😀 per fortuna molte sono rimaste ferme nel tempo
    noi italiano forse siamo i peggiori
    corni e cornetti se ne vedono ovunque
    a parte il solito gatto nero, che a me del male non ha mai fatto
    o lo specchio con i suoi 7 dico ben 7 anni di disgrazie…
    leggendo tutte queste mi vien da dire
    😀 va che siam messi bene….

  17. Premetto che io, pur provenendo da una famiglia iper-superstiziosa, non lo sono affatto: cammino sotto le scale, attraverso dopo i gatti neri, apro ombrelli in casa e sul letto poggio di tutto (dalle mie parti porta male posare sul letto anche occhiali e forbici), ho fatto il compromesso per la mia nuova casa di martedì, ho comprato la macchina di venerdì, etc etc.
    Dicevo, i miei invece ci tengono assai. Quando hanno saputo che ormai ci si sposa anche di venerdì stavano per sentirsi male! 🙂
    Comunque no, non ci credo, no e poi no!! Penso che ognuno di noi sia “faber suae quisquae fortunae”, quindi è troppo semplice attribuire alla “sfiga” le situazioni che ci fanno stare male o ci deludono….
    Fantastica la novella di Pirandello, diventata un film con Totò, sullo iettatore che vuole riconosciuta ufficialmente la sua “professione”.
    E fantastica anche quella della mucca in cui ormai dovrei essermi trasformata da secoli, dato che spesso e volentieri mi stendo sul letto dopo aver mangiato 😉

  18. @ Kalojannis: la mia sarà un’università troppo piccina, ma a parte le foglie di alloro, non ricordo siffatte superstizioni… In compenso quando ho passato lo scritto dell’esame di stato non ho nemmeno fatto un brindisi per scaramanzia in attesa dell’orale, e non vi racconto cosa ho fatto la sera prima dell’orale

    @ Fede n. 1: al mio matrimonio S. non ha fatto niente di tutto ciò, e infatti ci siamo separati…
    però, controprova, la mia ex n. 1 ha toccato il seno della statua di Giulietta a Verona e ci siamo mollati lo stesso 😦
    Insomma, comunque vada, io resto fregato 😮

    @ Fede n.1: l’Italia divisa dalle borse ,ma unita dalle superstizioni

    @ Irish Coffee: i corni e i cornetti, quando detesto tutta quell’oggettistica
    😮

    @ Liviana: apri gli ombrelli in casa! Wow, sei davvero una razionalista ma… e qui ti metto alla prova, avresti anche coraggio di passare sotto l’ala di un aereo (mai fatto, e viaggio tanto)?

  19. Eppure il gatto nero che mi attraversa la strada mi dà una certa inquietudine (non ci credo, però… 😉 ).

    Invece gli ombrelli in casa li apro regolarmente (non chiedetevi perché, è solo per verificare se funzionano, prima di trovarsi sotto l’acqua con un ombrello rotto!).

    Però, ripensandoci, come dice Livy… questo potrebbe spiegare tante cose!

  20. @ Liviana: ma se l’aereo su cui viaggiavi è arrivato a destinazione (motivo irrazionale) e non ti è caduto niente in testa (motivo razionale), essere passata sotto l’ala non ha avuto consequenze 🙂

    @ Diemme: apri gli ombrelli dentro casa?? Noncipossocredere!! Da domani, se vuoi provarli (malfidente…) vai in terrazzo o, se non hai il terrazzo, in pianerottolo…

    @ Giulio: miaoooooo

  21. :mrgreen: Prego… figurati… vorrei interromperla anch’io… ma non ci riesco!!! 😯 e non perchè porti male… perchè in realtà non porta niente… ma perchèèèèèè non ho altro da scrivereeeee!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...