Be Late for Something

white rabbit

Guarda le coincidenze.  Oggi vado alla festa di compleanno di una nota ritardataria, e proprio oggi si festeggia il Be Late for Someting Day, la giornata internazionale dell’Essere in Ritardo.

Non è la mia giornata, perché di solito sono una persona puntuale, anche se qualche volta sono stato accusato del contrario, del tutto ingiustamente.

Lo dichiaro qui pubblicamente: se qualche volta sono in ritardo non è colpa mia, è colpa della persona con cui devo venire, è colpa di chi mi telefona un minuto prima di uscire, è colpa del fatto che non mi ricordo se ho chiuso il gas e devo andare a controllare.  In ogni caso, comunque, se faccio tardi faccio tardi di 5, 15 minuti, non sono quei ritardatari da mezzora, come si conviene ai veri e autentici professionisti del ritardo.

Ne conosco tanti, e ho notato che, come la mia amica che festeggia il compleanno, spesso sono circondati da nugoli di amici.

Mi chiedo di questa combinazione ricorrente, ma una possibile spiegazione è che a volte il ritardatario cronico è la classica persona-che-non-sa-dire-no, e quindi è in ritardo perché ha preso troppi appuntamenti per il tempo a disposizione.

Oppure che i ritardatari sono persone che vivono la vita all’insegna del take it easy, e allora ti arrivano in ritardo all’appuntamento, ma poi ti fanno godere la serata.

Ma l’essere puntuali o il fare sempre tardi (perchè i veri ritardatari fanno sempre tardi) è anche una questione culturale. Nelle culture nordeuropee la puntualità è sacra, in quelle mediterranee molto meno.  E’ per questo che, in contesti internazionali come le vacanze studio, è quasi impossibile riuscire ad uscire contemporaneamente con un spagnoli e tedeschi.  Se l’appuntamento è alle 10,00, i tedeschi sono già lì 10 minuti prima, mentre gli spagnoli mezzora dopo.

Tutto sommato tra i due estremi, se devo scegliere esco con i tedeschi, ma con il tempo ho imparato la classica strategia dell’ora fittizia; restando all’esempio, agli spagnoli puoi dire che l’appuntamento è alle 9.30, e magari si riesce a uscire tutti insieme.

E ora, cari amici di blog, confessatevi: se siete ritardatari raccontatemi la peggiore che avete fatto, se siete puntuali la migliore strategia antiritardo.  Ma… mi raccomando, cercate di non fare troppo tardi!

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16 thoughts on “Be Late for Something

  1. Io vengo da una famiglia di ritardatari, (e gli amici li ho persi per questo, altroché!) ma ho imparato ad essere puntuale quando mi sono ritrovata a combattere con pullman che spaccavano il secondo, voli vari e coincidenze. Ora ho imparato a organizzarmi, magari arrivo trafelata, ma puntuale.

    Mia figlia è una ritardataria cronica, e per ritardo intendo anche cinque, sei, sette ore. Se ne infischia pure se la persona sta sotto casa ad aspettarla, o in mezzo alla strada (se uno mi aspetta a casa, magari un minimo di elasticità in più ce l’ho anch’io, ma giusto un minimo).

    Io non frequento ritardatari, o quanto meno organizzo i rapporti in altro modo (“io vado avanti, tu semmai ci raggiungi”, “noi cominciamo a mangiare, tu fai pure con calma, ti lasciamo la tua parte”, “noi entriamo prima che inizi il film, se non fai in tempo non ti preoccupare, ci incrociamo all’uscita”).

  2. Ah, ecco perchè le mie figlie oggi facevano gran festa 😀

    Comunque devo ammettere che pure io sono un ritardatario cronico anche se lieve. Di solito arrivo sempre all’ultimo momento o al massimo con 5 – 10 minuti di ritardo. Mai di più.
    Però non arrivo neanche mai in anticipo, ma proprio mai… 😉

  3. Fede ha detto:

    Ho appena perso il mio primo commento e siccome era una cosa buttata lì spassionatamente dubito di poterlo riscrivere.

    Cmq, il succo era:

    Non sono assolutamente una ritardataria, anzi, mi piace essere puntuale e se si tratta di dover prendere dei mezzi di trasporto (solo in quel caso!) arrivo in anticipo, soprattutto se proprio non posso perderli.

    Non sopporto i ritardatari. Posso capire gli imprevisti e le eccezioni, ma i ritardatari cronici non hanno scuse. Trovo il loro modo di fare un’ assoluta mancanza di rispetto nei confronti delle persone che li aspettano, e siccome per me è tutto un discorso di organizzazione, chi persevera in tale comportamento lo fa perchè non ha minimamente voglia di cambiare e/o di organizzarsi. Ho allontanato alcune persone dalla mia vita per questo motivo o smesso di andare con loro in alcuni posti.

    Poi ho conosciuto un’altra categoria di persone: quelle che non hanno minimamente il concetto del tempo o meglio dello scorrere del tempo. Vivono fuori da ogni logica temporale, cosa che per certi versi trovo anche affascinante, rispetto all’essere stressati per il tempo che passa e le cose che non si riescono a buttarci dentro. Per amore condivido la mia vita con una di loro. Il compromesso è: tutte le questioni che riguaradano gli orari sono affidate a me.
    Non funziona sempre ma almeno proviamo ad organizzarci 😉

  4. Sono fuori classifica: arrivo sempre almeno con cinque minuti di anticipo agli appuntamenti. In effetti, ora che ci penso, non è una buona tecnica di conquista, visto che, sopratutto le donne, “devono farsi aspettare”, da vere dive! 😀 Comunque, la tecnica del ritardo è usata da entrambi i sessi, un po’ per mancanza di rispetto (o sopratutto?) un po’ per poco senso del tempo, un po’ per divismo. Alla lunga, però, annoiano e basta.

  5. Sono molto puntuale come persona… anzi qualche volta in cui mi è capitato di essere in ritardo di 2 minuti (è il mio massimo ritardo senza problemi seri!) ho speso decine di euro in telefonate per chiedere scusa del ritardo… e spesso mi sono ritrovata ugualmente io ad aspettare… Il mio segreto antiritardo è noto a tutti… Corro!!! A priori… non aspetto di essere “quasi” in ritardo per iniziare a fare le cose di fretta… vado di fretta sin da quando mi alzo la mattina! 😯 Effettivamente è un’ottima strategia antiritardo… ma che stress!!!

  6. Che ne dite della mia domestica che mi telefona alle 2:20 per dirmi che non può venire alle 2:00 (cioè venti minuti prima della telefonata) perché è ancora in Polonia (imprevisto che non poteva assolutamente prevedere)?

    Secondo me, da poco ce l’ho, e per poco ce l’avrò…

  7. alanford50 ha detto:

    Ciao Fra Puccino, alla tua domanda rispondo che mi ritengo un “Puntualissimo” nel senso che ho sempre cercato di mantenere gli appuntamenti negli orari convenuti a costo di arrivare in anticipo, ma questo è dovuto anche un po’ ad un motivo di deformazione professionale e di conseguenza caratteriale , nel senso che mi ritengo una persona “quadrata” una visione della vita che a qualcuno può far sorridere o addirittura essere considerata poco auspicabile, ma che invece da un senso di grande sicurezza e di conseguenza tranquillità, deformazione professionale nel senso che avendo svolto per molti lustri la professione di analista di sistema (informatico), ho dovuto fare di necessità virtù, e il trasporre le problematiche aziendali in ipotetici quadrati mi ha condizionato il vivere dandomi però la possibilità di risolvere le varie problematiche che mi si sono via via presentate .
    Mi ritengo un puntualissimo anche se per un certo periodo di tempo (una decina d’anni) dal punto di vista lavorativo, ho potuto giostrarmi il tempo come meglio preferivo, nel senso che ero libero di rendere elastico il tempo che dedicavo al lavoro, e per un certo periodo ne ho approfittato alla grande anche se il tempo rubato per esempio al mattino lo ripagavo ampiamente alla sera o addirittura in certi periodi ben precisi lavoravo due giorni e due notti consecutivamente, ma parlando di puntualità nei rapporti interpersonali sono sicuramente un puntualissimo.

    Ciaooo neh!

  8. Io sono una paranoica del tempo. Ho messo tutti i miei orologi avanti di un quarto d’ora, perchè godo nel sentirmi in ansia.
    Morale della favola: io aspetto. Aspetto tutti. Solo una mia amica mi batte in “anticipo”. Indi per cui odio i ritardatari. Giù da me, un po’ come in Spagna, si dice: “ci vediamo verso le 21”. Alle 22.30 ti ritrovi ancora lì ad aspettare. Aspetta e spera……

  9. pp ha detto:

    Io faccio parte del club dei puntualissimi (anch’io arrivo in anticipo), ma ho un amico che è perennemente in ritardo (roba che andiamo a prelevarlo e lo troviamo a dormire, oppure che sta per entrare nella doccia o roba simile) (e lo molliamo per incontrarci dopo), la sua giustificazione è: tanto c’è sempre qualcuno in ritardo, almeno io sono l’ultimo e non devo aspettare!
    Vabè, robe da pazzi! ^_^’

  10. Rispondo ai vs. commenti con grave ritardo:
    @ Diemme & Pp: se non fosse per la differenza d’età, la figlia di Diemme dovrebbe conoscere l’amico di pp, l’appuntamento potete fissarglielo per venerdì, così escono sabato sera 😀

    @ Giulio: arrivare in anticipo, non esageriamo?

    @ Giraffa: ecco, tu esageri, ma nel tuo commento tocchi un punto dolente… quanta mancanza di rispetto c’è in chi fa sempre tardi? Ma non approfondiamo, non vorrei inimicarmi la vasta tribù dei ritardoni 😮

    @ Presidente: come sopra: volere è potere, appunto, se si vuole non si arriva in ritardo

    @ Fede: ma quanto lo ami quella persona-che-non-conosce-lo-scorrere-del-tempo, per escluderlo dalla categoria dei ritardoni? 😉

    @ Godot & Liviana: due diverse strategie per non arrivare in ritardo: meglio correre o meglio mettere gli orologi avanti? Forse è meglio qualche volta arrivare 5 minuti tardi, dai!? 😉

    @ Alanford50: che sei puntuale s’è capito, ma mi incuriosisce piuttosto lo stato in cui ti sei trovato dopo avere lavorato per 96 ore (ho capito bene?) consecutive!! 😮

  11. E comunque, basta sapersi organizzare…

    anche se non posso non notare che non si è fatto la doccia, si è lavato i denti prima di mangiare, si è toccato la camicia candida con le mani unte… 😉

  12. alanford50 ha detto:

    @FRA PUCCINO
    Hai capito bene, erano ore consecutive, erano i miei 20 anni, erano i primi tempi della meccanizzazione informatica per le medio/piccole aziende, erano i primi mini computer, io lavoravo in un centro meccanografico presso una società multinazionale americana e ad ogni fine mese quando dovevamo chiudere i bilanci contabili e di magazzino per ovvi motivi di lentezza e di arretratezza del mezzo informatico facevo quegli orari, tutti i santi fine mese per circa un anno e mezzo, per fortuna l’evoluzione informatica è stata miracolosamente repentina ed i computer sono diventati in brevissimo tempo più potenti e veloci e così potei cambiare orari, inutile dire che quelle ore erano in soprappiù a quelle ordinarie.
    Io ho iniziato la mia carriera su di un Sistema 3 mod. 6 della IBM con 5MB di HD e 12KB di RAM di cui solo 9KB a disposizione dei programmi dell’utente se pensi che poi negli anni 80 il primo home computer per giocarci sopra “Il Commodore” di KB ne aveva già ben 64, puoi capire il miracolo ed il perché di quelle ore spese dietro ad un sistema di elaborazione dati arcaico anche se assolutamente innovativo per i tempi, inutile dirti che guadagnavo molto più negli straordinari che di stipendio normale.
    Erano i miracolosi e meravigliosi anni 70, erano tempi pioneristici di grande e massima soddisfazione, tutto era nuovo ed era come cavalcare il futuro, io credo di essere stato fortunato di aver potuto fare il mestiere più bello del ventennio 1970/90, la meccanografia, divenuta poi la pazzia informatica dei tempi nostri, per fortuna da 12 anni a questa parte sono diventato assolutamente il padrone unico del mio tempo e mi sto’ godendo una sana e meritata pensione.

    Ciaooo neh!

  13. Una volta mi sono impegnato per arrivare in ritardo ad una riunione. Ho perfino forato la gomma. Ero così convinto e sicuro di essere in ritardo invece…tutti gli altri, un cinquantina, sono arrivati come di consueto dopo di me.
    In sostanza, preferisco arrivare con un’ora di anticipo piuttosto che cinque minuti in ritardo. Si corre il rischio di sprecare del tempo ma ho messo a punto delle strategie efficaci e quei momenti di attesa sono per me insostituibili.

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