Strilloni

Certe volte le giornate mondiali vengono proprio a pennello.

Il 4 settembre è la giornata di quello che in America chiamano Newspaper carrier o paperboy, da noi strillone.

strillone

Una volta, negli Stati Uniti degli anni ’20, gli strilloni vendevano giornali per la strada, oggi in Italia gli strilloni scrivono sui giornali mettendo in piazza la vita delle persone.

Ieri è accaduto alla vicende tragicomiche (tragiche per l’Italia, comiche per tutti noi) di Papi Chulo, oggi per il dramma di Dino Boffo, portato alle dimissioni da Direttore dell’Avvenire per questioni che riguardavano solo la vita privata sua e di altre due persone, pure loro coinvolte in questa pessima vicenda, che ci ha pure offerto lo spettacolo dei giornalisti a caccia della protagonista femminile della vicenda.  Riusciremo ad andare più in basso di così?  Probabilmente sì, ma già così siamo nei sotterranei.

Non mi piace il giornalismo di Vittorio Feltri, ma trovo quasi altrettanto antipatico Marco Travaglio, non mi piace come parlano, non mi piace cosa scrivono, non mi piace come vestono, non mi piace il loro taglio di capelli.

E preferirei un giornalismo che criticasse il governo parlando di politica, anche perché, in tutta onestà, sarei molto più contento di sapere che il Presidente del Consiglio frequenta sedicenni (che in Italia non è un reato), piuttosto di vederlo andare a braccetto con Putin o con il colonnello Gheddafi.

Anche perché poi, continuando a violare la privacy, dove arriveremo?  Dobbiamo stare attenti, perché non so quanti di noi sarebbero disposti a vedere pubblicata su un quotidiano la cronologia di navigazione sul web dell’ultima settimana.

A qualcuno piacciono le persone del suo stesso sesso, a qualcuno piace il sadomaso, a qualcuno piacciono le ragazze molto giovani, qualcun altro ha la passione delle calzature femminili, a qualcun’altra piace essere guardata, a qualcuno piacciono le orge, ad altri gli scambi di coppie, ci sono persone cui piace venire traditi, e via dicendo.   E allora?  Per me, finché siamo nei limiti della legalità, e del sano, sicuro e consensuale, ognuno viva la propria sessualità come meglio gli pare.

Alla luce del sole (e sarebbe bello che i gay potessero farlo liberamente) o in tutta riservatezza.

E i giornalisti non entrino in queste faccende, perché la barbarie è dietro l’angolo.

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14 thoughts on “Strilloni

  1. kalojannis ha detto:

    Perdonami, ma tra Feltri e Travaglio c’è un abisso.
    Secondo me, il primo fa un giornalismo (?) sensazionalistico ed eticamente scorretto.
    Come giudichi pubblicare le foto della ex Sig.ra Berlusconi con le tette al vento, subito dopo le dichiarazione delle ex First Lady? E’ giornalismo o vendetta?
    Ancora: Boffo sarà stato pure “condannato” ma il tutto in virtù di un “decreto penale di condanna” che, come ben sa chi frequenta le aule dei tribunali, spesso per l’imputato è una “scelta” obbligata al fine di evitare le lungaggini – e la pubblicità – di un dibattimento… in altre parole, mi dichiaro colpevole, pago la sanzione ed amen… che dire amen a proposito di Boffo ci sta come il cacio sui maccheroni… 😀
    Eppure, ancora una volta, sbatti il mostro in prima pagina…
    Travaglio potrà pure non piacere ma penso che sia le sue rubriche sui giornali (ad esempio “cartacanta” su repubblica) sia gli spettacoli teatrali siano molto più “veri”… poi, è chiaro, conditi dal suo modo di fare “spettacolo”.. ma è proprio questa la differenza fondamentale.
    Se leggo un quotidiano mi aspetto che mi comunichi una notizia, se vado allo spettacolo di Travaglio so che mi sta dicendo delle cose vere (letture di testimonianze rese in tribunale o lettura delle sentenze) seppur condite dall’enfasi del “personaggio” nel momento più opportuno.
    E con riferimento alla privacy, penso che un presidente del consiglio che rappresenta (ahimé) tutti gli italiani, dovrebbere avere un comportamento eticamente (che brutta parola) corretto…
    se un semplice avvocato è costretto a giurare un impegno del genere per una semplice iscrizione ad un albo, non vedo perché egual comportamento non debba essere tenuto da Papi Chulo.
    Per quel che riguarda la politica, in questo paese dove ognuno pensa agli straca**i suoi, è irrilevante che l’azienda pubblica televisiva decida di rinunciare a contratti milionari con Sky, perdendo anche gli introiti pubblicitari relativi, per fare un piacere a Mediaset… ma di questo ne abbiamo già parlato in un recente post a casa di giraffa…
    Scusa la foga, ma sono davvero stanco di essere rappresentato da certa gentaglia!

  2. Sono d’accordo… ma la cosa più assurda è l’ipocrisia… il fatto che molti “giornalisti” dicono agli altri come dovrebbero vivere e poi fanno l’opposto… ahiNoi però i giornalisti non sono i soli… mmm…
    sai se c’è una giornata mondiale degli ipocriti?! No, perchè a volte mi trovo a pensare che da noi dovrebbero farla festa Nazionale!!!

  3. Fede ha detto:

    Nei limiti della libertà altrui, della maggiore età e del proprio consenso prestato, ognuno è libero di fare ciò che meglio gli aggrada, specie in riferimento alle proprie scelte e orientamenti sessuali (e comunque, a tutto ciò che sia espressione della propria personalità)

    Se si rivestono particolari cariche istituzionali, in rappresentanza di un Popolo e di una Nazione, sarebbe preferibile avre un comportamento eticamente perfetto; siccome nessuno è perfetto, sarebbe apprezzabile quanto meno un comportamento non scandalistico e in linea con il comune sentire, che non desse adìto a chiacchiere e pettegolezzi.
    Ti dirò che, personalmente, sarei disposta a chiudere anche entrambi gli occhi su una discussa vita privata di una qualunque carica istituzionale (o ruolo rappresentanza) di fronte ad un comportamento politico serio ed irreprensibile, chiaramente improntato al perseguimento del bene della Nazione e non al bieco interesse personale.

    Giornali, giornalisti e mass media sono chiamati, come tutti noi, a compiere il proprio dovere nel migliore dei modi e nel rispetto delle regole. Non tutti lo fanno (come, del resto, anche noi). C’è chi lo fa meglio, c’è chi lo fa peggio, c’è chi non lo fa per niente ed ha venduto il proprio dovere al servizio del padrone. Non tutti sono sullo stesso piano. Quindi, concordo perfettamente con Kalojannis sul fatto che tra Feltri e Travaglio ci sia un abisso.
    Il giornalismo d’inchiesta non può che fare bene a questa Nazione, le notizie lanciate all’occorenza per opportunismo e difesa sempre e comunque di un chiaro orientamento politico invece non vanno bene per niente.
    Siccome, purtroppo, ho imparato a mie spese che se una persona strilla l’unico modo per far ascoltare la propria voce rimane strillare più forte, non condanno chi ha deciso di “strillare” le proprie indagini e le proprie inchieste.
    Anzi, anch’io ho imparato a strillare. Ho dovuto. E credo che la Rivoluzione Intellettuale di cui parlavamo in un recente post sul Monte della Giraffa debba partire proprio da questo: strillare. Far sentire la propria voce. Dal momento che in questo Paese hanno deciso di tapparci la bocca.

    In tal senso, no, non mi vergogno di essere una strillona; anzi sono contenta di avere anche la giornata mondiale che mi festeggia 🙂

  4. @ Eppifemili: il rispetto degli altri è un’ottima regola, dovrebbero osservarla tutti

    @ Kalojannis: a me stanno antipatici entrambi, ma poi è ovvio che nel gioco della torre salvo Travaglio; detto questo Travaglio e gli altri antiberlusconiani di professione secondo me hanno portato il giornalismo verso una direzione sbagliata, e peraltro tutte le loro battaglie hanno avuto come unico risultato pratico tanti libri venduti, ma Papi fortissimo al potere…
    Quanto all’etica di chi governa, sono d’accordo, è importante, ma cosa succede nella camera da letto di un uomo politico non c’entra nulla con l’etica

    @ Fede: non sono d’accordo sul fatto che chi riveste cariche importanti debba avere un comportamento in linea con il sentire comune; perché? Per evitare scandali che compromettono la sua immagine? Certo, ma allora basterebbe tornare alla riservatezza di qualche anno fa, quando l’Italia ha avuto un presidente del consiglio abbastanza dichiaratamente gay, e non lo sapeva nessuno. Certo, era un’altra classe politica, ma erano anche altri giornalisti
    Anch’io apprezzo il giornalismo d’inchiesta, ma lo chiamo così quando si indaga sullo sfruttamento degli immigrati, sulla camorra, sullo smaltimento dei rifiuti, non sulle amanti di Papi o sui giri estivi del portavoce del governo…

  5. Io non sopporto più i giornalisti e non solo per la politica ma per tutto. Ormai a loro non interessa più fare “informazione”, interessa solo fare sensazionalismo. E per fare sensazionalismo non c’è niente di meglio che sparlare di tutto e di tutti (poco importa se i fatti siano veri o meno), spaventare la gente (influenze mortali, crolli finanziari, mostri di tutti i generi), sparare commenti su tutto e tutti possibilmente tirando fuori il peggio possibile.

  6. lagiraffa ha detto:

    Sono d’accordo con te, tranne sul finale: la barbarie è proprio sulla strada, davanti ai nostri occhi. Oggi ho letto un’intervista a Ghedini, nella quale rassicurava gli italiani sul “vigore” sessuale del nostro Primo Ministro, perchè l’Unità aveva fatto delle pesanti insinuazioni al riguardo (tra l’altro, pessime e degne di un giornale scandalistico) sono rimasta senza parole.

  7. @ Giulio: hai ragione, ma quanto scrivi è vero a patto di non toccare certi interessi, ma vi rendete conto che su pressione dei produttori di carne da maiale solo in Italia l’influenza suina viene chiamata influenza A???

    @ Giraffa: se è per questo, vedremo cosa succederà nelle due cause civili promosse dal buon Papi… che forse non ha pensato che i giornalisti per difendersi potranno cercare di dimostrare la verità di quello che hanno scritto, magari chiamando qualche testimone…

  8. Fede ha detto:

    I giornaletti scandalistici non interessano neanche me, alla fine ribadisco che una persona è libera di fare tutto ciò che gli pare nella propria vita privata (nel rispetto di quei limiti che citavo sopra).

    “Il linea con il comune sentire”, forse hai ragione, è stata un’espressione infelice. Preferisco le persone che si mostrano in tutto ciò che sono piuttosto che gli ipocriti, purchè ci si assuma la responsabilità di proprie azioni e delle proprie dichiarazioni.

    Se l’Italia non fosse ancora un Paese di bacchettoni, che motivo avrebbe Papi di nascondere e negare i suoi vizietti?

    Cmq, i giornaletti scandalistici non interessano neanche a me.

  9. balibar ha detto:

    Scusate ma se Hugh Grant viene sorpreso dai paparazzi a me non me ne importa un fico; Se Bill Clinton (e sapete come negli States sono sensibili a queste cose) si diverte con una stagista all’interno della Casa Bianca, la cosa può farmi riflettere; se un Presidente del consiglio, con i poteri che ha o che si prende, mette su una storia con escort coinvolgendo nomi illustri, con ragalie e spese che ci riportano al medioevo, m’indigno.
    Mi meraviglia anche, pur non essendo bacchettono, che questo venga inserito sotto la voce “vita privata”.
    Praticamente “fate quel che dico e non quello che faccio”.A meno di non essere “un imprenditore solido”. Cose da giornaletti scandalistici?
    Barbara Berlusconi, in un intervista precedente ai fatti disse che la figura di un uomo politico non si può scindere da quella privata.
    E’ stata accontentata.

  10. Io non ho mai parlato di questa storia perché, tutto sommato, sento di non conoscerne i termini. Una cosa però voglio dire (in generale): la vita privata di un uomo politico non ci riguarda, il lerciume morale sì.

    E il putridume interiore non dipende da una tizia, o una escort, o chicchessia, ma da un intero modo di condursi che da sempre recita: “io faccio quello che mi pare, come mi pare, con chi mi pare, di chi mi pare, perché mi pare. Coi soldi che mi pare provenienti da dove mi pare. Peggio per gli altri”.

    Il tutto, secondo una filosofia già ampiamente collaudata:

  11. Fede ha detto:

    @Balibar: Libero di fare quello che vuole, nel rispetto della libertà altrui, con il consenso altrui e con maggiorenni. Noemi è una donna, ma francamente tutto mi sembra tranne che si senta insultata, frustata e offesa. Mi sembra piuttosto quasi “privilegiata” per essere stata scelta ed essere arrivata alle luci della ribalta. Almeno, quel sorrisetto ebete che ha sulla faccia, con cui compare in ogni foto scattata, sembra dire questo.

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