Cuore di tetrapak

Ieri era la giornata internazionale degli scomparsi. Ma purtroppo, coerentemente, il post di ieri era dato per disperso, ed è riapparso solo oggi.

Sarebbe un argomento serio, ma non sono dell’umore adatto per affrontarlo.  E allora me la cavo con questo video dei Blur, Coffee and tv.

Sarebbe bello se le persone scomparse, invece di vagabondare nelle stazioni, essere morte o magari essere finite imprigionate da qualche maniaco mentre i vicini fanno finta di niente, stessero solo suonando il basso in uno scantinato.    Lo so che non è così, ma ci sono momenti in cui riesci solo a vedere le cose rosa, e non ci puoi fare niente.  Capita, come capita il contrario.

In ogni caso, vi sfido a non commuovervi, se è la prima volta che vedete il video.

Personalmente, in questo momento poi ho un rapporto di particolare affetto per i cartoni di latte, specie quelli di latte parzialmente scremato della coop, ma questa è un’altra storia (e non ve la racconterò).

L’unica cosa importante, però, quando si ritrova una persona scomparsa, è non perderla o non farla andare via un’altra volta.  Quello sì che sarebbe imperdonabile.

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12 pensieri su “Cuore di tetrapak

  1. Non ho l’opportunità di vedere adesso il filmato, quindi tornerò a trovarti.

    Vorrei dire però una parola a “parenti e conoscenti” di persone che si allontanano volontariamente. Mi ha fatto sempre impressione la cecità con cui insistono a dire che stava benissimo, e non aveva nessun motivo per andarsene: perché si è così ciechi di fronte al disagio e la sofferenza dell’altro? Chi sta male non fa altro che dirlo in tutti i modi, ed è allucinante il modo in cui viene ignorato.

    Quando mio suocero si è ucciso, né io né mia figlia ne siamo rimaste stupite: addolorate sì, ma non stupite. Mia figlia erano anni che implorava la nonna di lasciarlo campare, ma lei andava avanti come un bulldozer al grido di “Lo faccio per il suo bene, mi dedico notte e giorno a lui, e ora lo porto in un posto bellissimo. Non gli ho fatto fare questa cosa (o un’altra o un’altra ancora), perché sarebbe stato ridicolo, io lo curo con devozione, non gli faccio mancare niente”.

    Niente. Solo l’aria. La libertà. La dignità.

  2. Non guardo mai trasmissioni come “Chi l’ha visto” et similia, perchè l’idea che tanti bambini siano risucchiati via nel nulla mi fa stare male fisicamente.
    All’estero è un po’ più difficile fare finta di niente, perchè ci sono i suddetti cartoni del latte, le locandine in ogni dove, le foto sugli autobus.
    Certi orrori non dovrebbero esistere. Penso a quelle madri che ogni giorno si domandano dove sono, se sono ancora vivi…. E la cosa più impressionante è l’altissimo numero di bambini scomparsi, facce sorridenti, senza nome….

  3. Fede ha detto:

    Quello dei bambini scomparsi è davvero un dramma. Io ancora mi stupisco che ne possa scomparire così tanti e che si riesca a farli sparire così nel nulla, da renderli introvabili.

    Poi, ci sono gli incidenti, le malattie, i rapimenti.

    Ma anche gli allontanamenti volontari. Ci sono tanti altri drammi personali che portano le persone a cambi radicali di vita, a scelte decise e senza ritorno. Ecco, questo non lo trovo giusto. Per chi rimane.

  4. Guarda, per quanto riguarda gli allontanamenti volontari, io capisco la disperazione di chi rimane quando l’allontanamento è dovuto a irresponsabilità ed egoismo, ma quando si tratta di una persona portata all’esasperazione, che si allontana ritenendo che la sua vita non è importante per nessuno, fa bene ad andarsene così, in punta di piedi. Se poi, per caso, qualcuno si accorge all’improvviso che esisteva… che dirti, meglio tardi che mai!

    Se non fossi registrata come Diemme, mi firmerei: una che ha visto troppe persone trattate come nullità per tutta una vita, che ingiustamente hanno elemosinato un po’ di considerazione. Vedi proprio mio suocero, a cui è stato proibito, a ottant’anni, pure di spegnere la candelina sulla torta.

    Oppure, mi potrei firmare: “una che ha passato la vita a scappare di casa”, anche se questo si riferisce a tempi più remoti.

  5. @ Giulio: magari la vita fosse come quella dei video musicali, ma l’importante è provarci 🙂

    @ Diemme 1 e 2: tocchi argomenti troppo profondi per risponderti in un commento, io cmq se qualche volta sono stato sfiorato dall’idea di scappare chissàdove nelle mie fantasticherie pensavo sempre al modo di chiamare mia mamma e dirle di non preoccuparsi 😮

    @ Fede: ecco, magari una telefonatina a chi rimane, perché no?

    @ Liviana: all’estero è più difficile scomparire, dici? Temo che sia il contrario, specie in paesi dove non c’è un tessuto social-famigliare come da noi, che ha tanti difetti ma anche qualche pregio

    @ Godot: ty!

    @ Presidente: da bambino ero stato colpito dal caso di Emanuela Orlandi, ora sono diventato grande e ancora non si sa cosa sia successo… speriamo che nei due casi che citi tu vada diversamente

  6. balibar ha detto:

    hai presente quei film americani dove cambi stato, cambi nome e così via.

    Io c’ho provato a voltar pagina, seriamente, ma non c’è stato niente da fare.

    Dopo anni, ad un soffio dall’andare in prescrizione, ti arriva quella bolletta (caricata di tutte le more possibili ed immaginabili) che risulta insoluta perché te ne sei andato senza disdettare o lo hai fatto male, la televione eh? Perché smetti di pagare il canone? Disdetta? Mai ricevuta.

    Insomma non si fermano più, fra il vero ed il “mo’ ci proviamo”.
    Tremo quando c’è posta, figuriamoci se è una raccomandata.

    Altro che Grande Fratello!

  7. Fede ha detto:

    Solo adesso sono riuscita a vedere il video (sai, per noi dipendenti pubblici tira un’aria pesante ultimamente, non è che in ufficio siamo abilitati a tutto, eh!)…Davvero bello, non me lo ricordavo.
    Compliments.

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