Parola di rana

Durante le mie vacanze, ho perso alcune giornate mondiali; per esempio non ho festeggiato il 9 agosto, giornata mondiale dei popoli indigeni, e mi scuso con tutti i popoli indigeni.

Il 9 agosto ero a curarmi le ferite dell’anima, perchè ero appena tornato a casa dopo le due settimane oxfordiane; allora ho pensato a come rimediare, ho immaginato che qui, vicino a me,  nella stanza che avrebbe potuto essere la stanza di un bambino e che invece è solo uno studio con un divano letto per gli ospiti, in questa stanza che è quasi il simbolo del fallimento del mio matrimonio, ecco qui vicino a me ci fosse un indigeno.

Un indigeno vero, con la faccia da indigeno, i vestiti da indigeno, magari qualche arma da cacciatore perchè è così lo stereotipo.   Gli chiederei come posso recuperare la giornata degli indigeni, e lui forse mi parlerebbe della foresta dove il suo popolo vive come vivevano i miei antenati, e del pericolo deforestazione.   E allora voglio dargli ascolto:

Guardate il video fino alla fine, sopportate anche il pistolotto di Charles, Prince of Wales, perché all’ultimo c’è un caro amico della mia (non so se anche della vostra) infanzia, il grande Kermit, la star del Muppet Show.  E a lui, se non a tutti gli altri protagonisti del video, bisogna dare ascolto.

Lo so che qui ci vorrebbe un discorso retorico e buonista, ma non fanno per me, non è il mio stile.

Però è sicuro che a lasciar passare una giornata mondiale c’è rimedio, contro la deforestazione e il riscaldamento climatico, no.

Frate Puccino, blogger

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11 thoughts on “Parola di rana

  1. lagiraffa ha detto:

    Tutti possiamo fare qualcosa, salvare un solo albero, un bosco, una foresta, basta esserne consapevoli.
    Giraffa, blogger (e grande amica di Kermit)

    P.S. prima o poi, quella stanza avrà l’ospite che desideri 🙂

  2. Fede ha detto:

    Se non prendiamo atto in tutta fretta dei pericoli che il nostro pianeta corre e di quello che possiamo fare per salvarlo, tutti insieme, si prospetta un triste futuro.

    Purtroppo, anche la tutela dell’ambiente è argomento di discussione in ogni parte del globo ma a volte deve cedere il passo ad interessi sottesi.

    P.S.: Nel tuo cammino altre cose ti sembreranno simboleggiare il tuo fallimento. L’importante è ricordarsi che attribuiamo significati in relazione al nostro stato d’animo. Ciò che oggi ti sembra semplicemente vuoto domani potrebbe sembrarti spazioso o il luogo ideale per chissà quale progetto.
    Datti tempo, panta rei…

  3. kalojannis ha detto:

    Secondo me siamo tutti consapevoli della situazione che stiamo costruendo, solo che non ce ne frega nulla… nel senso che ci sembra che riguardi gli altri (i nostri figlio o i nostri nipoti) e non noi direttamente.
    Ed ancora una volta a prevalere è il nostro interesse (generalmente economico) e non quello altrui (che poi gli altri possano essere i nostri figli, è un altro discorso).
    Pensate che berlusconi (ma anziché questo nome ce ne potrebbero essere scritti altri) sia più interessato a ridurre le emissioni di CO2 oppure ad incassare il favore degli industriali, preservando le fabbriche da ulteriori restrizioni a tutela dell’ambiente?
    Idem per l’arcinota storia del protocollo di Kyoto e di Bush…
    Homo hominis lupus.

    P.s.: non guardavo i muppets. Non mi piacevano.

  4. No Blogger ha detto:

    credo che l’unica cosa da fare sia rimboccarsi le maniche e darsi da fare per salvare concretamente un bosco, una spiaggia, un monte. Le parole, i protocolli internazionali e le giornate mondiali per l’ambiente, per i popoli indigeni, per la difesa dell’oca sgaruppata non servono a nulla se non sono seguite da fatti concreti.

    P.S. w Kermit, miss Piggy, tutti i Muppets e la serie “maiali nello spazio” 🙂

  5. Intanto una cosa che possiamo fare è non dimenticarci dei problemi, parlarne è già un piccolo passo verso la soluzione; io almeno la penso così.

    @ Kalojannis: non ti piacevano i muppets?!? Va bene, continuiamo così, facciamoci del male 😉

    @ Giraffa e Fede: don’t worry, io parlavo del fallimento del mio matrimonio, non mio personale, ma certe cose è giusto chiamarle con il proprio nome.
    Chi lo sa se alla fine riuscirò a soddisfare il mio desiderio di paternità, cmq non penso che sarà in questa città e in questa casa. Sensazioni

  6. Se facciamo capire quanto sia bello passare anche solo un pomeriggio in un bosco, invece di “fare vasche” in un centro commerciale saremmo già a buon punto. Perchè poi è difficile rinunciare a una cosa che piace e ci si impegna per difenderla. Un piccolo passo che possiamo fare tutti è allora portare e convincere i propri amici di quanto sia bello stare nella natura.

    p.s. secondo me i due principini se lo volevano leccare quel rospo!

  7. Credo anch’io che il mondo vada protetto, a cominciare da quello che può fare ognuno di noi nel suo piccolo.
    Purtroppo non sono molto ottimista perchè vedo che in tutti i campi gli interessi finanziari prevalgono sempre su tutto… E’ sempre stato così ma con una popolazione mondiale di quasi 7 miliardi di persone, per la terra la faccenda si fa veramente seria. :-/

  8. Ogni anno facciamo piantare ai ragazzi degli alberelli in cortile… certo… è un po’ pochino…
    comunque… eccomi di ritorno… e comunque… voglio sapere tutte le giornate mondiali che mi sono persa!!

  9. alanford50 ha detto:

    uuuhhhmmm, a me spetta sempre il compito di fare ed apparire come il pessimista, è senz’altro un bene che ognuno di noi pensi a come salvare un pezzo di mondo, però….però… però… e qui salta fuori il realista che è in me, mannaggia mannaggina, ma com’è che tutti in fondo abbiamo pensieri positivi di questo tipo, quasi tutti siamo cresciuti sentendo parlare dello stato grave in cui si trova il nostro povero mondo, tutti abbiamo fatto e continuamente facciamo questi bei proponimenti e poi ti siedi accendi la TV e scopri che tutto va come sempre, ossia, che tutto va a scatafascio, al rovescio di come dovrebbe, che i boschi che noi tanto amiamo e vogliamo salvare vengono incendiati da persone strane per mille altrettanto strani motivi, allora una voce mi dice che i nostri bellissimi propositi non servono proprio a nulla, probabilmente c’è un qualcosa di perversamente sbagliato nel nostro modo di porci i propositi, la realtà è molto più cruda e nel contempo molto più semplice, che non serve proprio a nulla fare propositi a chiazza di leopardo, un po’ qua e un po’ la, un po’ oggi ed un po’ domani, oggi io e domani un altro, perché questo modo di fare non porta a nulla, non può cambiare le cose, se non in tempi misurabili in ere, se c’è una persona che ha dei buoni propositi c’è nel medesimo istante almeno un’altra persona che ha propositi ed interessi contrari, sempre nel medesimo istante altre moltitudini di persone semplicemente hanno altre priorità o pensano ad altre cose, quindi cosa significa tutto il mio parlare, che a mio modestissimo parere le cose possono cambiare solo quando verranno assorbite e fatte proprie contemporaneamente dalle moltitudini di persone e tutte insieme saranno capaci di prendere giuste decisioni e soluzioni, se non diventa pensiero prioritario comune, non esiste speranza alcuna di soluzione, è una questione di tempi, se si aspetta di creare opinione si rischia di trovarsi pronti ad una eventuale soluzione a tempo debitamente scaduto quando tutto è ormai irrimediabilmente da tempo perduto, il nostro quotidiano ci impone questa realtà, soluzioni tramandate da decenni e mai risolte, e quel che è peggio con nessuna possibilità di una prossima soluzione, quindi il metodo di fare opinione è desueto e inconcludente ed è capace solo di rinfrancare il nostro bisogno di tranquillizzare la nostra coscienza.

    Ciò nonostante sono d’accordo con voi che pensare comunque positivo e desiderare di salvare anche una piccola cosa è comunque un bene ed una cosa positiva, anche se come ho scritto non credo serva a salvare proprio nulla, non dall’uomo sicuramente.

    Perdonate il mio realismo, Ciaooo neh! alla prox.

  10. @ Ippaso: hai ragione, l’essere umano è egoista, e lotta più facilmente per una cosa cui tiene personalmente, che per principi astratti

    @Giulio e Godot: anche un piccolo gesto, se fatto da tante persone, contribuisce a cambiare le cose, e qui rispondo anche

    @ Alanford50: qualche commento realista l’avevo messo in contro, np.
    Però mi sento di essere moderatamente ottimista, e sai perché? Perché mi ricordo quand’ero bambino, negli anni settanta, e della natura non gliene fregava niente a nessuno, mi ricordo la sottovalutazione e la derisione che circondava chi per primo sollevava questioni come il rispetto della natura e degli animali; adesso nel mondo occidentale le cose sono cambiate profondamente, e sta solo a noi far sì che il cambiamento vada nella giusta direzione.
    Di armi ne abbiamo tante, sia come consumatori che come elettori. In questi giorni sto scegliendo la mia nuova automobile, e anche questa è una scelta “politica”, perché c’è tutta una categoria di automobili (i SUV, tanto per fare nomi e cognomi) che ho deliberatamente deciso di non prendere in considerazione.
    E’ solo un esempio, ma se ognuno di noi facesse tante piccole o grandi scelte responsabili è un modo molto concreto di cambiare le cose.
    O almeno di provarci

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