Diario ofxordiano – parte seconda

OxfordBotanicGarden

Oggi per me è stato il Tolkien & Harry Potter Day. Non mi risulta che sia ancora stato proclamato giornata internazionale o mondiale, ma la mia giornata oxfordiana l’ho dedicata all’autore de Il Signore degli Anelli e, un poco, anche ad Harry Potter.

Ho visitato Christ Church, il college che ha fatto da set ai film di Harry Potter, con tanto di foto nel famoso refettorio immortalato in tante pellicole.

Ma soprattutto ho visitato il Merton College, dove ha insegnato Tolkien, ho pranzato all’Eagle and Child Pub, nella stessa stanza dove Tolkien si incontrava ogni settimana (il martedì, per la precisione) con C.S. Lewis.

Il momento più significativo però l’ho passato alla fine di questa giornata tolken-potteriana, quando sono andato al giardino botanico dell’università di Oxford, uno dei posti imperdibili di questa città.

Lì, seduto sul prato sotto un alberto di melo, ho letto questa frase

Andava e sapeva dove andare.  Questo era tutto.  Sensazione meravigliosa.  Di quando  il destino finalmente si schiude, e diventa sentiero distinto, e orma inequivocabile, e direzione certa.  Il tempo interminabile dell’avvicinamento.   Quell’accostarsi.  Si vorrebbe non finisse mai.  Il gesto di consegnarsi al destino. Quella è un’emozione.  Senza più dilemmi, senza più menzogne.  Sapere dove.  E raggiungerlo.  Qualunque sia, il destino.  (A. Baricco, Oceano Mare).

Ecco, nel momento stesso in cui ho letto questa frase ho avuto la sensazione precisa che anche per me stia per arrivare il momento in cui il destino si schiude.

In tutta onestà, non so cosa mi riservi il destino, e  quello  che  ho sono solo  vaghe sensazioni e ipotesi improvvisate.  Ma, e non so neanche io perché, seduto sotto un melo nel giardino botanico dell’università di Oxford ho percepito che qualcosa è vicino ad accadere.

Che sia questione di giorni, settimane o forse mesi, non lo so.    E forse non è nemmeno importante, di fronte al fatto di sapere dov’è il mio destino, e raggiungerla.

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12 thoughts on “Diario ofxordiano – parte seconda

  1. svartevarg ha detto:

    A volte queste sensazioni giungono nel momento più inaspettato, proprio come i cambiamenti.
    (Simpaticamente dico ….pensa che anche I.Newton ha cambiato la sua vita con un’intuizione avuta sedendo all’ombra di un melo ;))
    Da ammiratore di Tolkien non posso che leggere con piacere questo post. 🙂

    aggiungo qui che mi sono permesso di aggiungere il tuo blog al mio blogroll. Oramai sono un lettore fisso 🙂

    Un saluto!
    Ciao!

  2. Fede ha detto:

    Credo che “Il gesto di consegnarsi al destino” sia un agran bell’atto di coraggio.

    Credo (come Diemme) che già sapere che (senza sapere dove, chi e quando) sia già tanto, considerata l’emozione che la cosa ti suscita.

    Credo che la vita vada vissuta così, lo trovo saggio, perchè a volte, interstardirsi non serve a nulla.

    “Credo proprio che non sia già tutto qui e certi giorni invece credo sia così” (…)
    “Credo nel rumore di chi sa tacere che quando smetti di sperare
    inizi un pò a morire” (Luciano Ligabue)

  3. kalojannis ha detto:

    Se la meraviglia del viaggiare non è il raggiungere la meta ma il percorso per raggiungerla, forse nel “destino” ci sei già… forse questo meraviglioso momento di meditazione (che hai raggiunto sotto il melo) è già il destino…
    P.S.: a volte scrivo cose così difficili che non riesco a capire che cosa ho scritto?! Forse devo far pace col cervello…

  4. @ Diemme: certo che non è poco, è molto, e per questo ho voluto condividere quest’emozione con tutti voi

    @ Svartevarg: quando ero nel giardino, ho preso nota del nome dell’albero, e quando ho scoperto la sua traduzione in italiano anch’io ho pensato quello che è venuto in mente a te…
    Grazie dell’inserimento nel blogroll, che contraccambio con piacere

    @ Fede:consegnarsi al destino non è un atto di coraggio, è qualcosa che sai di dovere fare, è abbandonarsi alla corrente senza intestardirsi nei ragionamenti. E’ fare la scelta più istintiva, con il cuore e non con il cervello.
    Bella la citazione di Ligabue, so che una mia cara amica di blog apprezzerà

    @ Kalojannis: probabilmente hai ragione, dentro quel percorso ci sono già, sono che non riesco a leggere le indicazioni sul cartello segnaletico

  5. Caro Fra,

    consegnarsi al destino è capire che è ora di ricominciare, che è ora che le cose vadano come devono andare. Forse è anche coraggio, ma sicuramente è aver accettato la realtà. Qualsiasi cosa bella ti succederà sarà ancora più bella, perchè avrai un cuore nuovo. Leggo queste tue parole dopo un pomeriggio di malinconica tristezza, ma un dialogo via chat con un anima elevata e magica mi ha ridato il sorriso. Ho capito più in qualche minuto che in tanti anni.

    Un abbraccio sincero amico mio.

    Ps. che bei ricordi legati a Oxford….

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