Iran libero!

Oggi è la giornata internazionale per i diritti umani in Iran. Un argomento che mi sta molto a cuore, come tutte le lotte di un popolo per la propria libertà, e per questo voglio ricordare anche la Birmania, di cui negli ultimi tempi si parla poco o niente, ma che continua ad essere oppressa da una dittatura militare.

Tornando all’Iran, il modo in cui voglio dimostrare la vicinanza al popolo iraniano è parlando un’altra volta di Persepolis, film del 2007 di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, tratto dalle storie a fumetti della stessa Satrapi.

Persepolis mi è piaciuto molto perché (e qui mi vengono in mente due discussioni che ci sono state da Giraffa) smentisce una volta per tutte certi miti sul velo islamico e altri strumenti di oppressione delle donne, chiarendo molto bene che si tratta di un’imposizione forzata, che è dovere di tutti coloro che credono nei diritti naturali di ogni essere umano aiutare a superare.

Personalmente credo poi che sia sbagliato ragionare in termini di conflitto tra cività o impostazioni culturali. L’idea della libertà individuale o della parità tra i sessi non è una tradizione occidentale, anzi; le tradizioni dell’Europa mediterranea erano molto più simili a quelle dei paesi arabi, basti pensare che in Italia l’adulterio è rimasto un reato penale fino al 1968, mentre la norma che nel caso di delitto d’onore prevedeva una pena da tre a sei anni nel caso di uccisione di moglie, figlia o sorella per ragioni di onore famigliare è stata abolita nel 1981…

Questa era la civiltà occidentale.

Ecco perchè penso che i diritti umani siano diritti universali, e che proprio in quanto tali contrastano con le tradizioni culturali e religiose, che purtroppo spesso sono improntate all’oppressione nei confronti di donne, minori, diversi e animali.

Per questo è giusto essere vicini a tutti quei ragazzi e ragazze musulmani che, in fondo, non vogliono altro che quelle piccole, anche stupide, libertà di cui godiamo noi e che lottano contro il regime clerico-fascista che li opprime.

Tutto questo è bene espresso in Persepolis, che ha anche ottenuto una nomination all’Oscar 2008 come miglior film d’animazione, vinto però da Ratatouille (…). Persepolis è un film divertente, spiritoso, e in cui anche il dramma di una ragazza e di un popolo viene raccontato in maniera leggera, regalando sorrisi e stimolando riflessioni.

Persepolis racconta la giovinezza di Marjane sullo sfondo della storia del suo paese, a partire dalla rivoluzione contro lo Shah, ed è anche un’occasione per conoscere o ricordare la storia recente dell’Iran, la repressione del vecchio e del nuovo regime, le illusioni tragicamente smentite della sinistra iraniana, la  vita segreta dei giovani iraniani, l’ottusità dei gerarchi e degli squadristi.

Il tutto accompagnato da una meravigliosa colonna sonora, perchè la musica è fondamentale in Persepolis, perché nella Repubblica Islamica persino Michael Jackson è una minaccia per l’integrità del buon cittadino…

Con questo concludo il tema del giorno. Da domani me ne volo in Gran Bretagna per due settimane, non so se e quanto riuscirò a collegarmi con internet, nel dubbio diciamo che anche il blog viene in vacanza con me.  Se riesco a pubblicare qualche post, bene. Sennò, ci rileggiamo il 10 agosto. 🙂

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22 pensieri su “Iran libero!

  1. Nella foga di augurarti buone vacanze (foga deducibile dall’abbondanza di punti esclamativi), ho dimenticato di commentare il post (piccola, minima dimenticanza.. ).

    Può darsi però che sia stata una rimozione di tipo freudiano, perché la situazione delle donne (ma un po’ di tutti) in certi Paesi, è per noi così impensabile che non si riesce a volte neanche a provare lo sdegno dell’inaccettabilità.

    Azioni elementari, come quelle di leggere il libro che si vuole o ascoltare la musica che piace, non sembrano neanche potersi annoverare tra le libertà disconosciute.

    Speriamo che l’occidente non debba mai (più?) attraversare un periodo di tale oscurantismo, e di tale inaccettabile controllo persino dei pensieri del prossimo.

  2. Una delle forzature più clamorose della tradizione islamica conservatrice attuale, è tutto ciò che riguarda la mancata emancipazione femminile.

    Vi fu un tempo in cui ISLAM era sinonimo di confronto tra scuole, progresso comune, dibattito, ricerca spirituale e del bene comune.

    Purtroppo la tradizione islamica più becera è prevalsa, cioè quella dei WAABITI, un tempo considerati dagl islamici illuminati alla pari dei VERMI STRISCIANTI, per le loro posizioni oscurantiste.

    Dobbiamo agli USA il trionfo dei Waabiti, aiutati militarmente a prevalere e poi assoggettati alla sfera di influenza dell’Anticristo globale.

    L’Islam ha bisogno di essere se stesso e di ritrovare se stesso, ha bisogno di reinserirsi nella storia con il suo immenso patromonio umano e spirituale ed evolversi, perchè non gli è stata data questa possibilità nei secoli.

    Ancora buon viaggio e buone vacanze, ci rileggiamo quando si può…. 🙂

  3. Anch’io ho adorato persepolis… sulla questione velo come “scelta femminile” consiglierei di leggere qualche libro della Desai. Per quanto riguarda la Gran Bretagna sono curiosa!!! Dove effettivamente!?

  4. @ Diemme: grazie degli auguri 🙂 E’ vero che in molti paesi la condizione delle donne è terribile, a anzi probabilmente ci sono molto paesi dove è decisamente peggiore dell’Iran, che comunque ha una società civile avanzata, premessa necessaria per una vera emancipazione femminile

    @ Presidente: hai ragionissima, l’Islam avrebbe bisogno di qualcosa di simile alla riforma protestante, e in effetti in varie parti del mondo qualcosa si sta muovendo; ma purtroppo, come osservi con il tuo consueto acume (non per niente sei la ns. Presidente) le scelte demenziali degli Stati Uniti hanno favorito l’emergere delle correnti più reazionarie…
    Mi lascia invece perplesso l’accenno all’Anticristo, non è che sei testimone di Geova e non ce l’hai mai detto? 8)

    @ Godot: vado a Oxford, così per due settimane mi illuderò di essere fellow dell’università, o quantomeno un piccolo Harry Potter

  5. lagiraffa ha detto:

    Come dice la ragazzina protagonista, il velo presentato come simbolo di libertà è una grande bugia, sopratutto perchè non è frutto di una scelta libera, è imposto. Per noi, che abbiamo lottato tanto per ottenere i fondamentali diritti civili, è un concetto quasi ovvio, libertà=diritto di scegliere. Sono d’accordo con la nostra Presidente, l’Iran deve ritrovare se stesso, ha una storia gloriosa, ha menti brillanti e donne coraggiose, può e deve farcela! Buone vacanze e, mi raccomando, scrivi!! Su, su, almeno una una cartolina.. 😉

  6. Bella Oxford… dato i tuoi interessi ti consiglio il Museum of the History of Science, e il giardino botanico, che è il più antico di tutta la Gran Bretagna… io in particolare adoro lo Sheldonian Theatre e la Christ Church University. Ovviamente poi… approfittane per un giro in canoa! 😉

  7. @ Giraffa: sono d’accordo con te, che sei d’accordo con la Pres, è bello non essere soli a credere in certi principi.
    La cartolina? E dove la mando? Vabbé, farò qualche foto ad uso e consumo delle amiche di blog (e anche degli amici, va…)

    @ Godot: grazie dei consigli, me li sono appuntati, e non mancherò 😀

  8. balibar ha detto:

    E’ poi strano vedere le tv iraniane via satellite che, dopo essere state censurate dal governo per quanto riguarda l’informazione, propongono programmi con conduttrici con e senza capo coperto, pubblcità in perfetto stile occidentale (addirittura parrucche da donna), immobilari che vendono case a Cipro, Dubai, ecc.
    Insomma, prende la sensazione che si rifacciano il trucco prima di mostrarsi al resto del mondo.
    Come da noi, del resto.

    FraPuccino ti auguro un allegro buon viaggio.
    Tremate Hermionesse.
    Mi mancheranno i tuoi post, seriously.

  9. @ balibar: è per quello che scrivi tu che continuo a essere ottimista sul futuro dell’Iran…
    Dici che le Hermione devono temere. Non penso, in queste occasioni si socializza con tutti tranne che gli indigeni del luogo

    @ giraffa: prometto, troverò uno e più particolari intriganti, e per gli amici maschi una bella foto da pub 🙂

  10. balibar ha detto:

    Non so se arrivo in tempo per la replica.

    Sì, ottimista lo vorrei essere anch’io, purtroppo le trasmissioni iraniane (quelle che ho visto, così, a campione) sono zeppe di manifeste strizzate d’occhio agli usa.
    Ovvero quando globalizzazione fa rima con americanizzazione.

    Però nascono anche tv che si oppongono e questo mi fa ben sperare (se non le fan fuori prima).

    Ti rinnovo i saluti, augurandoti comunque dei begli incontri. (non importa rivelare che veniamo da Ork 🙂 )

  11. buon viaggio caro Fra, per due settimane cercheremo di resistere alla mancanza dei tuoi post pensando che ti stai divertendo…ma mi raccomando quando torni scrivi subito un resoconto!!! 🙂

  12. Concordo con te, non si può parlare di “scontro di civiltà”, soprattutto quando questo attuale è stato creato dai rispettivi establishment; creare un nemico comune ci permette di poter avere un obiettivo a cui tendere, a cui far fronte, e quindi controllare le masse.
    Concordo anche con il Presidente di Banana Republik. Nel medioevo, la cultura araba era sinonimo di raffinatezza e profondità di pensiero. Sono loro che hanno per secoli fatto da tramite nei confronti delle culture dell’estremo oriente (l’esempio del numero 0, inventato in India e fatto conoscere al mondo occidentale dagli arabi)ed è stata generatrice di grandi fisici e filosofi.
    Personalmente credo che queste posizioni erratamente antitetiche siano state fomentate anche dalle 2 religioni monoteiste (senza offesa per chiunque legga ed è credente) le quali per il motivo sopracitato hanno cercato lo scontro diretto, o comunque una tolleranza minima.
    E’ avvilente vedere una nazione dal passato così ricco e nobile dover combattere per libertà che in passato ha conosciuto, ma spero sia solo un periodo e che torni a navigare verso lidi più pacifici. Chiedo scusa per il commento forse troppo “duro”.
    Ti auguro un buon soggiorno in Gran Bretagna.
    A rileggersi

    Ciao

    Michael

  13. alla base di tutto c’è una sola parola
    non esiste, non dovrebbe esistere, nessun popolo
    che lotti per avere per se una parola che è sua di diritto!!
    😀 buona vacanza, una terra bellissima.

  14. Anche da qui, non vi perdo di vista!

    Grazie a tutti per gli auguri di buona vacanza, che per il momento sta andando bene, ma vi resoconterò bene quando avrò più tempo.

    Riguardo all’Iran, mi piace quello che hanno scrtto Irish e Svartevag (bene arrivato!), mi trovo un po’ meno d’accordo con Balibar. preferisco un po’ di sana americanizzazione che l’attaccamento a usi e costumi vecchi e polverosi…

  15. balibar ha detto:

    Solo una parolina sull’Iran.
    Non voglio per forza essere in accordo con te, ma ci tengo a precisare che la mia linea è come quella di MrsPresident. A me spiace che tutta quella cultura nata intorno alla via della seta, non possa subire sorte diversa se non quella di passare da un’egemonia ad un’altra.

    Spesso cerco di lasciare commenti sintetici e finisco per essere poco chiaro.
    O forse tu hai capito benissimo ed allora accetto la tua opinione. 🙂
    Sai, alcune volte ho la sensazione di non esserti molto gradito, se nel caso dimmelo che evito di tediarti. 🙂
    Io ti trovo comunque stimolante.Ciao

  16. Caro Balibar, ma certo che sei gradito.

    Solo che io preferisco una conversazione schietta e aperta, se c’è un commento che non mi trova d’accordo, lo dico forte e chiaro, tutto qui.

    Ma preferisco un dialogo, anche con qualche disaccordo, che un coretto di “sì, certo, che bello, la pensiamo tutti uguale”. Sennò siamo come i Teletubbies
    “Ciao!”
    “ciaoooooo”
    “Ciao ciao”

    E quindi, sei benvenutissimo, come chiunque abbia un pensiero da esprimere

  17. balibar ha detto:

    Perfettamente d’accordo.

    E’ che cerco di evitare commenti lunghi (riesco ad essere esageratamente prolisso) e qualche volta soffro di “dialoghi incompleti” o un po’ spezzettati (but it’s my fault) così da finire per dare spesso un’idea parziale dei miei pensieri.
    Mi piace venire qui da te perché mi accorgo che abbiamo punti di vista importanti comuni ma anche divergenze.

    Appartengo al decennio dopo il tuo (ed anche qualcosa in più) ma stranamente anche a me capita di trovarmi a mio agio maggiormente con le persone di età minore(non sempre, eh).
    Ma nel mio caso forse è veramente l’età che frega(un po’ rinco, insomma).

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