In armonia e fedeltà

Il 19 luglio si festeggia il Flitch Day, una bizzarra cerimonia nata in Inghilterra nel 1104, ma diffusa anche in America e in altre parti del mondo anglosassone, in cui viene regalata una bella fetta di pancetta a tutte quelle coppie sposate che riescano a dimostrare, in una sorta di processo  davanti ad un’apposita giuria,  di avere vissuto gli ultimi dodici mesi in armonia e fedeltà.

Solo poche coppie portano a casa il premio.

La ricorrenza di oggi mi porta a ragionare sulle difficoltà di portare avanti un rapporto di coppia nel tempo, senza cadere nella sofferenza o nell’infelicità, che poi portano a disarmonia e infedeltà.

Tanti rapporti, ci metto  dentro anche quello con la mia ultima ex, cominciano con la gioia, l’innamoramento, la passione, la persona accanto a noi sembra perfetta, non ci si vorrebbe mai separare da lei.  E invece.

Invece all’improvviso il rapporto appassisce, la passione decresce, magari rimane l’affetto, la condivisione, la progettualità persino, ma non c’è più elettricità nella coppia.  La coppia diventa statica.

Succede a tanti, a tantissimi.  Ed ecco che le coppie si sfaldano, com’è successo a me, oppure subentra il tradimento, non tanto per una voglia di sesso ma più probabilmente per il desiderio di riprovare certe emozioni.   Mi viene allora da chiedere se sia possibile, invece, vivere un rapporto di coppia nel tempo senza che l’amore si deteriori.  Esisterà pure una soluzione, almeno quando l’amore è più vero e più intenso?   Il mio innato ottimismo vorrebbe dire di sì, ma non riesco a trovare la risposta…

Sto anche un po’ cambiando opinione su alcune tematiche, la stessa idea assoluta di fedeltà nel rapporto di coppia in cui finora avevo sempre creduto mi comincia a vacillare (e so già che qualche amica di blog di bacchetterà per questo)…  Se il tradimento occasionale fosse il rimedio per salvare l’amore, forse preferirei essere  amato e tradito, che non amato e non tradito.

O forse, semplicemente, come suggerisce il video di oggi, la verità è che molte volte abbiamo semplicemente sbagliato persona, e sbagliato vita.   Forse esiste una persona e una vita che vorremmo davvero per sempre.

Ma allora non dobbiamo aspettare, dobbiamo scavalcare la siepe e vivere la vita che vogliamo

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36 thoughts on “In armonia e fedeltà

  1. Condivido quello che scrivi, spesso si sceglie una persona poco adatta, semplicemente per paura della solitudine o per il profondo desiderio di creare una famiglia e si continua a vivere un’esistenza tranquilla, “normale”, anche senza un grande amore, si baratta l’amore con la tranquillità. A molte persone va bene così, per tutta la vita. Per chi, invece, è meno razionale e ragiona col cuore, senza calcoli, senza badare troppo a ciò che è conveniente, l’unica cosa da fare è scalvacare la siepe, costa un po’ di fatica, ma è l’unico modo per sopravvivere.

    P.S. mi dispiace non aver partecipato al mega party per i diecimila..spero di esserci le prossime volte!! 🙂

  2. saluto Giraffa il cui collo lungo sbuca sopra il mio commento 😀

    sono d’accordo con voi.

    ormai ragionando insieme al mio partner stiamo arrivando alla conclusione che la “coppia” è quasi un’invenzione artificiosa.

    Veniamo al mondo soli, e soli ce ne andremo.

    Ognuno di noi è responsabile della propria felicità, che può manifestarsi in forme e occasioni impossibili da prevedere del tutto.

    “dobbiamo scavalcare la siepe e vivere la vita che vogliamo. ”

    Esattamente.

    Come scrivevo qualche tempo fa, liberarci dei carcerieri e oltrepassare la ZONA DI COMFORT.

    La coppia è una delle più classiche zone di comfort (e spesso di confortevole ha ben poco…).

    So che farò inorridire i puristi sentimentali, ma oguno di noi deve vivere seguendo la propria felicità.

  3. kalojannis ha detto:

    Purtroppo il venir meno diella passionalità in una coppia ha un fondamento scientifico… al momento dell’innamoramento il nostro corpo subisce un incremento dell’NGF (o molecola dell’amore) una proteina che condiziona (in poche e non scientifiche parole) il nostro modo di “sentire”.
    La sensibile riduzione (ovvia con il passare del tempo) di tale proteina, andando ad elidere la passionalità, comporta la necessaria trasformazione del rapporto.
    Scusate l’atecnicità ma non sono Rita Levi di Montalcini (che per gli studi su questa proteina è stata insignita del Nobel nel 1986).
    @ Presidente: non sono un purista sentimentale – anzi chi mi conosce mi definisce “squallidamente razionale” – ma effettivamente quello che hai scritto se non inorridire fa un po’ venire i brividi…

  4. eh lo so che fa venire i brividi…. Li fa venire pure a me, quando il mio partner mi guarda e mi dici FA TUTTO CIO’ TI RENDE FELICE.
    Senza sentirsi minacciato, o in diritto di fare domande…. si fa venire i brividi, talvolta la libertà è difficile da accettare.

    E intanto lo sapete che Herny ha lasciato Pepper per stare con Linda?

    http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/pinguini-san-francisco/pinguini-san-francisco/pinguini-san-francisco.html

    E gli scienziati non se lo spiegano…!

  5. kalojannis ha detto:

    Speriamo che qualche Povi, Pova o come si chiama lui non ci faccia su una canzone tipo “Herny era gay e adesso sta con lei” 😉

  6. Questo post arriva in una giornata particolare: il 19 luglio ormai di ben 27 anni fa, convolavo a giuste (?) nozze con un uomo del quale ero sì innamorata, ma che non avrei mai sposato se non fossi stata costretta alla fuga da casa.

    Problemi di infedeltà non ne abbiamo avuti, comunque credo che un rapporto tiepido non si risolva con un tradimento: un tradimento non risolve la crisi di coppia come non la risolve un figlio. Provare emozioni clandestine, è come prendere un analgesico per il dolore: non risolve la malattia, che è sempre là, e sempre più priva di cure.

    Non so che dirvi, mia madre e mio padre sono stati innamorati fino all’ultimo giorno (37 anni di matrimonio), miei nonni idem (mi pare che loro siano arrivati a 59).

    Io stessa, nel corso dei miei rapporti, quelli più lunghi intendo, non ho mai smesso di amare la persona che avevo a fianco, e mai il sentimento è diventato più debole.

    Le mie storie sono finite per incompatibilità di vite, non per disamore, quindi che dirvi, l’amore eterno l’ho visto, sia pure negli altri, e l’ho visto portato avanti senza ipocrisia, sostenendosi, non solo con la voglia di rendere l’altro felice (anzi, un tempo queste fisime non c’erano proprio), ma con la responsabilità di un rapporto, ritenuto davvero per sempre.

  7. kalojannis ha detto:

    Secondo a volte si confonde l’amore con l’innamoramento.
    L’amore può essere per sempre, l’innamormento non lo so (ma la Rita Levi di Montalcini e il suo Ngf mi insegnano che non può esserlo).
    Probabilmente occorre essere preparati alla trasformazione del rapporto d’amore da rapporto passionale (innamoramento, in cui il/la partner ha tutti i pregi che noi vorremmo avere) a rapporto razionale (amore tout court, in cui il/la partner è una persona che pur avendo diversi difetti ha quei pregi che ci permettono di sentirlo affettivamente molto vicino).
    In altre parole, quella trasformazione che sotituisce alla passione altri sentimenti (stima, fiducia, affetto).
    Facendo attenzione a non far scivolare il rapporto nelle sabbie mobili della noia.
    Almeno credo.

  8. Che discussione interessante, anche se non animata come il Party di ieri. A proposito, ringrazio tutti quelli che sono venuti 😀 e agli altri (come Giraffa), la prossima festa magari la organizziamo durante la settimana così non avrete scuse

    @ giraffa: nulla da aggiungere, sono perfettamente d’accordo con te, il difficile è oltrepassare la siepe

    @ Presidente: secondo me la coppia non è invenzione, è un fatto naturale, il problema è che sembra naturalmente a termine, e quello che mi chiedo è proprio come fare a trasformarla in rapporto a tempo indeterminato; seguendo ognuno la propria felicità? Magari sì, chi lo sa, sempre meglio che negarsela entrambi 🙂

    @ diemme: tu racconti di storie che sono durate nel tempo, ma il mio quesito è COME ciò può avvenire, e questo non lo dici… Qual’è la stata la chiave di quei rapporti di cui scrivi?

    @ kalojannis: interessanti le tue informazioni medico-scientifiche, che però smentiscono invece di confermare la tua tesi e -purtroppo- danno credito alla mia…
    se scegli l’amore, puoi accettare di vivere il resto della vita senza innamorarti più? E se non ce la fai, non è meglio cedere all’innamoramento senza per questo distruggere la tua coppia?

    Sono domande, eh, non so neanche io le risposte… anzi

  9. kalojannis ha detto:

    Credo che ci sia l’età per innamorarsi e l’età per amare.
    L’innamoramento è a termine, l’amore può non esserlo (purché ci siano quella stima, fiducia e affetto necessari per “accettare” la trasformazione del rapporto).
    Ovvio che accettare ciò comporti necessariamente rinunciare a farsi travolgere al turbinio di emozioni che può dare l’innamoramento… resistendo al canto delle sirene che sempre ci sarà.
    Alcuni chiamano ciò “fedeltà” 😉

  10. Semplice, sono durati perché non c’era scelta: quando ci si sposava era per sempre, non erano previsti i ripensamenti.

    E allora, vuoi perché all’epoca c’era una diversa cultura dell’impegno e un più rigoroso senso del dovere nei confronti della famiglia, le cose dovevano andare per forza: e infatti andavano, e molto meglio di come vanno adesso, in cui si sta sempre in prima elementare, di scuole diverse, ma sempre in prima.

    Se c’è il folle innamoramento magari si arriva persino in seconda.

    A me tutto questo dà una gran tristezza.

  11. Fede ha detto:

    Nella mia vita fino a qualche anno fa non ho fatto altro che confondere l’innamoramento con l’amore, ed ecco che, puntualmente, passati i brividi, la passione, le sensazioni forti, finivo col credere che tutto fosse finito.

    Poi ho trovato l’amore vero, che mi ha insegnato, e continua a farlo, giorno per giorno, come il rapporto vada coltivato, protetto e seguito nelle sue trasformazioni e nei suoi cambiamenti; l’importante è saper mantenere la rotta.

    Non posso quindi che essere daccordo con Kalojannis.

    Non sono invece assolutamente daccordo con il Presidente: la coppia non è un’invenzione artificiosa, esiste oggi, come è sempre esistita. L’unica differenza veramente triste è che si è svuotata del suo significao, e non perchè l’uomo sia più solo ma perchè è diventato molto più individualista ed egosista, forse troppo (la solitudine è una conseguenza di ciò).

    “dobbiamo scavalcare la siepe e vivere la vita che vogliamo”: esiste ancora qualcuno per cui scavalcare la siepe significa abbandonare il giardino della propria individualità e vivere la vita con il proprio compagno per sempre perchè è esattamente quello che si vuole.

    Il problema dei tempi moderni è SAPER CAPIRE QUALE SIA LA VITA CHE SI VUOLE. Una volta risolto questo enigma credo che sia nostro dovere fare il possibile per vivere secondo il nostro desiderio.

    Non ho ricette su come si possa far durare un rapporto per sempre, in armonia e fedeltà, ma ho sposato la tesi per cui le soluzioni a tutti i problemi di coppia vadano cercate all’interno della stessa e non all’esterno; non nego che mi considero mooolto fortunata per la persona che ho al mio fianco (non bisogna accontentarsi per paura della solitudine, una persona qualunque non basta) e che ha scelto per ora di fare il suo percorso con me; e devo ammettere che è un ottimo maestro di vita di coppia, perchè per me è in assoluto il primo rapporto completo e la prima esperienza di convivenza.

    So solo che questo rapporto richiederà molti sacrifici e rinunce, ad entrambi; ma credo che sia giusto e naturale farli quando si vuole continuare a stare insieme, in armonia e fedeltà.

  12. balibar ha detto:

    Mi trovo d’accordo con quanto dice Giraffa ed in buona parte con quello espresso da Fede.

    @MrsPresident: noddai, non mi dire così. Il “veniamo al mondo soli e soli ce ne andremo” è una suggestiva leggenda nata ( o maggiormente divulgata) negli anni ’80, vera anticamera dell’individualismo e del trionfo dell’ego.
    Ne avevo già parlato da Diemme.
    E’ molto “moderna” ed acchiappa ma se di base non condivido con la mia partner l’idea di felicità, tutto diventa lecito. La coppia zona di comfort? Il/la compagno/a diventa carceriere?
    Dipende da chi scegli e da quello che t’interessa costruire.

    E’ vero, appena ci mettiamo con qualcuno nasce la paura della perdita, dell’abbandono. La felicità è mitigata dai timori. Se quest’ultimi sono ragionevoli fanno parte dell’essere felici (l’attesa della volpe nel Piccolo Principe).
    Preoccuparci di cosa sarà il futuro, non uccide un po’ il presente?

    @Fra Puccino: ho uno scritto dove Lou Andreas Salomé parla di amore e di coppia. Se t’nteressa lo copio e te lo invio.

  13. @ kalojannis: a che ora è finito il party? Con esattezza non me lo ricordo, ma di sicuro abbiamo superato le 2.00… 😀

    @ diemme: ma se la ricetta dello stare insieme è essere obbligati, non ci siamo! e poi diciamolo che, magari i tuoi no, ma molto spesso le coppie di una volta erano nei fatti molto “aperte”, solo che si tollerava perchè, appunto, la famiglia era la famiglia

    @ fede: ecco, tu invece dai la tua ricetta di coppia felice, e siccome vi conosco anche nella realtà, effettivamente voi due siete un esempio di coppia su cui scommetterei…
    Però fai come la Coca Cola, non ci dici la ricetta… :/
    Provo ad indovinare: forse avete semplicemente trovato la persona giusta al momento giusto, forse avete determinati valori e ci credete davvero, chissà. O magari, statisticamente, una o due coppie su dieci funzionano 🙂

    @ balibar: interessante, sì, mandamela pure a rodolfocappuccino@gmail.com (sì, è il mio indirizzo email, non credo alla privacy piccolo borghese)

  14. balibar ha detto:

    Frapp ti avevo già mandato una mail per il party.
    Forse non l’hai ricevuta, il che vuol dire che ho problemi di posta.
    Ma ci riprovo

  15. @Fra: e invece ci siamo. Qui stiamo parlando di due che si sono scelti, e hanno liberamente giurato davanti all’altare di amarsi, rispettarsi e blablabla finche morte non li separi. Il fatto che siano obbligati a rispettare un contratto che hanno liberamente sottoscritto, mi pare il minimo sindacale.

    Comunque, quando uno non può dire “mollo” ed è costretto a provarci, più spesso di quanto non si creda ci riesce: provare per credere!

  16. Mi insinuo in questa discussione perchè tu sai, caro Fra’, quanto mi sta a cuore l’argomento.
    Io credo che ci sono persone “predisposte” alla vita di coppia, che sono praticamente già nate mogli e madri…. ce ne sono altre – come me – che invece non si “accontentano” e che sono inquiete per natura. La routine, l’abitudine, il cameratismo, un giorno mi fanno stare bene, il giorno dopo invece mi provocano una crisi di nervi. Ma io sono pazza, questo lo avevo già detto.
    Baci, L.

  17. Fede ha detto:

    @Balibar: Hai ragione, con il legame subentrano paura della sofferenza e dell’abbandono, “la felicità è mitigata dai timori”…Ma tutto fa parte del gioco dell’amore. L’importante è non lasciarsi schiacciare, e imparare a vivere il presente, apprezzando ciò che si ha e difendendolo strenuamente, se ci teniamo.

    @Fra: No. ti assicuro che non nascondo nessuna ricetta, magari avercela, l’avrei già fatta circolare tra tutti gli amici che soffrono o hanno sofferto per amore, altro che Coca Cola…
    Semplicemente cerco di impegnarmi giorno per giorno nella scelta che ho fatto.
    Ti ringrazio per la fiducia, ma purtroppo, da quello che vedo intorno a me, ho capito che non ci sono coppie su cui scommettere, ho visto lasciarsi persone di cui ero straconvinta che sarebbero state insieme per sempre, e commettere errori proprio da persone da cui non me l’aspettavo…Per cui, diciamo che io tengo le dita incrociate e ci provo al massimo, sperando che vada bene… Sicuramente io e il mio compagno siamo stati fortunati ad incontrarci, anzi a ritrovarci dopo tanto tempo e percorsi tanto diversi, ma qui, si sa, entra un pochino in gioco il destino, o il caso, o il gioco della vita (chiamiamolo come vogliamo, a seconda di quanto siamo fatalisti o meno)…

    @Liviana: Anch’io avevo una gran paura della quotidianità e della routine, sono anch’io un tantino pazza e inquieta per natura…Il segreto? Trovare un compagno che nella vita di ogni giorno sappia farti vivere quel pizzico di brio e di follia che insaportiscono la vita! Io sono stata fortunata, non smetterò mai di ammetterlo e di ringraziare per questo.

  18. Io invece la routine quotidiana avrei bisogno di provarla, solo così saprei se è fatta per me o no (anche se conoscendomi non credo). So cosa significa amare, disinnamorarsi di una persona, l’angoscia del tradimento. Ma non vivere una persona ogni giorno, questo proprio mi manca. Poi magari scoprirò che mi da’ il voltastomaco la routine in una coppia, chi lo sa.

    PS: bella canzone fra, nonostante non sia un concentrato di messaggi positivi mi trasmette allegria e al tempo stesso fa riflettere. Bravo! 😀

  19. Fra,

    cerco di articolare il mio pensiero in modo semplice, anche se tantissimi sono i pensieri che mi frullano nella mente, sia in riferimento al tuo post che ai commenti.

    Il tuo riferimento al mio pensiero nel tuo post l’ho colto all’istante. Sai come la penso. Non è rigidità e nemmeno bigottismo, è il credere in determinati principi. Se deve essere cosa sia, e cosa sarà. Ne non lo deve essere non lo sarà mai. Questo è il mio pensiero.

    Non credo nella coppia aperta, perchè nel momento in cui è aperta non è più coppia. E mi torna in mente l’inizio di un libro che ho sul comodino ma che non riesco a leggere: Belle de jour. Caso letterario nato dal blog. Lei, bella e laureata, decide di famme la Puttana, come si definisce lei, e il suo primo approccio con quel mondo è con una coppia aperta. Lei, belle de jour parla con il marito dopo giochi erotici e lui le dice, mentre l’accompagna al taxi: tutto per fare felice mia moglie. Io non riesco a leggerlo, anche se sto lottando con me stessa per farlo (leggerlo intendo)

    Se c’è amore si vuole quella persona solo per se e si vuole essere solo per quella persona. Non credo in giochetti erotici fatti in club privé o con annunci di mille tipi. Non credo che abbia un senso avere accanto a sè una persona felice in quel modo.

    La coppia è un nido, dolce e profumato. Spesso però diventa un covo di serpi e ci sono solo spine, ma non è colpa del matrimonio o della convivenza o dell’amore che scema. E’ che non si ha accanto la persona giusta.

    Colpita dalle parole della mia ex consulente in palestra, ritornata da poco, mamma single e felice: quando è nata mia figlia mi sono resa conto di non essermi mai innamorata. Se un giorno proverò per un uomo quello che provo per mia figlia allora si che mi sposero’, io che sono contro il matrimonio. Le sua parole mi hanno gelato il sangue.

    Io fino ad ora ho incontrato anime belle, anime splendide e anime non cattive ma intrappolate o in loro stessi o nel loro passato. Ho creduto di essere innamorata. Ho detto ti amo. Spesso ho detto ti voglio bene. Mi hanno detto ti amo, a volte si, a volte no. Non ho mia avuto e voluto avventure. Non sono una mangia uomini e non la voglio essere. Sono da sola in questo mio periodo sabbatico. Da un paio di mesi sono arrivata a questa scelta: stare da sola fino al giorno in cui proverò la sensazione descritta dalla mia ex consulente in palestra. Spesso ci mettiamo con qualcuno per attrazione fisica, per attrazione mentale, per sintonia, per pasisone in comune. Ma manca quella luce, quella che provi per un figlio. Credo che esistano amori così. Non so che saro’ fortunata per provarlo. Gli uomini con cui sono stata mi sono sempre piaciuti moltissimo, ma questo non basta. Credo che se quell’amore esiste non ci sono anni che passano che tengano. Si vive sempre a 2000. Non voglio rimanere sola, ma rimango da sola. Sono felice di come sono e di quello che ho, e della gente splendida che mi circonda nella vita reale e in questa blog sfera.

    Un abbraccio a te Fra e a tutti i miei blog amici.

  20. Fra Puccino ha detto:

    @ Diemme: ma stare insieme perché si deve non è la soluzione che mi interessa, io voglio sapere se si può vivere insieme a lungo con gioia a passione…

    @ Fede: tu e il tuo uomo avete vinto la fetta di pancetta, potete venire a ritirarla quando volete; siete i vincitori del Flitch day 😉

    @ Dawn: non è tanto la convivenza o la routine il problema, o meglio non solo; e poi tutto sommato l’essere umano (soprattutto di sesso maschile) di un po’ di routine ha pure bisogno 😀
    In ogni caso mi sembra che tu abbia già raccolto le tue esperienze di vita e d’amore, il che è senz’altro un buon presupposto per un futuro rapporto di convivenza sereno e maturo

    @ Stella: ehehehe, ti aspettavo al varco, ma mi è facile risponderti: anch’io avevo i tuoi stessi principi e convinzioni, ma la vita me li sta facendo cambiare.
    E comunque io non parlo di scambismo o di coppia aperta, ma della fuga d’amore improvvisa, di un bacio rubato, di una notte d’albergo.
    Alla fine, mi pare di capire che scegli la tesi per cui l’amore infinito è possibile, con la persona giusta. Spero che tu abbia ragione.

    Ma però, credimi, anche con la persona più giusta del mondo uno sguardo, un pensiero, una fantasticheria per un’altra persona ci scappa sempre, e tutto sommato non c’è niente di male, siamo umani, non siamo né santi né robot 🙂

  21. Lo so Fra che mi aspettavi al varco. Ho colto subito il riferimento nel post. Lo so che non ti riferivi a pratiche estreme, ma la mia era un’analisi in toto. Non abbandono i miei principi. Una notte d’albergo, e magari non sai neanche il suo nome? Una notte d’albergo magari con una sconosciuta? E poi, cosa pensi che lascino queste cose? O con una sleeping friend? vuoto, il puro vuoto. Si, Fra, hai capito benissimo. Credo nell’amore eterno, con la persona giusta. Ma non credo che tutti quella persona la incontriamo. Non rinnego il mio essre donna. Non rinnego la mia voglia di amare ed essere amata. Vorrei solo che la prossima volta che amo fosse la persona dalla luce misteriosa. Siamo umani, questo si. Ma una cosa è un pensiero fugace, un’altra cosa è fare sesso con una diversa dalla tua donna. Non abbandonare i tuoi principi solo perchè hai sofferto. Siamo tutte anime graffiate, ma questo non vuol dire tradire i propri principi. Non diventare fantasma, come quei fantasmi che ho amato e che alla fine sono rimasti soli con il loro vuoto. Non allontanarti mai da te stesso. Tu sei e rimarrai l’unico compagno certo di questo tuo viaggio.

  22. @Fra: forse non mi sono spiegata. Ti ho risposto che sì, si può vivere a lungo insieme con gioia e passione, ma spesso non si arriva a questo “lungo” perché nei momenti di crisi si molla, e si ricomincia daccapo altrove (la mia tesi della prima elementare).

    Stella parla del discorso dei figli, e ci capita a ciccio: un figlio è l’amore più grande del mondo ma è pure qualcuno, tutto sommato, di cui non puoi liberarti. Lui ha bisogno di te, e questo ti fa sentire importante, ti dà un’impagabile sensazione totalizzante, ma ti lega pure, ed è da questo legame che nasce la simbiosi.

    Un rapporto tra due persone, due qualsiasi, che siano amanti, genitori e figli, vicini di casa, passa sempre attraverso dei periodi di stanca: e se in quel momento, potendolo fare (ma anche no… ) uno molla, si ritroverà a ripercorrere sempre lo stesso pezzo di strada.

    Non è un essere costretti a stare insieme nella sua accezione negativa, è un invito a fare di necessità virtù: chi la dura la vince, e una bella famiglia, un amore eterno, una coppia appagante, sono un bel premio.

  23. @Stella: la penso esattamente come te.

    Pensa che me lo diceva una mia insegnante del liceo “Gli amori vanno e vengono, ma è con voi stessi che dovrete stare fino alla fossa”. Questo principio ce l’ha cucinato in tutti i modi, per il rapporto con gli amici, per tutti gli altri tipi di rapporto: dobbiamo volerci bene, e soprattutto non tradirci mai. Rispetto per la nostra vita, i nostri principi, i nostri ideali, i nostri sogni, ma anche la nostra salute.

    Ciao Stellina, ciao a tutti!

  24. Fra Puccino ha detto:

    @ Stella: ma magari la notte d’albergo la passi con una persona che conosci, che ti piace, che apprezzi, e magari potrebbe essere anche bellissimo. Perché no?

    Non abbandono i miei principi, ma sarebbe meglio dire, non mi allontano dalle mie precedenti convinzioni, perché ho sofferto, ma perché sono stato deluso, che è una cosa diversa, e perché mi dico che se nemmeno un rapporto che era stato tanto intenso e passionale è sopravvissuto al tempo, allora quale?

    @ Diemme: messa così, posso essere anche d’accordo con te, sicuramente nelle coppie la differenza la fanno quelle che riescono a superare i momenti difficili.
    Ma bisogna sempre vedere se vale la pena, tutto questo impegno…Forse vale solo nel caso in cui l’altra persona sia davvero unica e speciale

    Alla fine però tutti questi ragionamenti mi portano a un’ulteriore considerazione: finora ho sempre impostato i miei rapporti sull’attrazione e la passione fisica, forse è questa impostazione a renderli più deboli.
    E lo dico come una presa d’atto, sapendo bene che questo è il mio modo di vivere l’amore, e che non posso cambiare.

  25. balibar ha detto:

    Però credo che occorra stare molto attenti a non costruire nella propria mente un sogno e cercare poi disperatamente di farlo coincidere con la realtà.

    Quella che subentra è la delusione, la rabbia ( anche nei confronti di chi non è quello che noi vorremmo fosse), è, in pratica, la fine di uno pseudo-amore.

    Lo descrive bene Lou Salomé, ma non so se Fra ha ricevuto il testo.

    Continuo a pensare che, idealmente, noi cambiamo un po’ ogni giorno e che parte dell’amore sia ogni giorno riconoscersi e rinnovare la scelta di stare insieme.
    Una delle cose che mi spaventano è l’idea di passività nel rapporto.
    Non è necessario fare ogni giorno strani equilibrismi o chiedere gli effetti speciali, basta non cominciare a dare l’altro per scontato.

    Però, però…più ci penso e più ho l’impressione che i rapporti che funzionano sono quelli che si affidano alla semplicità e alla naturalezza dei desideri.

  26. Ciao Fra,
    sono mancata pochissimo e guarda cosa mi stavo per perdere! letta tutta d’un fiato….

    come hai capito io sono la persona “giovane” del gruppo e non posso darti la famosa ricetta della “coca cola”… Mi trovo d’accordissimo con quello che scrive Diemme, Stella e Fede….

    ti posso solo dire che i miei genitori sono assieme da 32 anni anzi diciamo pure 35 se contiamo anche quelli di fidanzamento.. la loro ricetta non la so… so solo che si amano profondamente hanno iniziato la loro vita assieme da zero per dei “dissapori” famigliari hanno lottato per avere ciò che ora hanno… tutto allora sta nel trovare la persona giusta.. e nel credere nel proprio rapporto… affrontare i periodi bui ( lasciarsi è troppo facile ) e i miei li hanno avuti…. ti posso assicurare che ci sono stati… perché come si dice dopo la tempesta c’è sempre il sereno… e quindi è giusto attendere quel sereno non trovi?

    Ps: grazie per avermi accolto, se per poco, al tuo party… per le 20.000 visite cercherò di essere più attiva e presente Ciao!

  27. Fra,

    lo sai che sono categorica su questo argomento. Flessibile per DNA ma categorica in questo caso. Nessuno mi smuove perchè non voglio essere smossa. Ho capito amico che hai sofferto. Ho capito che pensavi che fosse per sempre, e lei ti ha deluso. Non penso però che attaccare sia una scelta tattica. Attacco per difendermi, e in questo caso l’attacco è cambiare le proprie vedute, è creare un concetto più aperto di coppia. Liberissimo di scegliere la tua strada, ma ricordati le belle persone dovrebbero rimanere tali. Le tue paroli mi fanno un pò male, ma penso che facciamo male a tutte le anime graffiate che combattono con le unghie e con i denti per andare avanti e non mollare mai. Rivedere i propri principi, in questo caso, è come mollare la presa. In questo caso, perchè erano principi buoni. Lo sento spesso, e sopratutto l’ho sentito dai miei fantasmi. Una nuova storia, una nuova persona accanto e si dovrebbe iniziare tutto da capo, senza se e senza ma, che non hanno mai portato da nessuna parte. Lo sai Fra, parlo col cuore come in tutte le cose che faccio, che dico, che scrivo. Tutti, chi più, chi meno, soffriamo. Il nostro obiettivo è essere felici.

    La notte d’albergo può essere magica, ma è una magia effimera. Una magia che vola via, vola via con i brividi, vola via con la pelle che si increspa. Vola via…

    Anch’io in un rapporto cerco la passione e il brivido, il cuore che ti batte a mille, l’attrazione fisica e mentale, ma non basta. La luce di cui parlavo ieri in qualche mio commento, la luce dell’amore vero, la luce che ti fa capire che è la cosa più forte che ti poteva succedere, quando ami qcn ancora più di ogni altra cosa. Io non ho mai amato così. Non so tu.

    Al di la dei tuoi occhi, al di la del tuo cuore, al di la dei tuoi cocci, un nuovo inizio ti attende. La porta è socchiusa. La puoi chiudere o aprire. La strada è lunga, ma un giorno quella porta verrà aperta o chiusa e solo tu capirai quando sarà quel giorno e se la dovrai aprire o chiudere.

    Un abbraccio stellare

  28. balibar ha detto:

    Cara Stella,
    mi accorgo che spesso cerco conferma delle mie idee, rispetto ai concetti di amore e di coppia, nel confronto con gli altri. Ho quasi bisogno di non sentirmi sbagliato, mi spaventa chi può pensarla diversamente. Non credo, come forse tu sai, nelle dimostrazioni scientifiche né tantomeno nei riferimenti alla natura dove, ad esempio, è alta la percentuale di omosessualità ( come i giovani delfini che in età matura diventeranno fra gli animali più fedeli al proprio partner).
    Esiste, io credo, un concetto universale di amore, ma siamo anche esseri terreni con tutti i pregi ed i limiti che questo comporta.
    Riportavo, tempo fa e senza essere sicuro che non sia leggenda, della tribù africana dove la donna avverte, con segnali prestabiliti, al marito che torna a casa, se per caso è impegnata con un altro uomo. Oppure, come dicono, che un tempo gli eschimesi offrivano la propria moglie all’ospite.
    Che tutto ciò sia vero o falso poco importa. Io cerco di accettare, anche se con difficoltà, che qualcuno possa pensare ed agire in modo diverso dal mio. Sempre in un clima di reciproco rispetto e che il rispetto sia condiviso all’interno della coppia ( un atteggiamento violento non è mai giustificabile come atteggiamento amoroso)
    Insomma, credo tu faccia bene a perseguire i tuoi ideali ed il tuo credo, cercando anche di diffonderli, ma senza pensare che necessariamente l’agire diverso di alcuni sia legato a ferite o ad educazioni sentimentali sbagliate. Siamo così legati anche alle nostre culture. Ed il tempo e le esperienze ci cambiano. Perché dovermmo essere meno belle come persone?
    Non prendere quello che ho scritto come una critica a quello che sostieni, anche perché fondamentalmente la penso come te. Ti racconto solo quelle che per me sono diventate, non mi stanco di dirlo “a fatica”, o cerco di far diventare delle precauzioni d’uso che, in fondo, mi fanno sentire più saldo sui miei convincimenti.

    Mi fermo anche se sono tentato di dire qualcosa su “quella notte in albergo”, che però potremmo anche chiamare “quella notte sulla spiaggia”. Baci

  29. Fede ha detto:

    (Mi scuso in anticipo per lo sfogo)

    Io credo che dovremmo lasciare a Fra’ il suo spazio per le considerazioni per la fine del suo grande amore.
    Lo ha fatto pubblicamente per 70 giorni, condividendo con noi i suoi pensiero, ma è abbastanza chiaro e naturale che le sue riflessioni non si sia fermate a quei giorni ma proseguono nel suo intimo.

    Insomma Fra’, credo che, alla luce della tua esperienza (la fine di un rapporto e di un matrimonio non mi sembrano poco) sia normale che ti capiti di rivedere dei punti fermi che avevi e di cercare di capire cosa vuoi ancora dalla vita, come intendi cercarlo e dove. Mi sembra un comportamento maturo.
    E’chiaro che le tue scelte non saranno condivise da tutti, ma devi pensare a te stesso.
    Difatti, prima di tutto bisogna cercare di non deludere e non tradire se stessi.
    Non condividere certe idee e certi pensieri non significa certo smettere di volerti bene, di esserti amico e soprattutto di rispettarti. Come si dice? il mondo è bello perchè è vario.
    Ti dirò di più: ritengo oltretutto che sia più che comprensibile che in un momento di sbando e di confusione si possano anche compiere degli errori (se di errori dobbiamo parlare, ma direi piuttosto fare scelte diverse e inaspettate rispetto alle precedenti). Ma ribadisco: la maturità sta nel cercare la strada e trovarla non nell’abbassare la testa e proseguire rigidamente come i muli in una determinata situazione.

    Fai bene ad alzarla e a pensare, che diamine! Siamo fatti di carne, ossa, sangue e anima (quindi sentimenti ed emozioni), ci può essere sempre chiesto di fare incessanetemente il nostro dovere e comportarci bene? Che palle…
    Con la rigidità non si va da nessuna parte!

    Tanto, ti conosco ormai abbastanza da sapere che sei una persona profonda e matura e che saprai accorgerti da solo di cosa riempie la tua vita e ti fa stare bene e cosa ti lascia invece vuoto e sfiducato.
    Fermo restando che se dovessi decidere di scegliere, per un periodo o per sempre, le calde notti in spiaggia, o in albergo, o dove cavolo possa essere, non ti giudicherò in alcun modo e avrai comunque la mia stima.

  30. Federica,

    il mio non era certo un attacco a Fra. Non è nel mio stile. E tantomeno volevo o voglio giudicare qcn. Il mio pensiero, che tante volte ho esternato, qui, ma anche da me o da altri comuni e cari amici, è chiaro.

    Anch’io ho sofferto tanto, e se ci penso mi viene da piangere e urlare. Ma sono andata avanti, e credo ancora alla sincerità e buona fede delle persone. Anche se ho davanti esempi contrari. I nostri racconti se pur veri e reali hanno sempre un nonsochè di romanzato, di favola, (e mi riferisco al mio blog) ma la sofferenza che abbiamo provato quella rimane dentro di noi, e ogni giorno dobbiamo affrontarla (e qui concordo con te)

    Balibar, che bello leggere le tue parole. Non mi arrabbio e non mi offendo, don’t worry. Si, avevo letto di queste legende, lo avevi scritto da me, tempo fa. Sono legende, e cmq anche se fosse vero lontano dal mio modo di pensare. Ci sono cose mio caro amico, che come sai mi fanno paura, paura di soffrire ancora. Lo so, che anche tu credi nei miei principi, ne abbiamo parlato a lungo. La mia rigidità sull’argomento è legata anche alla mia grandissima paura di piangere ancora così tanto. Non siamo poi essere così forti come gli altri credono. Stella ha anche lei la sua buona dose di fragilità.

    Fra, lo sai, ho espresso solo il mio pensiero, così come ho risposto anche da me al tuo commento circa il non rinnegare se stessi. E’ il mio pensiero, non è una critica. Come sai ho vissuto dall’altra parte del muro e ho sofferto….

  31. Anzitutto voglio ringraziarvi tutti per le parole d’affetto nei miei confronti e anche per esservi appassionati a questo post, che evidentemente ha toccato corde sensibili per tutte/i noi.

    @ Stella, Balibar e Fede: vi rispondo tutti insieme, che i principi in cui si crede sono legati alle esperienze della tua vita, e al momento in cui vivi. Certo, ci sono persone che nascono e muoiono con certi principi, ma non è il mio caso, io sono una persona che cambia idea molto spesso.
    Non so se sia un pregio o un difetto, ma sono fatto così.
    @ Stella però un pensiero particolare: ora e qui tu sei ferma nelle tue convinzioni, ma non essere così sicura che lo sarai per sempre, la vita cambia e tante volte le nostre certezze non riescono a tenere il passo 🙂

  32. Fede ha detto:

    Stella,
    mi sono scusata in anticipo per lo sfogo perchè sapevo che presa dalle emozioni avrei fatto correre le dita sulla tastiera a briglia sciolta.

    E’solo che non ritengo possibile che una persona per tutta la sua vita, sempre, percorra la retta via senza mai fare un errore, un pensiero diverso, porsi un dubbio su quello che sta facendo.
    Penso invece che ci siano momenti della vita in cui sia difficile andare avanti e mantenere fermi i propri principi, ma non voglio per questo giustificare a priori scelte che poi potrebbero rivelarsi degli errori…

    Solo mi sembra un pochino categorico misurare le scelte di ogni persona fuori dal contesto che essa sta vivendo, anche se ognuno di noi, magari, nella stessa situazione, si comporterebbe in modo diverso…

    Fermo restando che ormai è chiaro ai lettori di questo blog quali siano le cose in cui credo e i miei principi e i miei valori in nome del rapporto di coppia.

  33. Cara Fede,

    ti ringrazio per le tue parole. Come tu hai fatto la tua premessa, anche io ho fatto la mia, e sono stata la prima a dire che in caso di amore, tradimento, fedeltà sono categorica. Non sono una persona rigida ma in questo caso non ammetto varianti. L’altro giorno un conoscente in palestra mi ha detto: esco con una e coppia aperta e io non ce l’ho fatta. Ma che coppia e coppia gli ho detto io, tu fai quello che vuoi e lei pure. Ma di coppia non ci vedo proprio niente. E lui: ma no, andiamo anche a vivere insieme.

    Scusate ragazzi, ma non ce la faccio proprio.

    Preferisco vivere la mia vita come la sto vivendo, nella tua felice totalità e alla sera addormentarmi da sola, piuttosto che avere un uomo che gira per casa che un giorno è nel mio letto e l’altro in chissà quale. E nemmeno le scappatelle riesco a capirle. Non sono la perfezione impersonificata e nemmeno la regina delle bigotte. Sono cresciuta in una famiglia credente e praticante e fino a una certa età l’ho pensata in un modo ancora più rigido. Poi, ho cambiato idea, pur mantenendomi entro certi schemi.

    Fra, ho premesso che non sono rigida, sono molto flessibile, mi evolvo, cresco, mi sviluppo ma non in questo tema. Spero di non abbandonare mai i principi in cui credo.

    Un abbraccio a tutti voi…Fede Fra Balibar (la tua fiaba è rimasta nel mio cuore) Diemme Dawn…

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