Oggi distruggi un’arma

gundestruction

Il 9 luglio è la giornata internazionale per la distruzione di fucili, pistole e mitragliatori.   Sarebbe bello festeggiarla distruggendo la prima arma da fuoco che trovate.

Ma evitate di farlo se siete in banca, e l’arma è nella fondina della guardia giurata.  Potrebbe non apprezzare il vostro gesto.

Se potessi scegliere quale distruggere tra i 639 milioni di armi di piccolo calibro presenti al mondo, io sceglierei una pistola.

Ho sempre avuto una grande antipatia per le pistole.

Quando ho fatto il servizio militare, in nome di quei principi oggi fuori moda secondo cui sono proprio le persone con valori pacifisti e democratici che devono far parte dell’esercito, e visto che c’ero l’ho fatto seriamente, ho potuto conoscere e utilizzare vari tipi di arma.   Ha avuto un rapporto accettabile con i fucili mitragliatori, meno buono  con la mitragliatrice da campo, ma veramente pessimo con le pistole.

Il problema è che la pistola è un’arma troppo semplice, troppo immediata, con cui è drammaticamente facile sparare per errore a qualcuno.  Avere una pistola in casa spesso può provocare tragedie, non a caso molti episodi di cronaca coinvolgono guardie giurate, poliziotti, carabinieri, che per ragioni di lavoro hanno un’arma, una pistola, in casa.

Anche al cinema le pistole spesso fanno brutta figura, basta pensare ad American Beauty, tanto per fare un esempio.  Purtroppo altrettanto molto più frequentemente, le pistole sono mitizzate in quei film d’azione dove il o la protagonista si tuffa di lato mentre spara a raffica con entrambe le pistole come se avessero caricatori da 3.000 colpi (…).

Ma d’altronde tanti sono i fan e gli appassionati delle armi; a cui si potrebbe rispondere come quell’insegnante di liceo che, dopo avere notato che nello zainetto un suo alunno aveva una rivista di pistole, lo chiamò alla cattedra e iniziò a sfogliare la rivista, voltando lentamente pagina dopo pagina.

Dopodiché lo guardo e gli disse:

Lo sai cosa vuol dire che ti piacciono le pistole?  Che ha il pistolino piccolo

Colonna sonora: Colpo di pistola dei Subsonica.

Come ti gira dopo un colpo di pistola?

Ti vedo un po’ a corto di numeri

Ci provo gusto me ne accorgo ed allora

Non ci provare con i tuoi alibi alibi

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23 thoughts on “Oggi distruggi un’arma

  1. Io invece devo ammettere che mi piacciono le armi di tutti i generi, ovviamente solo in ambito sportivo. Lo so che un’arma è fatta per uccidere ma in quel senso non credo che potrei mai usarla (soprattutto spero che i casi della vita non mi portino mai ad essere costretto o a desiderare di usarla contro un’altro essere umano).

  2. … detesto le armi e vorrei dimenticarmi che esistono.
    Perciò nemmeno festeggio la giornata CONTRO.

    La sostituiscono con la festa internazionale delle caramelline alla menta, da me sancita seduta stante.

    La menta non mente.

  3. Cara Marcy, purtroppo non riesco a ignorare il problema, le vittime delle mine, le armi messe in mano ai bambini soldati, e costretti a uccidere…

    Io credo che la sensibilizzazione al problema sia necessaria, anche se non vedo al momento qualcosa che potremmo concretamente fare; la coscienza del problema rimane però sicuramente un passo da fare.

  4. COSCIENZA DEL PROBLEMA GENERA PROBLEMA
    COSCIENZA DELLA SOLUZIONE genera soluzione

    Insalata Zen anche stasera.

    Si capisco che vuoi dire Diemme;

    ma io preferisco focalizzarmi sui “pieni”, perchè a furia di sbattere la testa sui “vuoti” il mondo è proprio ciò che è!

  5. Vedi Giulio, io penso che quando hai in mano uno strumento che da un grande potere, la tentazione di usarlo è inevitabile. Poi, ovviamente, la gran parte delle persone ci resiste, ma non tutti.
    Altra cosa è se le usi per il tiro a segno su oggetti, inanimati, ovviamente, ma anche in tal caso userei un fucile, non una pistola.
    Detesto le pistole.

    Bello invece il confronto tra Allegria e Diemme: è meglio parlare di un problema per combatterlo o provare a chiudere gli occhi e riaprirli sperando che il problema non ci sia?
    Faccio il cerchiobottista, a volte funziona la prima soluzione, ma a volte anche la seconda.

    Nel caso della armi, però, sto con Diemme. Anche perché in casa ho soltanto caramelle alla liquirizia o alla frutta :/

  6. Ero decisa ad entrare nei Carabinieri per entrare nel reparto dei RIS. SAi cosa mi ha fatto desistere? l’obbligo di avere il porto d’armi.
    Penso che questo possa esser illuminante sulla paura che ho per le armi

  7. “provare a chiudere gli occhi e riaprirli sperando che il problema non ci sia?”

    bene inteso che io non è questo che faccio: piuttosto costruisco attivamente l’alternativa. Non mi illudo che i problemi si superino ignorandoli, ma non mi crogiolo nella contemplazione delle tenebre del mondo: c’è troppo da fare!

  8. @ Dawn: CSI Milan? E quindi sei una Carabiniera mancata? Ma, come dice il nome, non si può essere Carabinieri senza carabina, eh!

    @ Allegria: ma, come ho scritto, qualche volta funziona anche chiudere gli occhi, aspettare un minuto, e riaprirli.
    La mia era un’allegra provocazione 🙂

    Cosa fai, comunque, per costruire attivamente l’alternativa? Sono curioso…

  9. … mah, per esempio per distruggere le armi:
    affronto le situazioni conflittuali nella mia vita. Liti, incomprensioni, brutte parole.

    Io cerco sempre “la corrispondenza”, tra quello che è il problema nel mondo esterno e quello che ho dentro .

    E’ un gioco che faccio da tanto tempo.

    Non mi piace l’italia corrotta?
    osservo le situazioni personali dove anche io posso essere disonesta

    Cumuli di spazzatura a Napoli?
    E’ ora che io mi occupi della raccolta differenziata a casa mia

    Berlusconi dice balle?
    Smetto di dirne io per prima

    NOn mi piacciono le armi?
    Cerco di essere meno polemica, e di non ferire gli altri.

    ecc. ecc.

    E’ un gioco socialmente utile. E in fondo divertente.

  10. è magico esoterico: è alchimia, o magia, trasformazione della realtà materiale attraverso manipolazione o cambiamento interiore.

    E funziona.

    Provate.

    (Frappy ho una vaschetta di gelato: e se ti dò un cucchiaino? E tu inizi a scavare da una parte e io dall’altra? E quando arriviamo al centro…guerra coi cucchiaini??)

    (che dici?)

  11. Volentieri. Che gusti ci sono?

    Però…

    Come mi passi il cucchiaino oltre lo schermo?

    Ci ho infilato la mano e non entra… dev’essere difettoso, eppure mi avevano detto che era a cristalli liquidi…

  12. Dunque, rispondo ad Allegria:

    Concentrarsi sul problema genera il problema, concentrarsi sulla soluzione genera la soluzione, e sono d’accordo, però la soluzione si cerca ad un problema.

    Quindi si dovrebbe:

    1) Individuare il problema
    2) Individuare le possibili soluzioni
    3) concentrarsi sulle soluzioni stesse.

    Il gioco sociale che ci proponi è il primo passo per un vero cambiamento sociale, e uno dei motivi per cui non vado a votare è che non credo che si possa cambiare l’Italia se prima non si cambiano gli Italiani.

    E’ però anche vero che ci sono degli approcci diversi ai problemi, che possono anche essere affrontati su più fronti, creando una sinergia di azioni.

    Insomma, se hai una malattia non puoi fare della prevenzione e basta, bisogna che tu la curi. Per curarla magari (anzi sicuramente) è necessario concentrarsi sulla parte sana del corpo, concentrarsi sui pieni e non sui vuoti, ma solo perché è col pieno che si può riempire il vuoto.

    Tutto questo per dire che, per il problema delle armi nel mondo, non credo sia sufficiente pensare “E’ una brutta cosa, preferisco parlare di mentine”.

  13. Quando votavo, non è che i nostri governanti fossero gente molto migliore…

    Caro Fra’, sono gli italiani che devono cambiare: poi, di conseguenza, cambierà lo staff che lo (ci) rappresenta.

  14. Più che altro la mia è una constatazione oggettiva, se una parte dell’elettorato che voterebbe bene (dal mio punto di vista) si autoesclude, giocoforza vince la parte opposta.

    E poi sono un po’ stupìto perché secondo me non votare è una dimostrazione di grande cinismo (sono tutti uguali) o di grande ingenuità (se l’astensione aumenta la politica cambierà).
    Tu vivi a Roma, qualche esperienza diretta della politica non puoi non averla avuta, e quindi dall’ingenuità quantomeno dovresti essere immune…
    Dal cinismo, beh, dipende dai politici che hai incontrato, e quanta fortuna hai avuto…

  15. balibar ha detto:

    Ho fatto il mio annetto di servizio di leva nel lontano…, bè, tralasciamo, un po’ con in testa le stesse motivazioni di Fra Puccino ed anche perché il servizio civile (esisteva solo l’obiezione di coscienza), se ti salvavi dalle patrie galere militari, lo svolgevi in qualche Cottolengo.
    Poi quella strana idea per cui certe situazioni, per essere comprese, vanno vissute fino in fondo.

    Destinato ad un corso per specialisti nelle armi, mi ritrovai in un ambiente dove c’era una crudezza quasi da marine.
    Il benvenuto del sergente maggiore fu del tipo: “siete finiti in uno dei reparti più pericolosi dell’esercito, ma non potete farci niente. Quindi abituatevi all’idea”.
    Poi continuò rivolgendosi ad un ragazzo e gli chiese: “Dimmi, a cosa serve un’arma?”.
    Nonostante la risposta fosse semplice, faceva fatica ad uscire, così la dette il sergente stesso, obbligando poi il soldato a ripeterla: “ad uccidere. Ecco a cosa serve, ad uccidere”.

    Ed era la verità. Per offesa o per difesa, procurando ferite od ammazzando, quello era lo scopo.
    Mi è simpatico il tiro sportivo, anche se subisco maggiormente il fascino dell’arco, che sempre un’arma è ma forse ha una genesi leggermente diversa.
    Personalmente sono anche contro la caccia e raramente mangio carne.

    Il periodo della leva? Dopo il corso sono finito in Veneto a togliere le bombe dai campi dei contadini, che ci ringraziavano con salame e buon vinello.

    Glisso sugli italiani ed il governo che si meritano, che sennò in galera ci finisco davvero. 🙂

  16. Bella testimonianza.

    Le armi non sono giocattoli, sono strumenti di morte; hanno anche un loro odore, un odore di metallo e olio lubrificante, che non saprei descrivere, ma che ricordo molto bene, come probabilmente ricorda Balibar.

    Un odore, che dopo 16 mesi sotto le armi, non avrei nessuna voglia di sentire di nuovo…

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