Ho fatto tanti bei designini

caffettiera

Oggi è la giornata mondiale del design industriale.    Che questo blog vuole celebrare nel nome del design più assurdo e improbabile, come nella caffettiera sulla copertina del libro  La caffettiera del masochista di Donald A. Norman.

Perché l’estetica è importante, ma l’utilità ancora di più.

Avete presente quei negozi di articoli per la casa pieni di oggettini di alluminio bello lucido, e di cui magari è difficile capire il senso, ma il cui cartellino del prezzo è sicura fonte di attacco cardiaco?    Vi si trovano forchette con cui non si riesce ad inforcare, oggetti decisamente unnecessary come il timer misuraminuti o il copribottiglia, orologi che non decifrerebbe nemmeno Champollion, infinite varianti di brocche destinate e marcire su un comodino della vostra credenza, portaombrelli che sembrano sculture del padiglione coreano della Biennale, e altri oggetti la cui unica reale funzione è di dimostrare agli ospiti dei padroni di casa che i padroni di casa si intendono di design.

Chissà come nascono questi oggetti…  Mi immagino che in un loft metropolitano il giovane creativo si sveglia, cerca di raccogliere le idee dopo la notte di bagordi, cerca di interpretare la foto scattata con la polaroid chiedendosi soprattutto chi c…o usa ancora le polaroid ora che c’è la digitale.   Va in cucina, e si prepara un caffè mettendo quello solubile nell’acqua calda, e poi si stupisce che il mal di testa non gli sia ancora passato.

Che ora è?  Pensa il creativo, ma non riuscendo ad interpretare l’orologio post-moderno, e non avendo quello da polso che ormai quest’anno è out, l’unica soluzione è l’Iphone che però è andato in blocco e solo Steve Jobs in prima persona può sbloccarlo (dopo la terza volta succede così), il mac ha esaurito la batteria e deve appena metterlo in ricarica ma dove diavolo si è ficcato quel stramaledetto caricabatterie bianco?  La tv è difficile ricordarsi dove l’ha appesa l’ultima volta, ma è proprio in quel momento di sfasamento spazio-temporale che avviene la creazione, che nasce l’idea.

Qualcuno pensa che possa essere una buona idea?

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32 thoughts on “Ho fatto tanti bei designini

  1. Bella quella caffettiera 🙂 Confesso che mi ci sono voluti alcuni secondi per rendermi conto di cosa c’era che non andava 😀
    Però mi piacerebbe vedere l’autore che la usa magari con un bel caffè bollente…

  2. frugiter ha detto:

    la polaroid è fuori produzione
    dopo anni di gloria non esiste più
    requiem un minuto di silenzio
    ………………………………………………………….
    penso che sia una caffettiera per mancini
    io sono mancina e vedendola non credo che mi ustionerei a versare il caffè
    peccato che siano anni che uso la macchina espresso della gaggia, difficilissima da usare per una sinistrorsa
    il filtro mi entra nove volte su dieci storto e spruzzo feccia di caffè dappertutto anche dentro alle tazzine
    cmq ha ragione stellasolitaria
    il colore è splendente molto erotizzante
    un rosso lacca da brivido

  3. ho letto questo libro qualche anni fa, prestatomi da mio cognato che l’aveva comperato in un negozio di remainders. E ieri mi sono sorpreso nel vederlo bene in vista su uno scaffale della libreria.
    Chissà cos’è che l’ha fatto tornare in auge? Forse troppi masochisti si sono ustionati?

  4. @ frugiter: è vero che il colore fa erotico, ma anche la forma non è niente male, ha due curve da brivido

    @ pani: secondo me li libro l’hanno tirato fuori in vista della popolarissima giornata mondiale del design

    @ President: parole sagge, meno design e più praticità

    @ stella: tu vai controcorrente, eh? Ma anche il viola effettivamente è un gran bel colore

  5. lagiraffa ha detto:

    Devo ammettere che quella cosa rossa della foto mi piace moltissimo, mi piace il colore, mi piacciono le linee morbide, sarebbe un perfetto porta fiori, il fatto che sia nata come caffettiera è irrilevante, perchè il design è fantasia, perciò anche l’utilizzatore può farne l’uso fantasioso che preferisce.
    @ frugiter, anch’io sono mancina ma, con quel becco verso l’interno, temo che nemmeno tutta la genialità dei mancini (!!) ci salverebbe da un’ustione 🙂

  6. Tutto il mio affetto amiche mancine.

    Da bambino ero ambidestro, ma a quei tempi essere mancini era visto molto male, e mi hanno forzato ad essere “normale”.

    Però, ogni volta che casualmente prendo la tazza con la mano “sbagliata”, ripenso alla mia possibile vita da sinistro…

  7. frugiter ha detto:

    io sono SONO DOVUTA DIVENTARE ambidestra
    essendo nata a febbraio papi pensò bene di non farmi perdere l’anno visto che a 4 anni sapevo già leggere.. come molti mancini ero già un genio
    :lool:
    così mi mandò dalle suore che pensando fossi un a figlia del diavolo visto che facevo al genuflessione e il segno della corce col alto sinistro
    decisero die sorcizzarmi
    e così a scuola, mano sinisra legata dietro al sedia euso esclusivo della destra per scrivere e per mangiare
    adesso riescoa a fare queste cose colla destra ma tutto il resto colla sinistra
    la cosa più buffa è stata quando ho deciso di prendere la patente
    ho fatto una trentina di lezioni di scuola guidas in più per imparare a non spostare il piede sinistro dalla frizione quando dovevo frenare
    per me era inconcepibile usare il destro !!!!!!!!!!!!!!

  8. Io non sono mancina, ma a scuola c’era un bambino mancino e io mi ricordo che gli ho detto: tu provi a scrivere con la destra e io con la sinistra e per un po’ siamo andati avanti così, poi già ero considerata una bambina difficile, problematica (beh ritardata x essere sbrigativi)(e quindi ho mollato) ma faccio tutto con la sinistra….
    cerco il link dove parlavo della mia maestra e te lo mando…

    Anche a me piace molto il viola: sala con due paroti viola e due lilla, divano libreria e mobile anni 50 sistemato bianchi e quella caffettiera starebbe proprio bene….

    controcorrente? sempre e comunque, ma naturalmente. Niente di deciso a tavolino, s’intende

  9. a me quella caffettiera lassù piace 🙂
    cambierei il colore….ecco…
    la destra in primis
    però anche la sinistra mica scherza
    ha il suo bel da fare
    all’occorenza non manca mai!!

  10. @ Irish: una caffettiere che ottiene l’approvazione di Irish Coffee è già a buon punto 😀

    @ stella: difficile e problematica, può essere; ma secondo me più che altro eri… accellerata.

    Forza viola sempre e comunque, in ogni caso,

    e così c’è spazio anche per la mia fede calcistica

  11. Il design nasce essenzialmente per creare oggetti di uso quotidiano che abbiano come principio l’ergonomia.

    Nel tempo – intendo nel giro di quasi un ventennio – questa logica si è un po’ persa strada facendo. I grandi del design che hanno fatto scuola e aperto gli orizzonti a nuove tecnologie e soprattutto a un modo nuovo di pensare e intendere l’oggetto, in un certo senso con la loro genialità hanno un po’ saturato la concezione stessa del nuovo inteso come fatto rivoluzionario e quindi oggi, con le nuove leve, spesso ci troviamo di fronte a cose che vogliono più che altro stupire, perdendo lo scopo per cui sono stati generati.

    Insomma, ci troviamo infatti, per esempio, di fronte a lampade meravigliose dal punto di vista creativo, ma carenti da un punto di vista illuminotecnico.

    Comunque, “La caffettiera del masochista” è un bellissimo libro ed anche interessante.

  12. Il grande blogger, piuttosto.

    @ arthur: onoratissimo della visita; in realtà cmq una categoria di design contro cui punto l’indice è il design da lista nozze, da grande marca fintamente esclusiva, il design per 40enni pieni di soldi e vuoti d’idee.
    Pentolame e forchettume inutilizzabile destinato solo a “fare scena”.

    Per il resto, a me che in realtà mi piace lo stile un po’ moderno, è capitato di acquistare prodotti come quelli che dici tu, tra cui una lampada che per evitare di essere accecati avevo fatto montare al contrario… :O

  13. pp ha detto:

    In realtà la caffettiera funziona benissimo! E’ termoisolata e quindi non scotta, quindi si prende con l’indice sopra il beccuccio e medio ed anulare nell’anello, poi ci si beve direttamente a canna, è lì la sciccheria! 😛 (Il primo che si accorge che con tale impugnatura non si può bere ma solo versare vince il tapiro d’oro! 😛 )

  14. @ Fra e Stellina: eddai… non pensate di esagerare? Togliete pure il “grande”, che così il tutto suona meglio.

    Capisco cosa vuoi dire a proposito delle liste matrimoniali, ma sai il design lì ci sta solo per caso e spesso è del tutto assente. Invece, per gli oggetti di uso corrente, tipo lampade, il discorso cambia completamente.

    Io ormai da anni, uso esclusivamente prodotti di marca, per esempio per le lampade Artemide, Flos, perché sono una garanzia, a livello di design, a livello di ricerca illuminotecnica, a livello di praticità.

    Poi, come sempre accade, anche “lì” può succedere di trovare delle cose, diciamo così, discutibili, ma sono casi isolati.

    Comunque… bello il tuo blog e bella l’immagine che hai utilizzato nel tuo frontespizio.

  15. Arthurino,

    sono sicura che le lampade della mia casina ti piacerebbero sicuramnte…tutte di design e molto di tendenza direi…per il resto amo mixare design con decorazioni miei e pezzi dagli anni che furono e (come direbbe il buon Fra).
    mi sa che la seconda laurea la prenderò a 80 anni e poi è molto diversa dalla mia….

  16. @ arthur: farò buon uso delle tue indicazioni, cercando di non farmi surclassare da stella

    @ frugiter: Mykonos, nelle isole Cicladi, Grecia. Tra l’altro nel posto della foto ci sono un sacco di localini deliziosi, con l’unico difetto di essere più cari che a Venezia o a Roma in piazza Navona…

  17. frugiter ha detto:

    grazie fra puccino
    a myconos ci andò qualche anno fa mio figlio matte
    e mi portò un ricordino insignificante
    forse adesso capisco perchè…..

  18. @ stella & arthur: da bambino volevo fare l’architetto, perché ero stato in uno studio e mi erano piaciuti i famosi modellini in legno di balsa

    @ frugiter: ahahaha. Ma sulle altre isole invece i prezzi sono molto convenienti, e sono pure più belle, purtroppo Mykonos è un po’ rovinata dal turismo

  19. Fra e Arthur(ino): io in realtà faccio quello che volevo fare (di pazzi ce ne sono al mondo, eh???) ma poi anni e anni fa ho iniziato ad occuparmi di decorazione, dapprima sulla stoffa e poi sul legno e su tutto quello che capita (anche la foglia oro e argento non è venuta benino, 😉 e ho la fissa sullo sfruttare al massimo lo spazio ma senza appesantire troppo (odio il troppo pieno)…e dopo anni di amore per tutto questo non è detto che non inizi una nuova strada…intanto noi non andremo mai in pensione, quindi il problema non sussiste….(vedremo….)

    un abbraccio Stella

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