Nessun fine la giustifica

"And I feel very good about what we did. I think it was the right thing to do. If I was faced with those circumstances again I'd do exactly the same thing,"

"And I feel very good about what we did. I think it was the right thing to do. If I was faced with those circumstances again I'd do exactly the same thing"

Oggi recupero la giornata internazionale a favore delle vittime della tortura, che cadeva ieri.

La tortura è un aspetto davvero sconcertante della natura umana.  E’ incredibile quante volte nel corso della storia degli esseri umani abbiano voluto torturare e straziare altri esseri umani, con un sadismo che travalica la presunta utilità della tortura, già smentita in modo magistrale da Cesare Beccaria.   La tortura atterrisce ma allo stesso tempo ha un fascino morboso, come conferma il grande successo di pubblico dei vari musei della tortura o di certi film da Saw, ad Hostel, o ancora più giù.

Al di là di queste considerazioni, resta il fatto che la tortura non è purtroppo una cosa da musei, ma  ancora  diffusa in molte parti del mondo.  Per esempio, è angosciante sapere che il responsabile delle indagini (leggi: repressione) del regime islamo-fascista iraniano contro i manifestanti per la libertà sia accusato di avere  in passato utilizzato la tortura.

Ancora più sconcertante è però se la tortura viene praticata da paesi comunque democratici, come gli Stati Uniti d’America.

Ogni volta che sento parlare di Henry Kissinger, non posso non pensare a tutte le persone torturate dopo i colpi di stato che l’amministrazione americana di cui era il più importante esponente aveva favorito e finanziato.

E, più recentemente, le incredibili dichiarazioni di Dick Cheney, di giustificazione di metodi d’interrogatorio come l’annegamento simulato (water boarding) rimarranno per sempre un marchio d’infamia sul suo nome.  Nessun crimine, neanche il più efferato, giustifica la tortura.

Ma gli Stati Uniti restano un grande paese, la più vecchia democrazia del mondo.

Tanto è vero, che ad amministrazione Bush ancora regnante, due cittadine del piccolo stato boscoso del Vermont (chiamate Brattleboro e Marlboro) hanno votato sì ad un referendum in cui si chiedeva al Consiglio comunale di incaricare il Procuratore Cittadino di stendere un atto di incriminazione contro il Presidente Bush e il Vice Presidente Cheney per crimini contro la Costituzione e che

gli organi di applicazione della giustizia pagati dalla città di Marlboro (Brattleboro), conformandosi alla sopraindicata incriminazione, arrestino e tengano in detenzione George Bush e Richard Cheney a Marlboro (Brattleboro) se non debitamente incriminati, e promuovano la loro estradizione ad altre autorità che potrebbero ragionevolmente chiedere di procedere nei loro confronti

Ecco, il fatto che un simile quesito sia stato posto ai voti, ed approvato, è la prova che gli Stati Uniti d’America, con tutti i loro difetti, sono una democrazia.  Ve l’immaginate la stessa cosa in Iran, in Egitto o in Russia?

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18 pensieri su “Nessun fine la giustifica

  1. Ritengo la tortura il massimo della nefandezza e dell’abominio; fare del male, con crudeltà inaudita, per il gusto di farlo, gioire della sofferenza altrui, sono il trionfo della follia, dell’aberrazione, e di quanto di peggio possa esistere al mondo ma….

    se per esempio si trattasse di salvare una persona, delle persone, non voglio fare la melodrammatica parlando di bambini, diciamo pure adulti, magari rapiti, e l’unico mezzo per far parlare (tentare di far parlare) una persona fosse forzare la situazione, credo che la nostra coscienza sarebbe messa a ben dura prova.

    C’è il diritto dell’innocente, violentemente leso da qualcuno, e il diritto del colpevole, che è comunque un essere umano.

    Nessuno tocchi Caino, può starmi pure bene, ma lasciare che muoia Abele, lasciare che la mano di Caino infierisca su Abele perché povero Caino non gliela vogliamo legare… siete veramente convinti che sia giusto?

    Badate bene, io non sto prendendo posizione, trovare giustificazioni al male è sempre troppo facile, lo so, però voglio dire che una posizione netta potrebbe non necessariamente essere giusta: anche se ispiratà a criteri di umanità e civiltà.

    • Non sono d’accordo. La tortura non è mai giustificata, prima di tutto perché non serve. Hai mai letto le dichiarazioni della presunta mente dell’11 settembre? Si è praticamente accusato di tutto, ancora un po’ si dichiarava colpevole anche della strage alle Olimpiadi di Monaco…

      E’ poi chi decide quando una tortura è giustificata? Un essere umano, in base alla sua scelta discrezionale??

      No, la tortura non ha mai, MAI giustificazione

  2. frugiter ha detto:

    perchè invece di torturare no si usa il pentotal?
    è cmq una prevaricazione sull’individuo?
    però presumo sia meno doloroso
    la tortura purtroppo fa parte dell’animo umano come molte altre aberrazioni
    i bambini sono grandi torturatori non neghiamolo
    quello ceh riescono a fare a degli animali indifesi è agghiacciante
    e non parliamo della tortura psicologica che sanno mettere in atto se vogliono
    sì sì adesso salteràa fuori che i bambini sono capaci di grandi slanci di solidarietà, che le differenze etniche o di persone diversamente abili i bambini non le vedono ecc ecc
    tutto vero
    però è vero anche che riescono a prendere in giro il compagno amgari obeso, magari coi denti storti magari con la scialorrea o l’ipertricosi
    questo per significare che se un bambino.. la persoan più pura della terra riesce a strappare le ali ad una farfalla, legare un mortaretto alla coda di un gatto, far affogare all’aria dei pesci rossi e altre amenità del genere… vuol dire che il baco è già dentro di lui
    da grande poi avrà sottile piacere nel far passare la corrente elettrica nei genitali di un suo simile, bruciacchiare colla sigaretta la pelle di un suo fratello..
    del resto non si prova un sottile piacere anche nell’atto più piacevole che ci sia se c’è una leggera forma di sadismo?

  3. lagiraffa ha detto:

    Quella americana è una democrazia piena di imperfezioni, talvolta somiglia ad una forma di dittatura addolcita ma, effettivamente, leggendo quello che accade in Iran, in Cina, in Russia, viene istintivo pensare “c’è di peggio”..

  4. …si Giraffa viene istintivo, anche perchè comunque per molti versi è vero.

    Io non riesco ad avere un rapporto equilibrato con la “tortura” e con la crudeltà in genere.

    So che i racconti scabrosi possono toccare l’animo di molti di voi.
    Ma per me è diverso.
    Ho una sensibilità estremamente pronunciata nei confronti del problema tortura:

    mi è IMPOSSIBILE discutere al riguardo, vedete ho una capacità empatica talmente forte, che se vedo un’immagine, una scena, se ascolto un racconto, io perdo il senso del “qui e ora” e sono lì, immediatamente vittima in prima persona di ciò che succede.

    Sarà un residuo karmico? Non lo so.

    E’ una mia patologia, perchè è talmente forte da farmi impazzire.

    Laffen ve lo può dire, che se deve raccontarmi qualcosa deve giurarmi 10 volte che non menzionerà in alcun modo crudeltà di nessun tipo. Mi sconvolgo al punto da non riuscire a tornare in me per molte ore.

    E’ la stessa cosa se i tratta di violenze su animali.

    Una volta Laffen mi racconto cose molto pesanti, non si ricordò che deve misurare molto attentamente le parole, e litigammo malamente per questo.

    Eppure la crudeltà fa parte del mondo, anche se io non posso che ignorarla completamente per sopravvivere.

    Devo riequilibrare le mie capacità empatiche, mi stanno mangiando viva.

    La famiglia di Laffen fino a pochi anni fa aveva un allevamento di vopi da pelliccia. Il destino si è fatto beffa di me.
    La mia relazione con LAffen è basata sull’accordo hce non mi racconterà mai nulla di ciò che accadeva alle volpi; e soprattutto sulla garanzia che lui non le abbia mai fatte soffrire intenzionalmente. Se dovesse essere diversamente, posso giurarvi su dio che smetterei di amarlo in un istante.

    Se questo riguarda le volpi, provate ad immaginarmi di fronte a racconti sugli esseri umani…..

    😦

  5. No Blogger ha detto:

    la “tortura” così come la “violenza” istituzionale nelle nostre società è di casa. Anche in Italia. Basta ricordarsi del G 8 a Genova (2001) o del pestaggio scientifico nel carcere di San Sebastiano (2000). Sostanzialmente impunita, come migliaia di “interrogatori” fuori da leggi e regolamenti. Culliamoci pure nella tiepida illusione che sia lontana da noi. A mio parere, Frugiter ha detto una cosa sacrosanta: il bambino può serenamente strappare le ali ad una farfalla. Qualche anno fa diedi un paio di sberle ad un bambino che impalava gattini ad una ringhiera con il sorriso. E le volpi da pelliccia, generalmente dopo una “vita” (se può chiamarsi tale) in minuscole gabbie dove 1 su 5 muore per cannibalismo, viene uccisa con l’elettrolocuzione anale per non rovinare la pelliccia. Non soffrono “intenzionalmente”? E che cosa lo si apre a fare un allevamento di volpi da pelliccia? Per pettinarle? Sono attività economiche “lecite”, ma destinate a produrre lucro grazie all’uccisione di “altri” animali, magari per consentire l’esibizione di una pelliccia ad una pingue borghesotta in quel di Cagliari, dove la temperatura media invernale raramente scende sotto i 5 gradi. La “violenza” è connaturata nell’ “animale homo sapiens sapiens”. Anche la violenza con crudeltà, a differenza di quanto avviene negli “altri” animali. Contenerla è un percorso lunghissimo ed Henry Kissinger (che ha pure chiuso la guerra americana in Vietnam ed avviato il percorso di pace in Medio Oriente) mi pare un po’ un capro espiatorio in confronto a qualsiasi giudice iraniano o burocrate di polizia sovietico d’antàn. Se non vogliamo scomodare un poliziotto cinese, a caso.

  6. Anch’io tendo a immedesimarmi negli altri, e qualsiasi tipo di violenza al prossimo, umano o animale, mi fa stare male. Mi prendono in giro, dicono che sto attenta a non pestare le formiche quando cammino e, seppure senza paranoia, in effetti è così.

    Non ho mai voluto una pelliccia, quella che mi lascò mia suocera fu prontamente regalata a un’allibita vicina di casa.

    Purtroppo non sono riuscita ad eliminare la carne dalla mia alimentazione, ma la direzione è quella.

    Ciononostante, se usassero dei metodi poco ortodossi nei confronti di un criminale per salvare un innocente, forse semplicemente non guarderei.

  7. Ho letto e riletto post e commenti prima di riuscire a scrivere qualcosa. La tortura è uno dei temi che mi paralizzano i pensieri. E mi riferisco ad ogni tipo di torture. In un periodo particolarmente sensibile della mia vita ricordo tutto cio’ che ho letto sulle torture nella ex Jugoslavia. In quel periodo ero come rapita da quella guerra. Ho fatto ricerche di ogni tipo e tutti i documentari possibili li ho guardati, nonchè interviste che mi hanno gelato l’anima. Lo so, è solo un periodo della storia, ma è correlato ad avvenimenti molto significativi nella mia vita e quindi mi hanno toccato da vicino. Sono contraria ad ogni forma di violenza, anche sberle ai bambini. Sono estremista, lo so, da questo punto di vista. Non accetto veramente nulla. Quella che poteva essere una semplice sberla data da un genitore idrofobo a un bimbo (in un ristorante) ha rischiato di essere tragedia. Anni fa. E per farmi i fatti degli altri mi sono presa anche una gomitata in un occhio.

    Per quanto riguarda gli animali anche io sono contraria alle pellicce, ma la carne fa parte della mia alimentazione (è una cosa che adoro) e non ho intenzione di eliminarla per nulla al mondo. Qundo sento pero’ di violenze su poveri animali innocenti e del loro abbandono mi si gela il sangue.

    A proposito di tortura tempo fa, proprio su questo blog, avevo parlato della lapidazione in Nigeria (e non solo) per adulterio…

    che tristezza….

  8. No Blogger ha detto:

    ciao Stellasolitaria, solo per dirti che, a volte, un paio di sberle nel momento giusto aprono gli occhi ed evitano cose molto peggiori nel futuro. Quel bambino, per quello che so, non ha più impalato gattini su una ringhiera. Ed oggi lo vedo ogni tanto passeggiare con un bel cagnone 🙂

  9. Caro No blogger, nel tuo caso avrà avuto un esito positivo, ma purtroppo mi trovi completamente contraria. Il dialogo, la pazienza, la calma, la tranquillità, spiegare ogni singola cosa e non ogni tipo di violenza. E te lo dice chi da piccola ne ha prese veramente tante (e forse non ha imparato tanto), ma sulla mia pelle dico: non serve a nulla. Mio fratello dice spesso: ai nostri tempi telefono azzurro non c’era!!! I nostri non erano certo genitori violenti (x me e mio fratello si xo’), ma mio papà è sempre stato covinto che le cose vanno fatte entrare in testa in un modo o nell’altro e non si è mai messo a li a spiegarcele. Un bambino è piccolo non è mica deficente (se le maniere forte funzionano – IO NON CREDO – funzionano tanto meglio i metodi soft) di cui sono una sostenitrice.

    Ecco perchè mi trovi totalmente contraria.

  10. frugiter ha detto:

    le sberle servono
    e non mi lapidate
    io ne presi tantissime nella mia vita mi ritrovo con la schiena rovinata dalle percosse
    e le ho distribuite con moltissima parsimonia
    credo dia ver picchiato i mie due figli una decina di volte in tutto e per tutti e due
    e il più grande ha 27 anni
    ho vissuto in una realtà contadina
    mio zio era cacciatore prima e ripopolatore di riserve di caccia poi
    non sono vegetariana e non credo di diventarlo
    anche io amo la carne
    ho imparato da mamma a uccidere polli e conigli e so farlo nel modo più rapido possibile
    soffrono?
    sicuramente sì
    ho assistito all amcellazione dei maiali
    una volta usavano il coltello
    ho visto un maiale scappare con la gola aperta perchè l’operatore era stato impreciso
    non so se adesso usano la pistola come fanno coi bovini
    le pellicce? trovo orrendo mettermi addosso la pelle di un altro esssere
    mi viene in mente il film “il silenzio degli innocenti” dove quello psicopatico si vestiva della pelle delle poverette che rapiva
    noi faccamo lo stesso
    e non è il caso di scomodare le volpi
    non so se vi rocrdate quelle giacchette di jeans che quest’inverno imperverasavano col colletto e i polsini di pelo nei negozi dei cinesi
    bene era pelo di cane
    spesso al canile arrva la bella famigliola felice ciense
    il bimbo sceglie il cagnolino
    e poi?
    lasciamo un po’ di puntini di sospensione…..
    la televisone ogni tanto ci propina degli edificanti documentari su come vengono trattati animali in vaie parti del mondo e d’italia
    ma dopo un momento comprensibile di sdegno collettivo non si fa niente
    ricordo con tenerezza quella ragazza di 17 anni denunciata per aver “liberato” leggi RUBATO 4 astici che agonizzavano su un letto di ghiaccio in una pescheria
    e che poi avrebbero finito la loro vita lessati vivi
    qualcuno si è ami ustionato col caffè bollente?
    ci pensate essere immersi in una pentola di acqua sul fuoco?
    e parliamo solo di animali… esseri senza una coscienza
    ma vogliamo parlare delle persone che erano nei manicomi?
    degli elettroshock per motivi terapeutici?
    io abitavo vicino al manicomio di genova
    un lager
    persone contenute con vari metodi
    persone internate che magari non dovevano essere lì ma che poi non potevano essere da nessun’altra parte perchè ROVINATE dalla degenza
    c’è tanta strada da percorrere per arrivare ad una vera libertà dalle prevaricazioni che l’uomo è capace di portare alle creature che lo circondano siano esse suoi simili o figli minori di Dio
    non esistono paesi sufficientemente civilizzati che si possano dire esenti da codesto cancro
    c’è una sottile compiacenza, ripeto, in molti di noi che ci spinge, anche le persone più insospettabili, a prevaricare sull’indifeso, sul diverso, sul cattivo, secondo i nostri parametri di giudizio
    avete parlato del g8 a genova
    io c’ero la polizia quando i black bolck devastavano la mia città era a distanza di sicurezza
    loro erano riconoscibilissimi proprio perchè erano coperti fino ai capelli
    le persone attaccate erano gironalisti, famiglie, giovani di belle speranze, tutti con le mani alzate
    tutti che si mettevano in ginocchio
    belli pronti da manganellare
    agnelli accalcati mi sembravano
    e poi enlla scuola quando tutti dormivano
    che bello neh? che incursione pericolosa……
    e tutti assolti
    ci mancherebbe altro

  11. No Blogger ha detto:

    appunto, Frugiter..appunto…altro che un paio di sberle. Se mi mettevo a spiegare la bellezza di essere buoni con i gattini, stavo ancora lì. E il bambino vivace dopo aver impalato gattini ora magari faceva anche altro. Qualche volta un paio di sberle vale molto di più di infiniti predicozzi.

  12. Mamma mia quanti commenti; difficile rispondere a tutti ma ci provo.

    Partendo dalle sberle al bambino sadico (@ No Blogger e Stellasolitaria): i miei genitori non hanno mai alzato le mani su di me, tranne 1 sola occasione (in un mio momento d’isteria infantile) ed io sono una persona assolutamente non violente; ciò nonostante, nel caso del bambino, No Blogger è stato fin troppo buono, quel (omissis) si meritava molto peggio

    Sadismo dei bambini (@ frugiter): alcuni bambini sono sadici, altri no, e guarda caso nell’infanzia dei peggiori criminali o dittatori ci sono proprio episodi di questo tipo; quand’ero bambino odiavo chi faceva del male per divertimento anche solo ad un insetto, e continuo ad odiarlo adesso, che abbia 7 o 70 anni

    Animali e dintorni (@ President of Bananas, Frugiter, Diemme, Stella): proprio come la Presidente, anch’io odio solo sentire parlare di tortura, in una scena di Syriana ho distolto lo sguardo, e anch’io ho litigato con la mia ex perché non volevo sapere i particolari di cosa succede agli animali da pelliccia; tanto, sono già contrario, comunque, non voglio i particolari.
    Io amo gli animali ma mangio carne, però tendenzialmente cerco (con qualche eccezione ogni tanto) di evitare i mammiferi, che sono gli animali con maggiore consapevolezza; perché in fondo non c’è tanta differenza tra una mucca e il mio gatto, ma anche perché ho visto che linea e valori agli esami del sangue mi dimostrano che pesce e carne bianca sono meglio

  13. Oddio, non vedo più il commento a cui sono venuta a rispondere, e ora non posso rileggerli tutti, comunque quello che volevo dire è questo.

    Ammettiamo che in qualche modo possa esserci una tortura giustificata (unico mezzo nei confronti di un criminale per salvare degli innocenti), chi lo deciderebbe? Un uomo, fallibile e imperfetto, e quindi il rischio di commettere un crimine atroce e ingiustificabile nei confronti di un innocente sarebbe elevatissimo.

    Di confessioni estorte con la tortura è piena la storia, qualsiasi innocente confesserebbe qualsiasi crimine pur di porre fine a un trattamento disumano, a un dolore che può portare persino alla follia.

  14. Uno spunto: quante torture subiamo o perpetriamo ogni giorno senza neppure esserne consapevoli?
    La tortura non è solo un’aggressione fisica. Le donne vittima di violenza domestica si lamentano di più per le vessazioni psicologiche che per quelle corporali.
    Oppure essere bombardati ogni giorno da immagini – notizie – lavaggi del cervello vari…..non è anche questa una tortura bella e buona? L.

  15. @ Diemme: pensa al crimine più orrendo (che c’è di peggio che essere in combutta con il Male in persona?) e all’investigatore teoricamente più santo e imparziale (i sacerdoti) ed avrai l’Inquisizione. Il risultato, la caccia alle streghe, lo conosciamo molto bene…

    @ Liviana: secondo il manuale dell’Inquisizione la tortura non avrebbe dovuto lasciare segni fisici permanenti, la tortura è sempr aggressione psicologica.

  16. No Blogger ha detto:

    …mbè..linea e valori del sangue sono tuoi, non del pesce che, seppure senza strillare, muore boccheggiando. Battute a parte, la “violenza” è parte del nostro modo di vivere, almeno cerchiamo di arginarla e di bloccare quella “gratuita”. Quanto alla “violenza psicologica” credo che sia infinitamente peggiore di quella fisica. Su di essa si reggono tutti i regimi, soprattutto quelli soft…

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