I’m a starman waiting in the sky

Il 13 giugno di quest’anno è il giorno internazionale delle giovani aquile, cioé degli aspiranti piloti d’aereo.   Non so come celebrare questo giorno, a parte proponendovi ed ascoltando la bellissima canzone di David Bowie, qui in versione live.

Per il resto dovrò cercare di affrontare il solito problema del week end.

Certe volte odio i week end.

So benissimo perché li odio.

Soprattutto da quando sono diventato single, passo giovedì e venerdì a programmare cose da fare per non annoiarmi, compilando mentalmente un lungo  dettagliato elenco di cose da fare di cui non riesco a concludere nemmeno la metà.  Risultato: non mi annoio, non mi sento (troppo) solo, ma mi secca da matti non riuscire a completare la mia lista.
E poi c’è il telefono, il cellulare o skype, non importa.  L’importante è che sia muto.

Ma qui lascio la parola a Murakami Haruki (da Dance Dance Dance, del 1988).

Avevo il presentimento che forse Yuki avrebbe richiamato. O se non lei, qualcun altro.  In momenti come questi il telefono sembra una bomba ad orologeria.  Nessuno sa quando scoppierà, ma il tempo è scandito da questa possibilità.   Il telefono ha una forma strana.  Molto strana.  Di solito non ci si fa caso, a ma guardarlo con attenzione si comincia a notare la sua singolare presenza nello spazio.  A volte lo guardi e ti sembra che abbia un disperato bisogno di dire qualcosa, altre volte è come se si sentisse oppresso dalle proprie funzioni.  Un puro concetto a cui è stato affidato un compito inadeguato.

(…)

Grazie a linee telefoniche, cavi sotterranei, tunnel sottomarini, comunicazione satellitare, siamo tutti collegati.  Giganteschi computer regolano tutto ciò.  Tuttavia, per quanto questo sistema sia sofisticato e complesso, se noi non abbiamo voglia di parlare non può avvenire nessun collegamento.   Oppure, anche se c’è questa volontà, come nel mio caso attuale, ma non si conosce il numero di telefono dell’altra persona (perché ci si è dimenticati di chiederlo) non c’è modo di collegarsi

(…)

Ma mettiamo il caso che io riuscissi a superare i suddetti ostacoli, e a telefonare a Yuki.  Potrebbe benissimo dirmi “Adesso non mi va di parlare.  Ciao”, e chiudermi il telefono in faccia.   In quel caso non si produrrebbe alcuna conversazione.  Sarebbe solo un esempio di interesse unilaterale.

In questo momento avrei voglia di parlare con tre persone.  Ma una ho deciso di non chiamarla (e neanche lei lo sta facendo, del resto), una non posso chiamarla per ragioni oggettive, un’altra, proprio come il protagonista del romanzo, non ho più il numero e non so come contattarla.   Oltre al fatto che la prima e soprattutto  la terza potrebbero rispondermi anche peggio di Yuki.

Ho fatto un bel volo pindarico?  Beh, se oggi è la giornata delle giovani aquile, diciamo che sto cominciando ad imparare a volare.

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12 thoughts on “I’m a starman waiting in the sky

  1. Bellissima! Quella canzone mi dà sempre soddisfazione, sotto la doccia 😉 riguardo al tuo volo da giovane aquila, se non puoi fare quelle telefonate, prova a volare in un altro cielo, magari trovi altri pennuti che hanno voglia di parlare proprio con te. Certo, più facile a dirsi (scriversi) che a farsi.. 🙂

  2. A proposito di cielo e di voli pindarici ecco di nuovo Stella!!! Ascoltando la canzone, che non conoscevo, ma bella ti dico: non ho capito se la tua ex è la persona che non senti da tempo o quella che non puoi chiamare x ragioni oggettive, cmq sia perchè non fai tu il primo passo verso la persona che non senti da un po’ anche se lei non lo fa (visto che in questa situazione non stai bene) e poi, la persona di cui non hai il numero cerca di muovere un passo verso di lei, magari chiediglielo questo numero, dicendole che avresti voglia di sentirla per fare due chiacchiere, per andare a bene qualcosa, non è difficile, dai.

    Un abbraccio Stella….

  3. @ giraffa: intanto ho chiamato un buon amico, anche se non è la stessa cosa scalda comunque il cuore…

    @ stella: e volevo che non commentassi un post dedicato a uno starman, tu che sei una starwoman!

    E ora cerco di rispondere alle tue domande. La mia ultima ex è quella che non voglio chiamare, e non lo farò, non ancora almeno, perché secondo me in questo momento è giusto così; la sofferenza è inevitabile, ma sarebbe solo rimandata.
    Quella di cui non ho il numero non ho neanche l’email, non ha nemmeno facebook, dovrei chiamare i genitori cui non sono mai piaciuto; e poi potrebbe legittimamente mandarmi a quel paese dopo che per tutti questi anni non l’ho sentita neanche per un saluto dopo averle promesso più volte che invece saremmo sempre rimasti in contatto.

  4. gianni il bello ha detto:

    Scusami ma su quello che ha detto la tua ultima ex io non ci metterai le mani sul fuoco… ricordati che trattasi di donne, mammiferi dei quali non ci si può mai fidare 😀
    Battute a parte, visto che parliamo di aspiranti piloti d’aereo, mi permetto di consigliare un capolavore della letteratura, poco conosciuto: “Vol de nuit” (in italiano penso che sia “volo di notte”), un racconto sui primi piloti che facevano il servizio postale tra Sudameica ed Europa.
    Ovviamente, è del più grande scrittore mai esistito…

  5. Eh, ma io sono come la dott.ssa Cameron di dr. House: ingenuo, cuore d’oro e due grandi occhioni blu. E poi attento: che se legge il mio blog legge anche il tuo commento!

    Non sapevo di questo romanzo di Antoine d’Exupery, eppure in Giappone sono stato persino al suo parco a tema. Ma a ripensarci, in effetti, dalle didascalie in giapponese non capirei proprio tutto

  6. Frappy: posso garantirti al 99% che la tua ex legge il tuo blog.

    Per il resto: punta sulla 4° donna, la prossima che conoscerai, altrimenti sono solo trucchi del subconscio per riaffondare nel passato, in cerca di qualcosa che già conosci, pur non di non affrontare il futuro e l’ignoto.

    Ma invece a noi l’ignoto piace non è vero? ma si, siamo professionisti del pericolo!

    Me l’ha detto il tuo gatto. 😀

    A proposito: stupendi i tuoi mici Frappy.
    Stupendissimissimi e grassocci!! quasi da mordere!!

  7. No, secondo me non lo legge, penso che abbia altri pensieri per la testa, e comunque non è una persona curiosa, al contrario di me (ero io il lato femminile della coppia)

    Comunque, solo 2 delle 3 persone di cui parlo nel post sono mie ex, e cmq non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di tornare con la n.1, avevo solo voglia di sentirla, sapere cosa fa, come va.

    Hai ragione, devo guardare e guardo avanti, verso (per essere precisi) la n. 6. Ma, sai, in questo momento è un po’ complicato staccarsi del tutto dal passato.

    Grazie per i gatti; ma ti assicuro che gli do una scatoletta in 3 e spesso (come oggi, sgrunt) ne lasciano metà. Dovrebbero fare più moto, non credi?

  8. Federica ha detto:

    Guarda avanti, se ora non riesci, prenditi il tuo tempo. Quando sarai pronto verrà spontaneo. Ma sicuramente in direzione del futuro.

    Se la tua ex legge oppure no il tuo blog non credo abbia alcuna importanza nè dovrebbe averla per te: è un luogo in cui esprimi una parte di te stesso, più o meno intima, condividi pensieri e opinioni, comunichi con altre persone, resti in contatto con il mondo, fai parte di un insieme più vasto…Direi che questo è l’importante.

    In merito al volo, per alleggerire, “Storia della gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, Sepulveda.

    Se poi accanto al volo fisico vogliamo compierne anche uno spirituale, direi l’intramontabile “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach.

    Buon volo.

  9. Rabbia, rabbia e rabbia. Commento lunghissimo (strano da credere ehh 😉 e mi si è cancellato tutto!!!

    Ops, ma io non ero quella che leggeva fra le righe??? I’m really sorry!!! La prox volta se è da omino e non da fanciulla non rispondo. Promesso!!! 😉

    La prima cosa che ho pensato quando ho sentito parlare di vampiri è stato il libricino in francese che ho letto qualche anno fa (ma io francese a scuola non l’ho mai fatto e ho iniziato da vecchietta!!!) carinissimo (si ma era per bambini della seconda elementare) e poi ai fantasmi della mia vita che un caro amico di blog ha definito vampiri. Si, vampiri, perchè si cibavano della mia allegria, della mia ingenuità, della mia energia e alla fine sono ripasta disarmata e senza energia davanti alla mia sconfitta. Il sorriso non l’ho mai perso, nonostante le lacrime e i pianti e non non permetto più a nessuno di vampirizzarmi. Come mi hai scritto in qualche commento lo spirito da crocerossima non paga mai. Ma io non ero così. E’ stato un capitolo della mia vita, chiuso ma che mi ha fatto crescere. I vampiri o i fantasmi come vuoi chiamarli alla fine sono talmente abili che fanno risultare le persone vampirizzate i cattivi della situazione. Abili xò!!!

    Avevo una carissima amica vampira, si ma di idee (le mie) e x la sopravvivenza mi sono allontanata. Dopo anni ci siamo ritrovate e sabato ero al battesimo della sua bimba. Era una bravissima ragazza ma questa cosa mi mandava in fibrillazione. Oggi è cresciuta ed è una persona felice (senza rubare più le idee a nessuno)

    La forza, l”equilibrio, l’energia, la motivazione, la determinazione li troviamo dentro di noi.

    Un giorno, senza nemmeno chiederti perchè, sentirai il tuo cuore battere forte, avrai una voglia terribile di parlare con lei, di prenderle la mano, si ma sarà una nuova lei, che forse già conosci o forse no, che forte già un pochino di piace o che forse non ti sei mai filato, chissà. Un giorno quando il tuo cuore e il tuo animo saranno tornati a sorridere. Un giorno…Un giorno ti svegliearai con un sorriso nuovo, e guardando il cielo o il mare o il tramonto o una farfalla che si posa su un fiore penserai non pensarai più a cio’ che è stato ma a cio’ che sarà, penserai a qcn a cui non hai mai pensato…allora capirai che quel giorno è arrivato…

    (scusami per l’ennesimo fuori tema)(la prox volta mi faccio la traccia e mi impongo un numero max di parole)

  10. Vai tranquilla Stella. Ti ringrazio dell’augurio, che le stelle in cielo ti ascoltino.

    Anche se l’esperienza mi insegna che il pensiero per le storie passate non se ne va mai via del tutto

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