It’easy to be kosher (ep. 59)

Torah

Ed eccomi alle religioni del Libro; cominciando, per ordine di primogenitura, dall’ebraismo e dalla prescrizioni codificate nella Torah.

In particolare, rispetterò le famose prescrizioni alimentari kosher, di cui però si sa molto poco.   Perché tutti (o quasi) sanno del divieto di mangiare carne di maiale, ma ben pochi sanno che il divieto si estende a tanti altri animali, tra cui conigli, vongole, cozze, ostriche, aragoste, scampi, delfini e balene.

Guarda caso sono tutti animali che già di mio non mangio; a questo punto, d’ora in poi, invece di rispondere imbarazzato che non mi piacciono o che non li mangio per motivi etico-animalisti, potrò appellarmi alle regole kasher.

Che tra l’altro proibiscono anche di mangiare ippopotami, pippistrelli, civette, insetti, vermi, larve, trichechi. Se qualcuno aveva la tentazione…

In ossequio a questa giornata ebraica a pranzo ho provato a cucinare una tipica ricetta ashkenazita per la festa di Hannukkah: i Latkes, una sorta di frittata di patate e cipolle che però, onestamente, non mi è molto riuscita.  Più buona che bella da vedere, comunque.

La cosa interessante degli esperimenti culinari legati a questa mio ormai lunga autoterapia elaborazione del lutto da fine amore, è che alla fine le varie ricette che ho sperimentato ispirandomi al tema del giorno, e quindi raccogliendole dai vari angoli del pianeta,  più o meno si assomigliano tutte; i popoli del mondo hanno inventato mille modi di mescolare farina, latte, uova (ad acqua), elaborando una miriade di varianti della frittata e del pane, che ogni cultura interpreta a suo modo ma che restano patrimonio comunque dell’umanità.   Il mondo unito da pane e frittata.

Al di là delle regole kasher, cercherò di rispettare anche altre prescrizioni dell’ebraismo, le mitzvot, che però sono ben 613.  E’ un impegno già leggersele tutte.

Purtroppo ho già fatto qualche sbaglio: mi sono rasato, ad esempio.

Ma per altri aspetti sono in una botte di ferro: di sicuro non costruirò idoli per me o per altri, non farò passare i miei figli attraverso il fuoco per Moloch, non tenterò di mettermi in contatto con i morti, non mi vestirò da donna, non avrò rapporti sessuali con una donna e con la figlia di sua figlia (questa la vedo proprio dura), non avrò rapporti sessuali con le bestie, controllerò che il Re non abbia troppe mogli…

Ma il mio mitzvot preferito è il numero 207: se troverò un nido con uccellini o uova non staccherò la madre dai propri figli.

Vai all’episodio precedente

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8 thoughts on “It’easy to be kosher (ep. 59)

  1. Questo post mi fa sorridere perchè è piottosto ironico…hai tralasciato che anche i cibi devono essere preparati in modo kosher, (le carni macellate in luoghi appositi e con criteri particolari)…le lasagne (che quando potevo mangiare il pomodoro adoravo) non sono kosher x’ uniscono carne e derivati quali latte e burro per la bechamelle…ecc…

    Ho sorriso anche x’ appena terminata l’università ho fatto un anno e mezzo la ragazza alla pari a Londra ed ero in una famiglia ebrea (x mia fortuna non praticante). Amici miei vivevano nella stessa stupenda ed elegante zona ebraica in famiglie rigidamente praticanti e non potevano tenere il loro prosciutto in frigorifero perchè glielo contaminava…

    Ricordo quel periodo con tenera emozione in particolare lo shabbat (venerdi sera)..la preghiera, le candele, il pane con le uova, il pollo al forno, il dolce con meringa panna e fragole…

    p.s. la barba di qualche giorno dona un fascino molto fascinoso….

    • Ho tralasciato queste regole, ma le ho rispettate: niente carne e la pasta all’uovo è rimasta in dispensa!

      Quanto alla barba, io la porto già lunga, ma per questioni di pulizia mi rado comunque dal mento in giù, altrimenti farei concorrenza a Wolverine, non so se mi spiego 😉

  2. Adesso non voglio sembrare irrispettosa delle tradizioni religiose, tuttavia…………………le liste dei precetti e delle cose da fare e da non fare, mi sembrano una barbarie contro la ragione.

    Se mi stanno bene le ragioni dei vegetariani, che si astengono dal magiare creature viventi, non comrpendo però una lista che dica si manzo no pipistrello, si mucca no vongola, si pollo no coniglio, e via dicendo.

    Mi sfuggono, credo perchè non ce ne siano, le ragioni sensate di questi precetti.

    Ma a cercar “ragioni” nelle religioni, si deve esser pazzi….!

  3. Ci sono religioni che hanno pochi precetti, ce ne sono altre che ne hanno tantissime.

    Gesù Cristo, che a tutti gli effetti era un ebreo né aveva mai pensato di fondare una nuova religione, stando ai Vangeli si è sempre dimostrato critico verso tutta questa precettistica e il formalismo religioso.
    Dopo di che, però, quasi tutte le chiese cristiane hanno ugualmente dettato regole e regolette.

    @ Presidente: è vero che talvolta i precetti religiosi sono irrazionali, ma questo soprattutto in due particolari campi, il sesso e l’alimentazione, che da sempre hanno sollecitato la voglia di regolamentare, che funziona meglio se alle regole dai un’autorità divina

  4. Hai ragione Fra, ma nel 2009 un numero sempre maggiore di persone si distacca dalla religione per le troppe regole e regolette. Un altro buon numero di persone ci si avvicina…

    Io ho iniziato da poco a occuparmi della storia delle altre religioni, pur essendo molto legata alla mia. Non voglio cambiare bandiera ma solo avere qualche granello di ignoranza in meno…

    Wolverine???? Spiegatissimo….cmq la barba di qualche giorno ha sempre il suo fascino…come i capelli lunghi di una donna….

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