Konnichiwa (ep. 34)

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Ed è arrivata la giornata del Giappone.    Per il nostro rapporto di coppia non era (non è) un paese qualsiasi, è stata una vacanza straordinaria, il viaggio più lungo e importante che abbiamo fatto, è stato il nostro viaggio di nozze.

Abbiamo riportato con noi tanto del Giappone, tra cui la scoperta che la gastronomia locale è molto altro oltre al sushi.  Ci sono per esempio le tre varietà dei simil-spaghetti locali: ramen, soba e udon.

La prossima volta che andate in un ristorante giapponese, consiglio di brovare il brodo con una delle tre varietà.   In Italia non sono molto conosciute, ma all’estero esistono i ramen bar, ristoranti giapponesi specializzati proprio in questo tipo di pietanze.

Inevitabile quindi, che anche questa giornata giapponese fosse declinata in stile gastronomico; a pranzo ho fatto una cosa estremamente nipponica, preparando il brodo di miso in 30 secondi grazie ad un composto liofilizzato che mi pare di avere comprato in svizzera, a parte ho cucinato i ramen, e ho combinato il tutto con una pseudo-tempura.   In mancanza d’altro, mi sono accontentato dei bastoncini findus; ok, non è il classico tempura, ma è pesce ed è fritto.   E pure la sera cena sarà a base di pesce.

Anche il mio avatar viene dal giapponese, si tratta di Icoca, un ornitorinco adottato come mascotte della linea ferroviaria locale della zona di Kyoto, e che potete vedere immortalato in questo video:

Forse potrei ricostruire la mia vita in Giappone; un’idea per un lavoro ce l’avrei; vado a lavorare al Butlers Café di Tokyo, quartiere di Shibuya. In pratica, è una variante di quei locali dove ragazzi carini e premurosi si prendono cura di ragazze giapponesi, trattandole cortesemente.  Il che la dice lunga sui rapporti tra uomini e donne…

Il colmo, poi, è che spesso la clientela è fatta da ragazze che a loro volta fanno lo stesso lavoro in locali per uomini giapponesi.

La particolarità del Butlers Café è che i camerieri sono tutti ragazzi stranieri.   Penso di essere abbastanza carino e premuroso per essere assunto, però ho superato i trenta (da un bel po’) e poi non conosco il giapponese.

Al limite potrei fare il maggiordomo inglese tipo John Cleese, e fare ridere tutte le avventrici.   Ricordo ancora quando scesi nella hall dell’albergo di Kyoto con i calzoncini corti.    Non essendo prettamente glabro, la mie entrata fece scoppiare dalle risate le 12 ragazze della reception, fino a quel momento perfettamente serie e composte nei loro tailleur tutti eguali.  Risate che si ripeterono ad ogni mio passaggio, fino a quando tornai in camera a cambiarmi.  Insomma, ho già un esperienza sul campo.

Magari mando il curriculum per un lavoro stagionale, così mi faccio due mesetti di vacanza…

Konnichiwa vuol dire “buon giorno” in giapponese.

Ieri ho raggiunto il mio record assoluto di lettori, più che decuplicati dal momento in cui ho iniziato questo diario dell’elaborazione del lutto;  il problema è: ora come farò a mantenere questi numeri?

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13 thoughts on “Konnichiwa (ep. 34)

  1. Un momento, però, cara Marcillotta, questa regola non spiega il consenso del TUO blog, che sono sicuro ha un sacco di lettori…
    Evidentemente, anche la simpatia, ironia, etc, attira consensi, che ne dici?

  2. Gianni il bello ha detto:

    Finalmente ho capito cos’è… Un ornitorinco!!! Spero molto ornito e poco rinco 😀
    Ma come si fa a mettere un avatar?
    Quando scrivo sui blog me ne appaiono alcuni assurdi!

  3. OMG!
    Ti devi iscrivere a wordpress; non è necessario aprire un blog. In questo modo, ogni volta che scrivi su un blog wordpress (e sono i migliori) verrai identificato con quell’avatar.

  4. sancla ha detto:

    Lo sai che come lavoro non dovrebbe essere male?
    Il Giappone lo “conosco” (?) solo attraverso i cartoni animati, quindi peggio che pessimamente ma la sua gastronomia ha sempre avuto la mia curiosità e quella di tutte le mie papille gustative.

  5. Vero; essere pagato per fare quello che mi piace.

    Ma il problema è: dove li sistemo i gatti? In Giappone hanno quelle case minuscole… A meno di non fare, come secondo lavoro, il noleggiatore di gatti da coccole (esistono anche quelli, nel magnifico paese del Sol Levante).

  6. Mmmh, la mia ex ex era un’ariete, rapporto molto conflittuale, ma è ariete anche mia sorella, e ci vado d’accordissimo.

    Diciamo però che è meglio non contraddirivi 🙂

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