Elaborazione del lutto per un amore finito (ep. 29)

Sembra incredibile, ma il mio percorso personale di elaborazione della sofferenza per la fine della più importante storia d’amore della mia vita è già arrivato alla quinta settimana.  Ogni settimana ha avuto il suo tema: le icone della cultura pop contemporanea, i chakra, le città, i protagonisti di opere letterarie.

Questa settimana sarà dedicata al mondo e ai paesi che abbiamo visitato insieme.   Sette giorni per sette nazioni, andando a ritroso dal posto dove siamo stati per l’ultima volta fino alla prima nazione visitata.

Si comincia con la Germania, dove siamo stati tante volte.

Il centro storico di Heidelberg

Il centro storico di Heidelberg

Il clima mi aiuta, la giornata è fredda e piovosa, forse più inglese che tedesca, ma va bene così.  Al lavoro, dove sarò preciso e puntuale ( 😉 ) ho scelto un look da tedesco “alla moda”, sull’ipod ho selezionato solo brani di autori tedeschi per una playlist teutonica: Rammstein, Wir sind helden (band poco nota in Italia ma dotata di indubitabile talento), Nightwish che tedeschi non sono ma potrebbero, il duetto tra Ville Valo e Natalia Avalon, colonna sonora di un film tedesco.

Stasera, cena a base di patate, in ossequio al più trito stereotipo.

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10 pensieri su “Elaborazione del lutto per un amore finito (ep. 29)

  1. … la settimana si preannuncia molto interessante.
    Avrei però una domanda vostro onore, non vorrei sembrare brutale superficiale o insensibile, è più una curiosità …. spero di pormi nel modo più delicato possibile…. vediamo se mi riesce…. ordunque, ecco, io chiederei di grazia per quanto tempo andrà avanti questa elaborazione della sofferenza.
    Si può avere una stima di tempi e costi?
    Abbiamo un “piano dell’opera” come nelle edizioni a fascicoli De Agostini?
    Si va avanti a oltranza, secondo fantasia, secondo sentimento, oppure c’è una scadenza contrattuale percui non so… al 3 mese basta … ?

  2. E certo che c’è un piano dell’opera. L’ho descritto nel post del 30 marzo, e mi ci atterrò rigorosamente: 70 giorni, come dire dieci settimane, ognuna a tema.

    Più che altro perché dopo dieci settimane così non saprei che cosa inventarmi. Il problema piuttosto è se a quel punto avrò superato i miei patemi sentimentali…

  3. è scientificamente dimostrato che in 70 giorni si supera la fase critica. Poi subentra il limbo amorfo grigio bigio del periodo di transizione, e quindi si puote contemplare l’Homo Novus.
    Il problema è: il centro della sofferenza. Esiste un fondoscala del dolore, oltre quello non si può soffrire di più. Bisogna arrivarci, toccarlo, viverlo un po’ e risalire.
    Nelle scuole iniziatiche, raggiungerlo signifca anche accogliere il dono della pienezza, della consapevolezza di sè.
    Il mio augurio è che questo viaggio intimo ti porti in dono una grande trasformazione.

  4. La mia idea era, per l’appunto, evitare il bottom down della sofferenza, sorvolarlo, bypassarlo.

    E intanto la grande trasformazione riguarderà la casa, che risistemerò secondo i miei gusti o solo per il gusto di cambiare.

    Speriamo che i gatti (che odiano i cambiamenti) non chiamino l’Enpa…

  5. Federica ha detto:

    Mi rendo conto che raccontare in un blog vita vissuta, ricordi e la fine di un amore possa aiutare a metabolizzare distacco e sofferenza. Ma devo dire denota anche un bel coraggio da parte tua, secondo me.

    L’idea di bypassare il fondo con l’auto terapia mi sembra buona. Francamente non so se funzionerà, ma io sono una donna, in quanto tale mooolto emotiva, pertanto probabilmente non faccio testo. Per noi credo sia molto più facile scivolare nei baratri sentimentali.

    Ad ogni modo, se anche per il superuomo razionale che intravedo in te non dovesse funzionare non prenderla troppo male. Ci hai provato, il tentativo, visti i post, direi che è davvero dei migliori, hai incontrato persone che ti hanno letto e quindi ascoltato (il che non mi sembra male, oggigiorno) e infine…Il bottom down (tanto per citarti) della sofferenza rende più forti, fa parte della completezza del cammino della vita e se dovesse arrivare farai meglio a decidere di viverlo piuttosto che ostinarti a raggirarlo. Perchè a quel punto il cammino sarà compiuto, metabolizzato e ti resterà da percorrere solo la parte della risalita.

    A quel punto l’uomo nuovo che sarà in te comincerà ad essere più visibile e reale. E anche la vita ti sembrerà diversa.

    Con sincero affetto, Federica.

  6. Più che razionale, sono una persona pragmatica, e pragmaticamente cerco di evitare la sofferenza.
    Nella vita ne ho già passate tante, questa è l’ennesima, vabbé, la prendo con filosofia e con quella fede che comunque ti è sempre utile nei momenti difficili.

    Come disse qualcuno, anche se Dio non esistesse, crederci ti aiuta comunque a stare meglio.

    Ps: e comunque esiste 😉

  7. Ben detto!

    Ma un link al primo episodio, e su ognuno al successivo (o viceversa)? Aiuterebbe noi poveri mortali a condividere questo percorso ahimé cos’ comune!

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