Alla ricerca della felicità (ep. 28)

Non è stato facile trovare il protagonista di un libro per l’ultima giornata di  questa quarta settimana di elaborazione del lutto per un amore finito.   Avevo pensato ai protagonisti di due libri di Gabriel Garcia Marquez, Cent’anni di solitudine o Dell’amore e altri demoni, che mi erano piaciuti moltissimo ma che ho letto troppo tempo fa.

Alla fine ho deciso per l’essere umano, che è il protagonista di un libro che è un saggio e non un romanzo, Il diritto alla felicità di Antonio Trampus (Laterza, 2008), che sto leggendo in questo momento.

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Così approfitto anche per fare pubblicità (la merita, davvero) ad un libro che dà l’occasione di ripassare un po’ di storia della filosofia, e di seguire l’itinerario storico dell’idea di felicità, da Epicuro a Seneca, da Hobbes a Mandeville, un autore le cui idee hanno avuto molta più fortuna del suo nome.

Nel corso della storia dell’umanità tante sono state le idee di felicità che si sono sovrapposte, dalla felicità vista come soddisfacimento dei propri piaceri e desideri immediati, alla felicità come libertà dai piaceri e dalle mollezze profane, dalla felicità egoistica a quella collettiva, dalla felicità adesso e subito alla felicità a lungo periodo.

Sono prossimo alla fine del libro, e quello che ne ho ricavato è che ci sono molte idee  di felicità, anche se ognuno pensa che il proprio modello di felicità sia quello giusto, mentre il suo è solo uno dei tanti, e forse è buono per lui, ma magari non per gli altri.  Cosa che i fondamentalisti di ogni chiesa e ogni colore dovrebbero imparare (anche se non lo faranno mai).

La verità è che ognuno dovrebbe perseguire il proprio ideale di felicità, con l’unica regola di cercare di fare, nei limiti del possibile, anche la felicità degli altri  o almeno di non fare la loro infelicità perché, e su questo concordano quasi tutti i filosofi che nei secoli si sono occupati dell’argomento, l’essere umano è anzitutto un animale sociale.

Oggi non ho fatto nulla di speciale per impersonare il protagonista de Il diritto alla felicità tranne, forse, meditare su me stesso e sul mio futuro, parlarne con un buon amico, corrispondere con qualcun altro, leggere.

Ma quale sarà adesso la mia strada verso la felicità?   Personamente ho un’idea molto chiara della mia felicità, una felicità che vorrei condividere, ma che soprattutto non so ancora bene come raggiungere.    Ho il mio sogno (stupido?) di una casa in riva al mare, di una famiglia felice, di stare con i miei gatti e di non essere troppo lontano da tutte le altre persone che mi vogliono bene.

Il mio vero dubbio è dove e con chi realizzare il mio sogno.  Non lo so ancora, ma in fondo pigramente aspetto che sia il Destino a darmi qualche indicazione  in tal senso.

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