A cena con Ctulhu (ep. 27)

Sabato 25 aprile è dedicato a Randolph Carter.   Si tratta di uno dei personaggi ricorrenti nelle opere di H. P. Lovecraft, lo scrittore statunitense abbastanza incompreso nella sua epoca, ma di cui oggi è tributaria tanta parte della letteratura e del cinema horror e fantascientifico.   L’unico autore, tra l’altro, di cui Fra’ Puccino abbia comprato l’Opera Omnia, che ho letto per intero, con la sola eccezione di alcuni racconti minori scritti come ghost writer per ragranellare qualche soldo.

Visto che questa è la settimana dei personaggi di libri, diciamo che scelgo Randolph Carter della Ricerca onirica dello sconosciuto Kadath (The Dream-Quest of Unknow Kadath).

Randolph Carter è l’alter ego di Lovecraft, è infatti uno scrittore incompreso e semisconosciuto (ehm…) un tranquillo sognatore di una cittadina di provincia, la mitica (ma reale) Providence che fa spesso da sfondo a molte delle opere lovecraftiane.

Per una giornata lovecraftiana, ho viaggiato fino ad una villa signorile di provincia, passeggiato nel prato del parco della villa, respirato malinconia, e poi a cena ho telefonato al sushi take away e ho, rigorosamente, ordinato un sushi al calamaro.   In onore di Ctulhu, il Grande Calamaro, la divinità ancestrale al centro della mitologia lovecraftiana.  Non penso che il grande Ctulhu abbia a che rammaricarsene, non penso sia il tipo che si preoccupa dei propri simili.

Ottima invenzione, il sushi take away, buono per la mia nuova vita da single, ancor più buono per qualche futuro invito a cena, magari facendo finta che il cuoco sia io, “sai, durante il mio viaggio in Giappone ho imparato a…”.

Il video è il trailer di uno dei film tratti dai racconti di Lovecraft, che raramente hanno ottenuto buoni risultati, al contrario dei film che hanno sfruttato alcune invenzioni del Solitario di Providence, come il Necronomicon, o libro dei morti.   Tuttavia, da circa due anni si vocifera che il grande regista messicano Guillermo del Toro (quello de Il Labirinto del Fauno, tanto per intendersi) sia interessato a realizzare un film dall’opera più lunga e complessa di Lovecraft, Le montagne della follia (At the mountains of madness).   Speriamo che il progetto si realizzi…

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2 thoughts on “A cena con Ctulhu (ep. 27)

  1. … sto leggendo a ritroso il tuo diario intimo di rielaborazione del lutto, e lo trovo parecchio creativo e positivo.

    Scrivere è molto terapuetico. Ricordo anni bui di sfiga sentimentale incui riempivo smemorande intere con disegni e pensieri.

    Oggi ci sono i blog, e questo aiuta parecchio credo. Scriviamo reciprocamente sui nostri blog, così come al liceo ci si scambiava la smemo per aggiungere dediche, pensieri, testi di canzoni…. i tempi cambiano, ma tutto sommato la voglia di esprimersi e condividere è sempre quella.

  2. Tanti complimenti fanno arrossire il mio avatar…

    Quando avevo aperto questo blog, l’avevo fatto un po’ così, per scrivere qualche stron…ta al riparo dall’anonimato, ma alla fine mi sono trovato ad usarlo davvero come un blog, nel senso di diario on line.

    Ed in effetti aiuta, aiuta molto.

    E cmq i momenti di sfiga sentimentale sono spesso i più prolifici in termini di creatività, un rapporto di coppia esige sempre tante energie, e quando sei single in fondo nei hai molte di più a disposizione, evidentemente

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