Elaborazione del lutto da fine amore (ep. 22)

E così sono già arrivato alla quarta settimana del mio esperimento di elaborazione della sofferenza. E’ passato quasi un mese dal giorno della nostra fine amore, e mi sembra incredibile sia già tanto tempo che le nostre strade si siano divise.

Per questa settimana ho deciso di dedicare ogni giornata al protagonista di un libro, cominciando da L’Insostenibile Leggerezza dell’Essere di Milan Kundera (1989, ed. italiana Adelphi).

Sullo sfondo le vicende drammatiche della primavera di Praga, che porteranno all’esilio di Tomàs a Parigi, Tomàs vive intensamente la propria vita, fa molto sesso e ha un sacco di donne, cosa che a me attualmente non succede. Tuttavia, il clima piovoso e uggioso di questo triste lunedì fa molto europa dell’est, e il mio berretto a visiera aiuta anche. E per ora mi va bene così.

Dal libro è stato tratto un film (che non ho visto), di cui vi propongo il trailer in lingua inglese.

Nel trailer ogni tanto appare un cappello nero, che nel romanzo è importante ma nel film evidentemente anche di più. Il film è del 1988, i protagonisti Daniel Day Lewis, Juliette Binoche e Lena Olin.

Chiudo con una citazione del libro, una frase che avevo sottolineato quando l’ho letto, più di una decina di anni fa:

La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura

Non so se ricordo bene la trama del libro, non fidatevi troppo della mia recensione, ma questo è quello che mi è rimasto.

Annunci

4 thoughts on “Elaborazione del lutto da fine amore (ep. 22)

  1. pp ha detto:

    Tra i libri che ho in casa “L’insostenibile leggerezza dell’essere” non son riuscito a trovarlo, per ora ho letto “L’identità” di Kundera, ma devo proprio rimediare a questa lacuna! Bellissima frase quella scelta!

  2. Io ho visto il film e, diversamente dal libro (forse letto in un momento sbagliato), l’ho amato moltissimo.

    Questo tuo post è quello che mi ha emozionato di più tra quelli letti finora su questo tuo percorso, forse perché “la voce del vuoto sotto di noi” è presente in tutti noi, inquietante, intrigante, a volte ignorata, a volte ascoltata con sconcerto.

  3. Beh, mi sa che forse questo film merita una visione, se ne parli così bene e, da donna, non sei condizionata dal fatto che ci siano Lena Olin e Juliette Binoche pure svestite.

    Cosa che alletta invece il mio spirito mascolino.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...