La città degli acquisti (ep. 20)

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Diario di bordo del capitano Fra’ Puccino; 20° giorno di elaborazione del lutto di fine amore, la giornata di oggi è all’insegna della città degli acquisti.

Per rispettare la consegna della settimana (un giorno, una città) ho preso l’automobile e sono uscito dal territorio comunale, fino al non luogo dove sorge il centro commerciale per eccellenza della mia zona.

I centri commerciali sono stati inventati da un americano che voleva ricreare l’atmosfera dei centri urbani europei, ma una volta importati in Europa i centri commerciali stanno mettendo in pericolo proprio la vitalità di quei centri urbani che vorrebbero imitare.  E già stanno sorgendo i micidiali outlet, se possibile ancora più alienanti e finti.

Lo shopping comunque è un ottimo antidoto contro sofferenza e depressione, anche se i miei acquisti sono stati molto limitati; qualche accessorio per la casa, un vestitino per il compleanno del nipotino, così carino che ho detto alla commessa: “Piacerebbe anche a me una maglietta così”.  “Mi dispiace, al massimo le abbiamo per 14 anni“.  Tutto vero, ma penso scherzasse anche lei.

In ogni caso, il fatto di essere riuscito a passeggiare tranquillamente in mezzo a tutte quelle coppiette da centro commerciale mi dice che sto superando bene questo momento.   La reazione di fronte alle coppie altrui è sempre un indice utile a verificare lo stress da fine amore.

Se non sopportate di guardare neanche due bruttoni che litigano, allora è meglio che chiamate subito l’ex e lo/la supplicate di tornare insieme.

Se vi infastidisce solo chi si abbraccia o bacia, siete in fase acuta da lutto di fine amore.

Se vi infastidiscono quei due che fanno sesso, forse non dovevate andare in un club privé da soli.

Se la coppietta altrui vi fa solo malinconia, siete sulla strada della guarigione.

Se cercate il momento giusto per provarci con uno dei due, siete degli s*****i.

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2 thoughts on “La città degli acquisti (ep. 20)

  1. Ritorno su questo post e lo rileggo di nuovo. A me le coppiette fanno ancora effetto “nostalgia e malinconia”: finirà mai esto lutto?

    Non è lutto per qualcuno, per qualche storia intendo: per me comincia ad essere il lutto di un sogno, di essere compagna felice di un uomo felice, felici di stare insieme, con un traboccamento di amore, dedizione e sostegno assolutamente bilaterale.

    Comincio a pensare di essere stata troppo sognatrice.

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