La città eterna (ep. 18)

Nuovo giorno, nuormnitevo viaggio (questa volta in treno), nuova città.

E’ la seconda capitale di questa settimana, ma che differenza (in negativo) con la capitale straniera, nonostante siano entrambe grandi metropoli latine…

Forse però la città eterna ha un solo fondamentale problema, il virus della politica che la permane in ogni dove.

E’ l’unica città italiana dove un manifesto su due parla di politica, dove la politica è probabilmente una delle industrie più importanti, se mettiamo insieme parlamentari, funzionari e giornalisti di partito, autisti, portaborse, dipendenti dei vari palazzi della politica, giornalisti parlamentari, tassisti, gestori di bar, ristoranti, edicole del trilatero del potere (piazza Colonna-Montecitorio-Piazza Madama).

A volte viene il sospetto che certi dibattiti, certe problematiche abbiano un senso solo all’interno del raccordo anulare, e che al di fuori, nel resto del Paese, non importino a nessuno.

Forse si dovrebbe spostare la capitale, che ne so, a Frosinone, a Latina, a Sabaudia, trasferendo lì parlamento e ministeri.  Magari in via provvisoria all’italiana, cioé per una trentina d’anni.   Poi si vede il risultato.

A parte tutte queste considerazioni, girando per la città ho rivisto molti posti dov’ero stato con Lei.   Ho rivisto noi due passeggiare per quella strada dove ora passavo velocemente da solo.

Malinconia.   Anche se tutti i viaggi di questa settimana mi hanno fatto bene, viaggiare costituisce una buona anestesia per il  distacco.    Il tempo passa più veloce, e il tempo lenisce le ferite del cuore, ma questo mi pare di averlo già scritto…

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2 thoughts on “La città eterna (ep. 18)

  1. Mi fa effetto sentir parlare così di Roma, non avevo pensato mai che la politica imperante nel resto del Paese non ci fosse.

    Mi chiedo quale sia la via in cui passeggiavi con “lei” e ora stai passeggiando da solo.

    Io, puoi ben immaginari, ne ho parecchie di vie legati ai ricordi, per me questa città è una specie di tempio, ognu luogo la sua nicchia… la sua cripta…

  2. La stada in questione era la passeggiata dal Colosseo a S. Giovanni in Laterano; non è il ricordo più bello (ti avrei detto Trastevere) ma è il posto in cui quel giorno sono ripassato.

    La politica: a Roma, solo a Roma, ci sono quei cartelloni che a me fanno morire dal ridere, con tutti quei nomi di politici in dimensioni di carattere proporzionati all’importanza, tipo:

    F I N I
    ALEMANNO
    Barbaglioni – Scarabuggi
    aliotti – cacciovoglio – mammoni – dedestra

    (gli ultimi nomi sono inventati, non me ne vogliano eventuali Barbaglioni di Rifondazione)

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